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LE CONFRATERNITE
LA CONFRATERNITA DI S. AMBROGIO
LA CASSA DI S.AMBROGIO
IL VECCHIO ORATORIO DI S. AMBROGIO
IL NUOVO ORATORIO DI S. AMBROGIO
LA PROCESSIONE AL SANTUARIO DELL'ACQUASANTA
LA FESTIVITÀ DEL 400-esimo ANNIVERSARIO
FOTOGRAFIE DI UNA PROCESSIONE AL SANTUARIO DELL'ACQUASANTA
IL RESTAURO DELLA CASSA DEL CAVALLINO
LA TRADIZIONALE MOSTRA DEI PRESEPI
10 dicembre 2011: INAUGURAZIONE DELLA RESTAURATA CASSA PROCESSIONALE DELLA TRINITÀ
28-29-30 settembre 2012: ESPOSIZIONE DELLE CASSE PROCESSIONALI
Le Confraternite     [Ritorna all'indice di inizio pagina]
L’origine delle Confraternite viene fatta risalire all’anno 1230. Intorno a questa data infatti si svolgono in Italia le prime processioni di ‘battuti’ cioè di flagellanti. Contemporaneamente nascono le prime Confraternite, come la ‘Domus disciplinatorum’ di S.Antonio a Genova, documentata nel 1232.
Nel 1260 una grande processione di flagellanti, partiti dall’Umbria, giunge in Liguria. La ‘disciplina’ penitenziale, cioè l’uso di flagellarsi, si diffonde e diventa la pratica caratteristica delle Confraternite nate sulla scia di questa devozione popolare.
A Genova nel 1300 esistono già delle Confraternite cittadine (S.Giovanni, S.Giacomo di Pre, S.Caterina, S.Antonio) e ne vengono fondate altre, quali S.Bartolomeo, S.Giorgio e S.Croce. Nell’entroterra e sulla costa in quegli anni sorgono S.Giacomo di Pino, S.Stefano di Rivarolo, S.Martino di Pegli, S.Ambrogio di Voltri e SS.Nicolò ed Erasmo di Voltri.
Nel 1399 si verifica la seconda ondata di devozione popolare con il movimento dei Bianchi che giunge a Genova dalla Provenza, suscitando Confraternite a Rapallo, Lavagna, Recco, Gavi, Loano e nel centro cittadino.
Dai primi anni del secolo XV le Confraternite genovesi iniziano a staccarsi dalla Chiese e dai Conventi per costruirsi sedi proprie. Ben presto alle Confraternite titolari vengono ad aggiungersi nello stesso Oratorio altri gruppi, in un processo di aggregazione che porterà alla costituzione delle Casacce.
I secoli XVII-XVIII sono gli anni del massimo splendore per le Casacce genovesi e liguri: la produzione sempre più ricca di casse, vesti ed argenterie fa di ogni processione una parata festosa e spettacolare. In quegli anni il conflitto giurisdizionale fra la Chiesa e la Repubblica si fa sempre più acuto; entrambe tentano di assicurarsi il controllo delle Casacce - e le Casacce intendono salvaguardare la propria autonomia.
Il periodo dopo la Rivoluzione francese è uno dei più bui per le Casacce: nel 1798 dopo la caduta del governo oligarchico, il Direttorio legislativo della Repubblica Ligure ordina la requisizione dei preziosi di Chiese, Conventi ed Oratori. Nel 1811 il governo Francese sopprime le Confraternite e cede tutti i loro beni alle chiese parrocchiali.
Nel 1814 i francesi lasciano la Liguria, che viene annessa al Piemonte. Molte Confraternite si ricostituiscono, mentre altre non riaprono più i battenti. Le Confraternite sopravvissute inaugurano nuove argenterie e nuove vesti e riprendono le processioni. La riorganizzazione urbanistica di Genova, nella seconda metà del secolo scorso chiude definitivamente la storia delle secolari Casacce cittadine, che sono costrette a disperdere gran parte del loro prezioso patrimonio, mentre le Confraternite dell’entroterra e della riviera continuano tuttora la propria attività.

La Confraternita di Sant'Ambrogio     [Ritorna all'indice di inizio pagina]
L’origine della nostra Confraternita risale ai primi anni del 1300, sulla scia delle grandi processioni dei ‘flagellanti’ che percorrevano la nostra regione, invocando penitenza e pace.
Lo scopo originario della Confraternita è quello di ravvivare la fede nel popolo, con la partecipazione attiva dei confratelli alle Sacre Funzioni, di tenere viva la devozione alla Passione di Nostro Signore ed al Santo Crocifisso, di mantenere la pratica del Santo Rosario ed il suffragio per i defunti.
Poche e scarne tracce e documenti, purtroppo, rimangono a testimonianza di una vitalità e di una attività secolare.
Un accenno alla esistenza della Confraternita si trova nel titolo del registro della Confraternita dei Bianchi, dell’anno 1409, che suona così: "Commemorazione dei defunti dell’ordine dei disciplinanti dei SS. Nicolò ed Erasmo, Ambrogio e Antonio Abate". Le interpretazioni di tale titolo tuttavia non chiariscono se all’epoca esistevano già tre Oratori distinti, oppure se c’era un’unica Confraternita per tutta Voltri.
Molto probabilmente durante il 1400 la Confraternita si stacca dalla Chiesa e fonda il proprio Oratorio.
Nel 1594 la Confraternita commissiona allo scultore Santacroce la Cassa processionale di S.Ambrogio.
Nell’anno 1735 la Confraternita ottiene dal Papa Benedetto XIV l’indulgenza plenaria per i propri defunti.
Verso la fine del 1700 la Confraternita si dota dell’immagine del Crocifisso Bianco, che viene completato con canti argentei nella prima metà del 1800.
Nella seconda metà del 1800 la Confraternita si dota di Tabarrini provenienti dalla Casaccia Genovese di S.Giacomo alla Marina.
Nel 1945 l’Oratorio viene distrutto in un bombardamento, la sede della Confraternita viene riportata nella Chiesa parrocchiale, le Casse Processionali ed i Crocifissi vengono riparati nel Santuario dell’Acquasanta.
Nel 1959 iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo Oratorio che venne consacrato nel 1961.

La Cassa di Sant'Ambrogio     [Ritorna all'indice di inizio pagina]
La Cassa di S.Ambrogio, che fa parte del patrimonio culturale e della tradizione voltrese come "Cassa del Cavallino", è forse la più antica Cassa Processionale di questo genere tuttora rimasta in Liguria; essa venne commissionata nel 1594 dalla Confraternita di S.Ambrogio allo scultore Filippo Santacroce.
Alla fine del 1500 iniziò infatti il periodo di maggior splendore delle Casacce liguri e della produzione artistica ad esse connessa, che culminò nel 1700 con le opere di Anton Maria Maragliano.
La nostra Cassa fu senz’altro uno dei primi esempi della nuova sensibilità artistica delle Casacce ed è particolarmente significativo il fatto che sia in buono stato di conservazione e che venga ancora portata in processione.
Questa Cassa rispecchia una leggenda nata nel secolo XIV sulla falsariga della tradizione di S.Giacomo Matamoros: nel 1338 S.Ambrogio salva Milano dalle soldatesche di Luigi di Baviera apparendo miracolosamente a cavallo armato di flagello.
La cassa rappresenta S.Ambrogio a cavallo che sconfigge gli eretici simboleggiati da soldati romani. La scena è alquanto movimentata: tre soldati romani, con le spade sguainate, gli scudi e con le lance attaccano S.Ambrogio a cavallo. Il Santo, che indossa i paramenti sacri ed ha la mitria in capo, sta per vibrare il colpo alzando il braccio con la frusta; anche il cavallo imbizzarrito assale i soldati e sta per schiacciarne uno che gli si rannicchia sotto. Un soldato alza la spada a fermare lo slancio inarrestabile del santo, ma urla dal dolore al morso improvviso del cavallo. Solo due chierici, che portano la croce ed i pastorale del Vescovo, assistono impassibili alla scena, fiduciosi e sicuri della vittoria del Bene sul Male.
Lo scrittore Alizeri ha ritrovato la documentazione completa: il contratto stipulato fra lo scultore Filippo Santacroce ed i Confratelli dell’Oratorio di S.Ambrogio di Voltri (atto Notaro Pellegro Pogliasca) nel 1594. Il Santacroce promette di "fabricare una cassa di otto palmi con Santo Ambrosio a cavallo di altessa di parmi cinque e mezo, con il chierico di altessa di parmi tre e mezo e angeli quattro, cioè uno per ogni lato della cassa con uno moro inginocchione", secondo una composizione che sembra ispirata a certe pitture del Tavarone.
Nell’atto notarile sono precisate le misure della cassa "di buono ligname bene e diligentemente fabricata e lavorata tuta greza", e tutti i personaggi della rappresentazione così come possiamo vederli ancora oggi. L’attuale cassa corrisponde nelle misure delle figure e nella composizione a quanto riportato nell’atto. Mancano i quattro angioletti angolari, scomparsi in seguito a successivi rimaneggiamenti, ed i chierici risultano due. La cassa è stata ridipinta ed il moro inginocchiato ha mutato colore.
L’accenno alla consegna dell’opera ‘grezza’ conferma l’uso di impiegare coloritori specializzati per la policromia delle sculture in legno, come fu consuetudine fino a tutto il secolo. XVIII. Non si conosce il coloritore di questa cassa, mentre i documenti citano il pittore Agostino Piaggio come autore della coloritura e dell’indoratura di un’altra cassa, purtroppo scomparsa, eseguita dal Santacroce sempre nel 1594: il "Martirio di S.Bartolomeo" per l’omonima casaccia genovese.
La Cassa processionale del Cavallino ha subito molte manipolazioni e non si presenta più nella sua veste originale. L’intervento più antico di cui resta traccia è, con ogni probabilità, settecentesco; ad esso risalgono sia i balaustrini reggicandele in legno dorato che circondano la piattaforma, sia la gualdrappa in velluto cremisi con ricami a ‘paillettes’ del cavallo, sia forse anche la decorazione a fiorami della mitria e delle vesti del santo. Anche il rifacimento in cartapesta di uno dei due chierici (solo la testa è in legno) forse eseguito in seguito ai danneggiamenti subiti dalla figura, è collocabile al secolo XVIII.
Impossibile stabilire quanti ‘restauri’ siano stati effettuati sull’opera, fino al più recente perpetrato subito dopo l’ultima guerra, che allo scopo di riparare i danni provocati dal bombardamento dell’Oratorio, ne ha purtroppo ricoperto l’intero gruppo scultoreo con una pesantissima ridipintura, alterandone ciò che rimaneva dei colori originali e ridisegnano duramente le fattezze dei personaggi ed i motivi decorativi delle vesti.

Il vecchio Oratorio di Sant'Ambrogio     [Ritorna all'indice di inizio pagina]
Il vecchio Oratorio di S.Ambrogio sorgeva di fronte alla Chiesa Parrocchiale, all’inizio di via fra Simone da Carnoli, coll’ingresso verso oriente ed occupava l’area su cui ora sorge il caseggiato segnato col n. 19 di via Don Giovanni Verità e su parte del largo marciapiede che gli è dinanzi.
L’Oratorio era lungo 25 metri, largo 8 e alto 7,50. L’Oratorio era ad una navata ed era decorato di stucchi. Sull’unico altare aveva il gruppo statuario della Trinità, mentre in una nicchia laterale veniva conservata la Cassa di S.Ambrogio. Sulla sua facciata c’era un affresco di Carlo Nardelli rappresentante S.Ambrogio che vieta l’accesso al tempio all’imperatore Teodosio.
A quanto risalisse l’Oratorio non si sa, probabilmente alla fine del 1400. In quegli anni infatti molte Confraternite liguri si staccarono dalla Chiese e fondarono i propri Oratori. L’Oratorio era sicuramente presente nell’anno 1582. Di tale anno è infatti una relazione di Mons. Bosio, il quale si lamenta che, malgrado le disposizioni da lui date al momento della visita pastorale si continua a permettere alle donne di partecipare alle funzioni dell’Oratorio, e minaccia, che se ciò dovesse continuare si vedrebbe costretto ad interdire l’Oratorio stesso. Questa disposizione risulta incomprensibile per la nostra sensibilità del XX secolo!
Il 7 Giugno 1944, verso le ore 9 del mattino, Voltri venne sottoposta da parte degli Americani ad una massiccia operazione di bombardamento aereo a tappeto. Molte case crollarono, altre rimasero seriamente danneggiate. Molti morirono nelle strade, nei campi, nei fragili rifugi antiaerei o sotto le macerie. Fra i tanti edifici colpiti dalle bombe, o crollati in seguito a bombe esplose nelle vicinanze, ci fu il vecchio Oratorio di S.Ambrogio. Crollò in seguito all’esplosione di una bomba caduta sulla strada all’altezza della canonica che venne pure distrutta.
Nel bombardamento andò tutto distrutto, eccetto i preziosi tabarri dei Confratelli, qualche oggetto sacro e, fortunatamente, le Casse processionali ed i Crocifissi. Sull’area del vecchio Oratorio la parrocchia eresse, fra il 1957 ed il 1959 un caseggiato, col ricavato della cui vendita fu possibile riscattare un terreno di via Buffa, già requisito e poi utilizzato dal comune. Qui si costruì un altro grande caseggiato, vendendo il quale si poté costruire nei suoi fondi il nuovo Oratorio.

Il nuovo Oratorio di Sant'Ambrogio     [Ritorna all'indice di inizio pagina]
L’Oratorio di S.Ambrogio sorge nei fondi di un grande palazzo di via Buffa ed ha il suo ingresso dai Giardini Giuseppe Piccardo.
La sua costruzione iniziò nel 1959 dall’impresa Melo (progettista il valente architetto Giorgio Gnudi e direttore l’ing. Giuseppe Carena) ed i lavori terminarono 3 anni dopo. L’Oratorio fu benedetto dal Cardinale Giuseppe Siri il 24 dicembre 1961.
Il nuovo Oratorio, lungo 24 metri e largo 17, pur mostrando una struttura tradizionale, ha una linea architetturalmente moderna. A tre navate, ha il coro separato dal Sancta Sanctorum da una leggerissima parete semicircolare di mattoni forati. L’altare maggiore senza gradini, abbellito da alcune tozze colonne ricoperte da lamiera di rame sbalzata a mano su cui sono riprodotte due scene: a destra l’Ultima Cena e a sinistra la Chiesa con gli Apostoli. Le lamiere sono opera della ditta Fassio di Savona.
La cupola, piccolissima, e chiusa da una vetrata colorata con la figura dell’Immacolata, e la vetrata di facciata sono opera della ditta Albertella di Genova. Bellissimo il pavimento alla veneziana progettato dall’architetto Gnudi ed eseguito dalla ditta Caviglia di Arenzano.
Il coro in legno dell’Oratorio è stato progettato dal Confratello Damonte e realizzato dalla falegnameria Sacco di Pra.
Nelle navate laterali sono conservati i "tesori" artistici dell’Oratorio: nella navata di sinistra si trova la Cassa processionale di S.Ambrogio e nella navata di destra la Cassa processionale della SS. Trinità.
Questa Cassa rappresenta Dio Padre ed il Figlio assisi su una colonna di nubi con il globo terrestre. Lo Spirito Santo è in forma di colomba con una raggiera ed alcuni angioletti completano la composizione. La cassa venne scolpita da Anton Maria Maragliano, verso l’anno 1735, per la Casaccia genovese di S.Ambrogio come gruppo di S.Ambrogio e la SS.Trinità.
Il gruppo venne in seguito smembrato e la figura di S.Ambrogio ed i putti che reggevano il pastorale e gli altri attributi del Santo purtroppo andarono dispersi. Con la soppressione ottocentesca della Casaccia genovese, non si sa come, la parte rimanente della Cassa finì nell’Oratorio di Voltri.
Nell’Oratorio sono pure custoditi tre Crocifissi processionali:

  • Il Crocifisso Bianco (detto "Vecchio"). La bellissima immagine di questo Crocifisso è settecentesca, sicuramente opera della grande scuola di scultura genovese . Ha infatti la stessa aggraziata ondulazione del corpo che si incurva dolcemente e la stessa composta serenità del viso del ben più celebre Crocifisso "Bianco" del Maragliano, costruito per la Confraternita di S.Giacomo alla Marina ed attualmente conservato ad Albisola. La croce è interamente ricoperta di scaglie di tartaruga, ed i "canti" argentei sono di fattura ottocentesca.
  • Il Crocifisso Nero (detto "Moretto"). L’immagine di questo Crocifisso è sicuramente di epoca settecentesca, anche se il colore nero ne rende difficile l’identificazione dei raffinati particolari. Il Crocifisso venne inaugurato nel 1937, con canti in stile barocco.
  • Il Crocifisso Bianco (detto "Grosso"). L’immagine di questo Crocifisso venne scolpita nel 1975 dai fratelli Moroder di Ortisei, ed i canti argentati furono disegnati dalla ditta Cesel Art di Campomorone. Un successivo restauro ed arricchimento ha reso questo Crocifisso veramente imponente.
  • Nella navata sinistra dell’Oratorio viene pure custodito un grande Gonfalone processionale, eseguito nel 1960, che riporta da una parte l’immagine di S.Ambrogio a Cavallo, ribordata in velluto rosso, e dall’altra parte l’immagine della Madonna Immacolata, ribordata in velluto azzurro.
    Nella seconda metà dell’ottocento, quando vennero soppresse molte delle Casacce genovesi e venne disperso il loro patrimonio artistico, l’Oratorio di S.Ambrogio si è arricchito di due tabarrini, provenienti dalla Confraternita di S.Giacomo della Marina.
    I tabarrini sono in velluto tagliato unito nero, molto consunto e rattoppato, ricamato interamente in oro con tralci vegetali ondeggianti e motivi palmiformi dai quali nascono mazzi di tre grandi fiori. Un alto gallone ricamato a motivi di foglie di quercia inframmezzate da mazzolini riborda il tabarrino e occupa l’intera altezza del colletto. I tabarrini recano un cartiglio sulle falde anteriori: la "spada" di S.Giacomo e le iniziali SDV che significano "Societatis Die Veneris" o Compagnia del Venerdì e permettono di identificarne la provenienza. Questi tabarrini sono infatti descritti nel poemetto di Martin Piaggio dedicato alla Casaccia genovese.

    La Processione al Santuario dell'Acquasanta     [Ritorna all'indice di inizio pagina]
    La Confraternita di S.Ambrogio si è recata, probabilmente fino dalle sue origini, in processione al Santuario dell’Acquasanta; sicuramente è stata una della prime, insieme con le altre Confraternite vicine, ad inaugurare la grande stagione processionale all’Acquasanta del XVI e XVII secolo.
    Il territorio dell’Acquasanta, nel passato, è sempre stato suddiviso tra varie Parrocchie, ma il Santuario è stato per lungo tempo parte della Parrocchia di S.Ambrogio di Voltri, pertanto la nostra Confraternita ha sempre avuto una venerazione particolare per la Madonna e la Processione verso il suo Santuario coinvolgeva, anticamente, tutta la popolazione voltrese.
    La Processione tradizionalmente si teneva in occasione delle festa delle Natività di Maria il giorno 8 Settembre, che era un giorno festivo. Nell’anno 1923 tale festività venne abolita e la data della Processione venne spostata all’ultima domenica di Agosto. Tuttavia, ancora per lungo tempo, si continuò a celebrare con solenni Liturgie nell’Oratorio la festività della Netività di Maria. La Processione viene effettuata nella data originale negli anni in cui il giorno 8 Settembre cade di Domenica.
    La Processione iniziava alle prime luci dell’alba, quando la Cassa di S.Ambrogio veniva portata dall’Oratorio alla "Piazza dello Scalo" (l’attuale piazza Lerda) dove si attendeva il rientro delle barche dalla pesca. I pescatori poi prendevano la Cassa e, con grande concorso di popolo, la Processione si avviava verso la Val Leira.
    La processione giungeva in tarda mattinata al Santuario e culminava con la salita della Scala Santa a mezzogiorno. Per antico voto e per una tradizione particolare della nostra Confraternita i pescatori portavano la Cassa e salivano la Scala Santa scalzi. Grande era la partecipazione dei "pellegrini", cioè dei bambini e delle bambine che, vestiti con i costumi degli antichi pellegrini e con il bastone, cantavano le lodi di S.Ambrogio, della Confraternita e della Madonna.
    La festa assumeva poi un carattere più profano, con le mangiate e le bevute sui prati. A metà pomeriggio le celebrazioni conclusive e la partenza per Voltri dove si giungeva in serata. La Processione prima di terminare si recava, spesso, nella Chiesa dei SS. Nicolò ed Erasmo per onorare S.Carlo, il Protettore di Voltri, e poi in Parrocchia. Un episodio, rimasto agli annali, di questa fase della Processione, si ebbe nel 189(?), quando per litigi nelle squadre dei portatori, probabilmente dovuti alle grandi bevute, la Cassa di S.Ambrogio finì nel fiume Leira.
    Anche se attualmente i pescatori a Voltri non sono così numerosi come una volta ed i pescherecci sono rimasti quasi un ricordo, i "pescatori", nel loro costume tipico, tuttora continuano il pellegrinaggio ogni anno al Santuario dell’Acquasanta.

    La festività del 400-esimo anniversario     [Ritorna all'indice di inizio pagina]
    La nostra Confraternita ha festeggiato nell’anno 1994 una ricorrenza particolare: il 400-esimo anniversario della Cassa Processionale di S.Ambrogio.
    Per celebrare degnamente la ricorrenza del 4° Centenario la Confraternita ha organizzato dei festeggiamenti che si sono tenuti presso l’Oratorio di S.Ambrogio, in via Poerio a Voltri, Domenica 8 Maggio. La festività è stata preceduta da un triduo di preparazione concluso con un concerto della Corale di S.Erasmo. La celebrazione ha avuto il suo culmine nel pomeriggio con i S.Vespri e la Processione per le vie di Voltri.
    La celebrazione della Cassa più antica ha idealmente voluto onore anche tutte le altre Casse processionali, pertanto tutte le Confraternite dell’estremo ponente genovese, hanno partecipato recando le loro insigni opere.

    La tradizionale mostra dei presepi     [Ritorna all'indice di inizio pagina]
    Tutti gli anni, durante le festività Natalizie, presso l'oratorio di Sant'Ambrogio si svolge la tradizionale mostra dei presepi. Sono in mostra e poi premiati il giorno della Befana con l'arrivo dei Re Magi presepi fatti con pietre, pasta, conchiglie, rame, cotone, cartone e quant'altro può offrire la fantasia.
    Ecco alcuni dei presepi presenti nel Natale 2011
    clicca sulle foto per ingrandirle



    L'ARRIVO DEI RE MAGI

    foto di Vittorio Ottonello


    10 dicembre 2011: Inaugurazione della restaurata Cassa Processionale della Trinità     [Ritorna all'indice di inizio pagina]

    Cassa pre restauro


    Cassa post restauro


    Testo del resoconto dell'inaugurazione fornito dalla Confraternita di S. Ambrogio
    Restaurata e inaugurata opera di un artista Voltrese
    Sabato 10 Dicembre 2011 nell’Oratorio di S.Ambrogio in via Poerio si è tenuta una cerimonia per l’inaugurazione e la presentazione al pubblico della “Cassa Processionale della Trinità”, ritornata allo splendore originale dopo i lavori di restauro effettuati a cura della Soprintendenza per i Beni Storici ed Artistici della Liguria.

    La Confraternita di S.Ambrogio ha organizzato la cerimonia nell’ambito delle manifestazioni per celebrare il cinquantesimo anniversario dell’Oratorio. Come è noto, l’Oratorio di S.Ambrogio a Voltri, eretto presumibilmente attorno al 1500, si trovava in via D.G.Verita’ accanto alla Chiesa. L’Oratorio fu completamente raso al suolo da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale ma venne ricostruito in un’altra posizione, con un progetto architettonico moderno, e venne inaugurato nel 1961.

    La cerimonia, svoltasi alla presenza di un nutrito pubblico, ai rappresentanti delle Confraternite e a personalità del mondo culturale ed artistico, è stata aperta dal dott. Avvenente e dalla dott. Dagnino che hanno portato i saluti rispettivamente del Comune, del Municipio e della Provincia di Genova.

    Dopo la benedizione della Cassa, i responsabili della Soprintendenza per i Beni Storici ed Artistici della Liguria e del laboratorio specializzato che ha effettuato i restauri sono intervenuti per illustrare le attività di restauro e per inquadrare la Cassa nel suo contesto storico ed artistico. Gli interventi hanno presentato sotto una nuova luce quest’opera d’arte e ci hanno permesso di riscoprire un artista Voltrese.

    La “Cassa della Trinità” è una raffinatissima scultura lignea raffigurante Dio Padre e Figlio assisi su una colonna di nubi, con lo Spirito Santo in forma di colomba. Il restauro effettuato ha permesso di riscoprire la finezza della lavorazione e la ricchezza delle coloriture e dorature delle vesti. L’opera è databile attorno al 1720, non ci sono documenti che lo attestino, ma era sempre stata attribuita al Maragliano o a qualche allievo della sua scuola. Si riteneva che la scultura fosse una parte della Cassa processionale della Confraternita di S.Ambrogio di Genova, che aveva sede nell’attuale Piazza De Ferrari.

    Gli studi recenti a seguito del restauro invece non confermano questa teoria ma indicano piuttosto come probabile autore uno scultore voltrese per cui la Cassa potrebbe essere stata costruita direttamente per una Confraternita di Voltri.
    Si tratterebbe di Nicolò Tassara, uno scultore in legno e in marmo che aveva la sua bottega proprio a Voltri ed operò tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700.
    Non abbiamo purtroppo molte notizie del nostro scultore. Sappiamo che fu un allievo, come il più famoso Maragliano, dello scultore Andrea Torre. Fu pure allievo di Filippo Parodi il piu grande scultore in marmo genovese della fine del ‘600.

    Finora di Tassara si conoscevano solo una Cassa Processionale della Madonna Assunta, conservata a Rossiglione, e una statua di S.Sebastiano, conservata a Campo Ligure.
    Il nostro artista purtroppo morì giovane, prima di giungere alla maturità, alla notorietà ed esprimere appieno il potenziale che indubbiamente possedeva. Ma la Trinità di Voltri ora si aggiunge in modo mirabile allo scarno elenco delle sue opere e ci fa conoscere quanto fosse uno scultore abile e raffinato.
    Possiamo, da buoni voltresi, considerare che la Cassa della Trinità sia il suo capolavoro? Lasciando pure la discussione agli esperti di storia dell’arte, la Confraternita si ritiene onorata di possedere quest’opera. L’Oratorio è aperto ogni Domenica per la S.Messa delle ore 10, o può venire aperto su richiesta per eventuali visite.

    28 - 29 - 30 settembre 2012
    Oratorio Sant'Ambrogio
    ESPOSIZIONE DELLE CASSE PROCESSIONALI

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    Cassa della Trinità


    Sant'Ambrogio


    Cassa dell'Assunta


    San Carlino


    Cassa dell'Immacolata


    Cassa della Madonna delle Vigne


    Madonna della dolce attesa


    Madonna della Guardia


    Madonna dell'Acquasanta



    12 ottobre 2012
    Arrivo della Cassa della Madonna della Guardia nella chiesa di Sant'Ambrogio


    foto per gentile concessione di V. Ottonello











    14 ottobre 2012
    Partenza della Cassa della Madonna della Guardia dalla chiesa di Sant'Ambrogio








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