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"UN GIORNO DA NON DIMENTICARE"

23 settembre 1993 ... Alluvione a Voltri

Resoconto tratto dall'omonimo libro di Alessandro Danise - ed.Pantograf s.n.c. - GENOVA 1994
Fotografie Alessandro Danise/PHOTO 2001

Per vedere una raccolta di fotografie dell'alluvione 1993 fatte da Mauro Mantero clicca qui.

Il 23 settembre 1993 Voltri è stata colpita da una tremenda alluvione che ha generato paure, ansie, sconforto e rabbia da parte di tutta la popolazione.
È allarmante la quantità di zone a rischio e la frequenza incombente di questi nubifragi. Se si pensa che Genova ha il primato europeo delle precipitazioni e si considera che la vita media della popolazione è di settantacinque anni, molti cittadini voltresi hanno parecchie probabilità di dover vivere in mezzo ad altre alluvioni durante la loro vita, spesso con danni serissimi.
L'alluvione del 1993 ha sommerso, in circa tre metri d'acqua, interamente il centro storico di Voltri, appartamenti a piano terra, box e negozi delle via principali; moltissime automobili che erano posteggiate nella piazza del Municipio sono state trascinate in mare dall'impetuosità del torrente Leira. In questo fatidico giorno sono stati due i fattori che hanno impedito un aggravarsi della tragedia, al contrario di quanto è successo nell'alluvione del 1970: il chiarore del giorno e la piena che non è salita tutta in un colpo, ma poco alla volta ed ha quindi permesso alla gente, che si trovava nelle vicinanze, di mettersi al più presto in salvo.


Nel pomeriggio, mentre ancora l'acqua continuava, seppur con minor violenza e quantità, a cadere imperterrita sul quartiere distrutto, sono iniziati i primi interventi: Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Carabinieri, Croce Rossa ed altre pubbliche assistenze.
Importante soprattutto il volontariato composto in prevalenza da giovani di Voltri, delle delegazioni vicine e da persone provenienti da altre province liguri ed addirittura da regioni limitrofe. Sono arrivati nella nostra circoscrizione a centinaia: ragazzi, uomini, donne che hanno abbandonato temporaneamente il loro studio o lavoro animati da un senso di solidarietà per il prossimo. Il lavoro continua ininterrottamente per giorni dall'alba al tramonto, ma per tornare alla normalità sono necessari parecchi giorni di faticosa attività.


Ecco che subito ci si domanda quali siano state le possibili cause che hanno determinato il disastro. Secondo gli abitanti di Voltri, la causa delle alluvioni, che colpiscono sistematicamente e con effetti a dir poco sconcertanti, è da riconoscersi alla foce stessa del torrente Leira.
Alla fine degli anni 60, il Comune eseguì una copertura accanto al Municipio per realizzare un grande parcheggio. Questa elaborazione non fu l'unica; come completamento fu costruita una copertura in cemento sul letto del torrente in modo da rendere più rapido il deflusso delle acque verso il mare. questo fu un danno perchè si è impedito al corso d'acqua di approfondire il suo letto. Attualmente sotto il ponte, presso la foce, riescono a passare circa 350 metri cubi di acqua al secondo, contro i 510 di portata massima del torrente.
La conseguenza è che l'immensa massa d'acqua non trova più il suo sbocco naturale nella foce e invade il centro storico di Voltri.


Un'altra causa da non trascurare sono le tonnellate di tronchi, sterpi ed altri ostacoli di ogni genere che durante le alluvioni si incastrano tra gli archi dei ponti e che determinano un vero e proprio effetto diga. Per prevenire bisognerebbe quindi pulire il letto e gli argini del fiume tagliando periodicamente arbusti ed alberi di piccole dimensioni.
Nel corso delle alluvioni, i torrenti trascinano a valle, oltre al materiale suddetto, anche vecchi mobili, lavatrici, frigoriferi, carcasse di autoveicoli, ecc.; ad esempio, scavando sotto il ponte Serraglio, dove scorre il torrente Leira, sono stati trovati i resti di un camion caduto nel torrente durante l'alluvione del 1970. Quindi occorre anche un efficace controllo ecologico per evitare comportamenti incivili.

Per la difesa del bacino del Leira si è costituito, dopo la tragedia, un Comitato sorto spontaneamente per far fronte ai disagi ed alle richieste dei cittadini, oggi esso riunisce circa trecento abitanti di Voltri e relative frazioni a monte.
Se pensiamo ai danni subiti dalle imprese artigiane e le attività commerciali coinvolte dal disastro, possiamo immaginare come si trovino ancora sotto shock; c'è chi è riuscito a rimettere in piedi, a poco a poco, l'attività con molti stenti e chi, invece, ha dovuto abbandonarla, perchè non è riuscito a reperire i capitali durante questa forte crisi economica o per il timore dell'avverarsi di un altro disastro del genere. Quindi la gente protesta, vuole, anzi esige, i soldi dei rimborsi per i danni subiti.
Anche questo chiedono le centinaia di voltresi che, in molti casi, hanno perso il frutto di sacrifici di una intera vita!

TESTIMONIANZE

Comandante Stazione Carabinieri di Voltri
Il fatto straordinario è che in pochi minuti una situazione grave sia diventata una tragedia. Fino alle 11.30 il torrente Leira, benchè ingrossato, non pareva in condizioni di tracimare. Il bacino del torrente stesso sembrava tenere bene.
Questa situazione è rimasta tale sino alle 11.50, quando l'acquazzone è diventato più violento ed il torrente, iniziando da monte, ha incominciato a riversarsi sulle strade adiacenti.
C'è stato un primo allarme verso le 12,30, quando l'acqua si è riversata fino a vico Monteverde. Era chiaro che l'acqua non veniva incanalata dalle condutture perchè non reggevano l'enorme quantità e perchè diversi tombini erano letteralmente intasati, sporchi o addirittura asfaltati.
Era importante capire cosa fosse necessario fare nell'immediatezza del fatto. Persone in pericolo non ne sono state segnalate. Con l'aiuto dei Carabinieri Subacquei si è andati alla ricerca dei tombini per tentare di rimuoverli ed aiutare l'acqua a defluire: è stato il primo concreto intervento.


Bruno Mantero - Vice Presidente Comitato per la difesa del Leira
Stavo lavorando con mio figlio nel cantiere di via Buffa e lì mi hanno telefonato dicendomi che c'era l'alluvione.
Io ho ripensato a quella del 1970, quando prestavo servizio nei Vigili del Fuoco. A mio figlio Giovanni avevo raccontato la mia esperienza ed anche lui ne era rimasto colpito.
Così abbiamo preso una corda e siamo andati a vedere se, come allora, il nostro aiuto poteva essere necessario.


Emanuela Demarchi - Presidente Comitato per la difesa del Leira
Parlare di alluvioni per non doverne parlare più.
in questo sta sinteticamente lo scopo del Comitato per la Difesa del Bacino del Leira, uno dei comitati più giovani del ponente cittadino, nato nei giorni immediatamente successivi all'alluvione. Storicamente voltri è zona a rischio alluvionale e lo dimostrano i sette allagamenti di questo secolo. Mai, però, prima del 1970 era stata sommersa dalle acque del torrente Leira. Da allora, per ben due volte e a distanza di soli 23 anni, Voltri è stata travolta e stravolta dall'alluvione. Un periodo di tempo troppo breve perchè si possa indicare nelle sole circostanze naturali le cause del ripetersi di queste catastrofi.
Il Comitato intende creare un sistema di monitoraggio di tutto il bacino proponendo un'analisi approfondita su tutte le situazioni di degrado in rapida evoluzione e, nel lungo periodo, studi previsionali e di allertamento di rischio idrogeologico.


Voltri, 26 giugno 1994

Le previsioni annunciavano da giorni la possibilità dell'abbattersi di una precipitazione di forma atlantica sul nostro territorio.
Arriva il tramonto e si alza un vento fortissimo accompagnato da una pioggia violenta; la gente che ha già avuto tragiche esperienze inizia ad essere in preda al panico. tra le ore 21 e le 22 i negozianti scendono nei propri locali per cercare di mettere in salvo il materiale. Passate le ore 22 la circolazione si paralizza.
Arriva l'alba. La gente è provata dalla stenchezza della passata notte in bianco, ma l'idea di andare a riposare non viene a nessuno, anzi gli abitanti di Voltri si riuniscono in massa e organizzano un blocco stradale.
Questa è la dimostrazione che la "rabbia" della gente è pronta a materializzarsi.
Il 27 giugno, nel Palazzo del Comune di Voltri, si sono riuniti i responsabili della Regione, della Provincia e del Comune, attorniati dai voltresi.
Dopo lunghe ore di dibattito è uscita una risposta positiva riguardante l'avvio dei lavori nel fiume.
Il sospirato inizio è avvenuto il giorno 11 luglio 1994 .............................







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