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La tesi su Voltri


Scopo della tesi su Voltri:

L'autore della tesi, Michele BERALDO, si è recato al comune di Genova, dicendo che era uno studente e che voleva fare una tesi sul territorio di Genova.
Gli sono state indicate alcune zone del genovese che avrebbero potuto essere riqualificate perchè presentavano situazioni critiche. Questi luoghi erano Pra', Voltri e Vesima; è stata scelta Voltri perchè sembrava più interessante, ma è tutto teorico, il Comune ha solo proposto dove lavorare e ha aiutato nella ricerca del materiale.

A onor del vero, occorre dire che il Comune di Genova aveva già una sua proposta di progetto per Voltri, elaborata da vari studi e da tecnici comunali, della quale fa parte la nuova passeggiata: Michele Beraldo non ha fatto altro che integrare la nuova passeggiata in un suo nuovo progetto, che è semplicemente teoria.

Sintesi della tesi su Voltri:

RIQUALIFICAZIONE DEL WATERFRONT DI GENOVA VOLTRI

Növa Ütri, Nuova Voltri, è l’espressione utilizzata per sintetizzare l’obiettivo che questa Tesi di Laurea si prefigge, ovvero la trasformazione del waterfront di questo quartiere all’estremità di ponente della Grande Genova.
Növa Ütri, perché la zona di intervento è fondamentale per lo sviluppo della città a tal punto che l’aspetto globale muta radicalmente e le soluzioni ipotizzate si ripercuotono in varia misura su tutto l’ambiente circostante, sia dal punto di vista del tempo che dello spazio.
Növa Ütri, perché il progetto intende rappresentare un punto di confine, di passaggio, di evoluzione tra una storia di trasformazioni continue che hanno lasciato segni negativi evidenti ed ancora profondi e un futuro che raccoglie tali segni, li analizza, li interpreta per proporre una soluzione ai problemi rilevanti e gettare le basi per nuove opportunità di sviluppo che coinvolgano non solo la fascia litoranea.
Növa Ütri, perché la vita stessa della popolazione subisce un cambiamento, viene condizionata la modalità di percezione dello spazio attivando meccanismi sia di rifiuto oppure accettazione e coinvolgimento da parte del pubblico che avverte sensazioni di disagio o piacevolezza al mutare delle condizioni urbane. Alle persone viene restituita la qualità oltre che la quantità degli spazi urbani che a loro spetta di diritto, e viene loro restituito un collegamento tra le case e l’ambiente costiero negato da continue cesure e maltrattato dalle esigenze industriali dei decenni passati.

Perche Voltri?
Questo ambito viene scelto dopo un’attenta valutazione delle opportunità che il territorio genovese offre per lo svolgimento di una tesi in Architettura del Paesaggio. Il tessuto urbano non è troppo dissimile da quello di altri quartieri costieri di ponente, con un centro storico ben riconoscibile e delineato dalla morfologia e dalle strutture antropiche che si sono aggiunte in seguito; immediatamente all’esterno di questo si espandono i complessi per lo più residenziali di fine ‘800-inizi ‘900 che nella maggior parte dei casi sovrastano o nascondono le antiche abitazioni; sulle colline vi sono le periferie della periferia, ovvero quei quartieri popolari sorti a partire dagli anni ’50 e ’60 costituiti esclusivamente da grandi condomini, in alcuni casi realizzati con interventi che hanno deturpato e alterato completamente la skyline delle colline del Gruppo di Voltri.
La forma dei rilievi e la loro vicinanza al mare in questo tratto hanno da sempre costretto il passaggio delle grandi infrastrutture viarie come l’autostrada o la linea ferroviaria nelle immediate vicinanze dell’abitato o talvolta al suo interno.
In più, in Voltri è sempre stata presente una forte tradizione industriale dapprima di stampo artigianale e con produzioni che rendevano la città, titolo di cui si fregiò dal 1903 al 1926, conosciuta in tutto il mondo e meta di traffici commerciali estremamente redditizi, ora sede di acciaierie e cantieri navali che mal si raccordano con le funzioni ricreative e la qualità degli spazi aperti che ogni waterfront dovrebbe assicurare alla propria popolazione.
E’ questa complessità stratificata, questa convivenza di destinazioni d’uso contrastanti e questa mancanza di linee guida per uno sviluppo controllato ad offrire all’architetto paesaggista una serie infinita di spunti progettuali, di opportunità di conoscenza e formulazione di un approccio adeguato alla soluzione delle tensioni percettive e fisiche. La presenza di numerosi spazi di risulta, di servizio, superfici abbandonate o influenzate negativamente dalle attività industriali, superfici organizzate inopportunamente, unitamente ad un enorme potenziale di miglioramento offerto dalla presenza del mare e uno scenario collinare di assoluta rilevanza devono essere gli strumenti attraverso i quali mettere in pratica la riqualificazione.
Il concetto di antipaesaggio sorge nel momento in cui si comincia a parlare di paesaggio: antipaesaggio è l’universo grigio che caratterizza in modo più o meno intenso tutte le grandi città, soprattutto le periferie, che estremizzando un po’ possiamo definire come desolati suburbi, ingombri di edifici e privi di servizi, che giacciono in atmosfere spente. In essi prevale la funzione residenziale, ma l’abitazione non sbocca in nessun luogo che conservi impronte paesaggistiche per evadere dall’ambiente domestico o lavorativo. E la zona a mare di Voltri risponde a queste caratteristiche in buona parte.
La periferia genovese è invece fortemente connotata dal paesaggio, in particolare dalla morfologia e dalla posizione “lungo le coste”.
Si tratta di periferie urbane molto diverse da quelle delle città metropolitane di pianura: qui le montagne ed il mare sono costanti di riferimento in cui i nuovi quartieri residenziali si sono sviluppati, a volte senza la necessaria attenzione ai dislivelli, alla necessità di parcheggi e servizi definendo periferie molto “difficili”, magari conflittuali rispetto alla morfologia acclive e ai problemi di mobilità, ma sempre con un carattere particolare molto legato al paesaggio storico. Inoltre la crescita urbana della metropoli genovese satura gli spazi tra i nuclei urbani storici lungo la costa, che perdono la loro identità specifica. Voltri ha avuto diverse identità, una più legata al paesaggio costiero, poi una industriale, tra cartiere e cantieri navali, e ha oggi l’occasione di trasformarsi ancora, con l’opportunità di costruire una nuova qualità urbana in grado di migliorare la vita quotidiana dei suoi abitanti, risolvendone alcuni problemi ed accogliendone le principali esigenze.
La sfida è ricucire tutti i vuoti urbani possibilmente recuperabili e integrarli in un unico disegno globale, che veda come elementi cardine il mare ed il centro storico, e sostituire tutti i tasselli di antipaesaggio in una sorta di gioco di composizione di un puzzle che ha tutti i pezzi necessari allo scopo ma che l’attività inconscia della società ha disordinato nel corso dei decenni.

I progetti e le idee:









































L'autore della tesi su Voltri:

Michele Beraldo nasce a Castelfranco Veneto nel 1984.
Consegue la Laurea Triennale in Paesaggio, Parchi e Giardini presso la facoltà di Agraria di Padova.
Frequenta il Corso di Laurea Specialistica in Architettura del Paesaggio presso la facoltà di Architettura di Genova, laureandosi nel 2009 con una tesi di riqualificazione del waterfront di Genova Voltri.
Attualmente lavora presso uno studio di progettazione del paesaggio a Padova.

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