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La Costa Concordia e Voltri a cura di A. Boccone
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Quale rapporto esiste fra noi di Voltri e la nave Concordia recentemente affondata? Il rapporto esiste eccome, se vogliamo prendere in considerazione, realmente, come un nostro motivo di orgoglio, quello di avere un Centro Carabinieri Subacquei proprio qui, a Voltri. Un’organizzazione all’avanguardia della tecnica quella diretta dal Tenente Colonnello Schilardi signor Francesco, il quale, su richiesta dell’autorità giudiziaria della Procura della Repubblica di Grosseto, ha inviato una squadra di 6 militi sub all’Isola del Giglio (al comando del capitano Falcone signor Luca) per eseguire un sopralluogo di polizia giudiziaria alla nave Concordia della società Costa Crociere; notoriamente incagliata accidentalmente nella scogliera del Giglio, come già sappiamo.
L’incarico portato a buon termine rigorosamente e puntigliosamente in dieci giorni, consiste nell’effettuare rilievi di polizia giudiziaria, riprese cinematografiche, fotografie e ispezioni per accertare lo stato dei luoghi e fornire elementi utili per l’Autorità Giudiziaria che conduce le indagini: posizione dello scoglio dell’impatto, sopralluogo nella cabina del comandante e nella plancia di comando, verifica dello scafo della nave, posizione delle ancore, entità dello squarcio, ecc. Una raccolta completa di elementi tecnici d’inchiesta, utili per interfacciarsi, se sarà il caso, con le dichiarazioni che saranno rilasciate dal comandante Schettino in fase interrogatoria.
Ovviamente tutto ciò che hanno raccolto rimane avvolto nel più rigoroso dei segreti.
Il Centro è composto da militi dell’arma dei carabinieri, vale a dire che per i giovani che volessero arruolarsi nelle loro fila, devono fare la domanda per entrare nei Carabinieri e dopo, a seguito di accurate e difficili selezioni, possono accedere ai corsi di addestramento che si svolgono presso il COM.SUB.IN. e, per specializzare il personale a svolgere la Polizia Giudiziaria nell’ambiente acquatico, presso la Sezione Addestramento del predetto Centro Carabinieri Subacquei. Una volta diventati Carabinieri Subacquei, tramite un corso presso il R.A.C.I.S. di Roma, si può conseguire una ulteriore specializzazione per acquisire le tecniche di “repertamento subacqueo”.
Si tratta di un moto operativo dei più complessi, oltre che pericoloso. Infatti il Nucleo Subacquei di Genova, “il braccio operativo” del Centro, ha numerosi compiti come: ricerca e recupero in mare, laghi e fiumi, di corpi di reato, armi, munizioni, stupefacenti, cadaveri, relitti e qualsiasi altro materiale che in tale ambiente sia stato occultato o disperso; ispezione e ricognizione di relitti; soccorso in caso di alluvioni. Inoltre ci sono i compiti secondari che sono: la localizzazione e recupero di materiale di interesse archeologico, rilevamenti connessi con lo studio dei fondali, prelevamento di campioni biologici e concorso nelle ricerche subacquee di interesse scientifico, concorso nel rilevamento del grado d’inquinamento delle acque (come ad esempio il monitoraggio effettuato sul relitto della Haven) e assistenza a competizioni sportive (gare di pesca in apnea, regate veliche ecc.).
Per svolgere tutte queste attività di ricerca, i Carabinieri Subacquei, si avvalgono anche di veicoli filoguidati che possono raggiungere i 300 Mt. Di profondità, dei veri gioielli di tecnica avanzata, muniti di telecamera, sonar, scansonar, motori a batteria e un braccio manipolatore munito di pinza, tenaglia o un gancio speciale di progettazione propria, con il quale viene arpionato il “pezzo” da sollevare e da riportare in superficie; una vera chicca per chi si intende di meccanica.
Devo dire che sono rimasto meravigliato da ciò che ho appreso sul Centro Subacquei dell’Arma; ancor di più se penso che tutto quanto si trova qui, nella nostra Voltri.
Approfitto per ritrattare ciò che più volte ho affermato sui posteggi auto intorno alla caserma: sono in numero giusto proporzionale con la “forza” impegnata.
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Le foto della missione dei Carabinieri Subacquei di Voltri all'isola del Giglio durante il naufragio della Costa Concordia |
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Il resoconto di una missione dei Carabinieri Subacquei a cura di A. Boccone
Pluto Palla e il transatlantico ritrovato dopo 94 anni
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Il Ten. Col. Francesco Schilardi, comandante del Centro Carabinieri Subacquei, ha steso un rapporto scritto dettagliato del ritrovamento del Transatlantico Transylvania battente bandiera anglosassone colpito nel Mar Ligure da un sommergibile tipo “U-63” tedesco il 4 maggio 1917.
La cosiddetta “asmìa” (mira di posizione) tramandata a voce dai vecchi pescatori di Spotorno, Bergeggi, Noli, è risultata esatta. Il robot della classe Pluto denominato Palla registra le prime immagini della nave giovedì 6 ottobre 2011 a una profondità di 630 Mt.
Breve storia: “mattina del 4 maggio 1917, due cacciatorpediniere giapponesi scortano l’imbarcazione che trasporta 3000 soldati britannici, 64 infermiere e l’equipaggio. Colpita da siluri, la nave, scoppia e sprofonda alle ore 11,39. Giapponesi e pescatori della costa si lanciano alla bisogna e fanno miracoli di salvataggio; purtroppo il bilancio della drammatica giornata è di 400 vittime “.
L’uso del sonar è stato determinante per scannerizzare il fondale mentre, il magnetometro ha consentito di rilevare le variazioni indotte in prossimità del relitto. Il resto lo dobbiamo al “Palla”, prototipo di 60 chili di peso (Ditta GayMarine di Turate presso Como) collegato con un cavo di fibra ottica. Durante le prospezioni subacquee è stata osservata la presenza di attecchimenti di un esacorallo detto Madrepora Oculata vivo (zig-zag coral), una specie rarissima che si trova solo al largo di Santa Maria di Leuca e nel Golfo del Leone, da dove infatti il Transylvania proveniva in quel drammatico mattino di 94 anni fa.
Purtroppo questo tipo di ricerca è molto costoso, per cui, sarà difficile stabilire la sua velocità di crescita per allevarlo convenientemente in Liguria.
D’accordo che i nostri carabinieri non sono gente da spettacolo come i calciatori, le veline, i cantanti ma, un tantino di “notorietà” anche a chi svolge indefessamente il proprio dovere e a volte compie azioni ecclatanti di questo genere, voltriweb si sente in dovere di darla.
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14 FEBBRAIO 2012: I Carabinieri Subacquei di Voltri incontrano i bambini dell'asilo |
Nella giornata odierna i militari del Centro carabinieri Subacquei hanno incontrato una scolaresca della scuola dell'infanzia dell'Istituto Comprensivo "Voltri 1", ubicato presso la Villa Duchessa di Galliera, per parlare del ritrovamento del transatlantico britannico "Transylvania", effettuato nell'ottobre scorso dai subacquei del Centro, in collaborazione con la ditta GayMarine, che ha fornito l'ausilio tecnico
Tale incontro è stato chiesto dal corpo docente, che aveva appreso la notizia dai mass media, per approfondire l'argomento direttamente con i militari operanti
Gli alunni, di età compresa tra i 4 e 5 anni, ma anche gli insegnanti, hanno dimostrato particolare attenzione ed interessamento a questo singolare avvenimento, rimanendo così colpiti da richiedere di poter effettuare, quanto prima, una visita presso la caserma dei Subacquei dell'Arma dei Carabinieri, sita in Voltri, anche per "conoscere" personalmente "Pluto", il R.O.V. in dotazione al Centro Carabinieri Subacquei che ha permesso loro di compiere questa sensazionale scoperta
A. Boccone
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