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IL "BOCCONE AMARO" - anno 2011 -

Scritti, pensieri, spunti di riflessione dell'opinionista, storico e studioso voltrese Andrea BOCCONE

Quanto scritto in questa pagina è libera espressione di Andrea Boccone che fa avere gli scritti da riportare. I contenuti di quanto scritto, ed ogni eventuale inesattezza sono di responsabilità dell'autore.


24 dicembre 2011 - Lettera al Presidente Avvenente.

Egregio Presidente Mauro Avvenente, il 23 dicembre 2011 alle ore 10 ho avuto un colloquio con l’Assessore Paolo Gozzi di questo spettabile Municipio. Erano presenti due pittori voltresi, Roberto Torretta e Giulio Centanaro, i quali si sono offerti volontariamente senza nessun tornaconto per, adornare la facciata della casa natale dell’insigne pittore secentista, Andrea Ansaldo, con un suo autoritratto da porre sotto la targa marmorea che lo ricorda.
All’intorno di questo, sulla superficie libera, saranno ripetuti dei particolari di dipinti famosi di Ansaldo, applicati come finti frammenti di antichi affreschi. Come già detto nessuna ricompensa andrà ai due di cui sopra. Il materiale impiegato, composto da 3 Mt.q. di lamiera in speciale lega di alluminio dello spessore di 2 millimetri, più una laccatura tipo carrozzeria di auto, sarà l’unica modesta spesa a carico del Comune. Il già sontuoso palazzo avrà un vanto in più e con esso, anche il quartiere di S. Erasmo ne fruirà ampiamente. Quello che più mi preoccupa è che la prassi prevede di passare attraverso la Toponomastica la quale, si riunisce ogni 6 mesi per deliberare su queste argomentazioni e farà in modo e maniera di ritardare al massimo la realizzazione del nostro progetto, sempre che lo approvi.
Noi non abbiamo nessuna intenzione di perdere questa occasione per dei rallentamenti burocratici e giocare a “rimpallo” fra Corso Torino e il Matitone come già successo in passato. Egregio Presidente faccia in modo che tutto avveri con la massima sollecitudine. Voglia gradire i migliori auguri di tutti noi del sito voltriweb, Buon Natale.

22 dicembre 2011 - Indignati e snobbati.

Si sperava che le ferrovie arrivassero alla riunione del Consiglio municipale la sera del 21 dicembre 2011 e invece non si sono presentati e nemmeno hanno dato una spiegazione al loro comportamento. Eppure i No Tav del Piemonte dovrebbero aver insegnato loro che quando il popolo si arrabbia, succede quello che sta succedendo.
Vuole dire che dovremo scendere in piazza a fare dimostrazioni, vuole dire che bloccheremo i lavori in corso sempreché ci sia la partecipazione di tutti i cittadini del Ponente che sono coinvolti in questa problematica. Speriamo che non sia necessario tutto ciò e che si venga a miglior consiglio. Domani mattina giovedì 22, Avvenente tirerà giù un nuovo ordine del giorno perché non si possono creare sempre pareti stagne fra Municipio, Ferrovie e Autorità Portuale, i tre enti coinvolti su questa area in discussione. Troverà una via d’intesa? Speriamo di si, però questo snobbarci senza considerarci proprio, è offensivo, fa male, crea stati di eccitazione. Noi eravamo pronti per interfacciare il nostro disegno con il loro, il loro non è arrivato. Per chi e per cosa ci prendono? Siamo periferici ma siamo un popolo di tecnici, non devono prenderci tanto alla leggera, inutile ricordare la resistenza con la quale ci opponemmo all’avanzamento del porto dodici anni or sono. Aspettiamo ansiosi le decisioni di Avvenente.

21 dicembre 2011 - Nella Serenissima Repubblica.

Nella mia maniacale, atavica pretesa di una Voltri indipendente affrancata da Genova senza staccare il cordone ombelicale che ci lega alla città madre, mi sento in condivisione di idee con il caro amico Dt. Pierluigi Patri, primario di dermatologia a Villa Scassi. “ Tu parli di decadenza di Voltri ma, Sampierdarena dove me la metti in una ipotetica classifica del genere? “.
Ha ragione, siamo tutti decadenti nella discesa che ci porta giù con esperimenti falliti come Circoscrizioni, Municipietti groupage, Commissioni, Comitati, tutti sacrificati sull’ara dell’impotenza.
Nella triste discesa della popolazione scesa a 13.800 unità: sfacelo! Quartiere umiliato dalla politica, di cui è succube, Voltri aspetta una Piastra Sanitaria alla Coproma e con la scusa della crisi che per le autorità viene a fagiolo, non si farà!!! Il convento viene giù a pezzi e per poco ammazza una donna; c’è chi opta per trasformarlo in una chiesa greco ortodossa per le badanti, Bagnasco permettendo.
Svelti però, perché se lo scopre la Sindaco, potrebbe farci una moschea. L’albergo bruciato in Via San Ambrogio un giorno o l’altro, nella sua caduta, coinvolgerà i passanti. Le finestre dell’Ambrosiano cadranno sulla testa ai passanti.
Fermo la lista perché è Natale! Riprendo il dialogo con l’Indipendentista Ligure, Patri -- Centonovantasei (dal 1815) anni sono tanti, stacchiamo la spina: Liguria Indipendente? -- Certamente -- E 4.800.000 dipendenti pubblici cosa… -- Quelli se li tengono, sono inamovibili -- Welfare? -- E’ ingiusto -- Sanità? -- Lasciamo perdere! -- Della Manovra recessiva e punitiva, cosa? --
Non sono un esperto di economia ma non mi pare di aver letto che la Svizzera o il Principato di Monaco stiano attraversando una crisi come quella che ci tocca sopportare. Poiché la Serenissima sarebbe una piccola Svizzera oppure, un grande Pricipato di Monaco, mi viene da “sospettare” che la Sovranità ci avrebbe dispensato dal subire le conseguenze dei danni provocati dal carrozzone italico.

18 dicembre 2011 - Il vento dell'Est.

Le nuove magie sono scese dall’Est, per cui “amore” si dice con nuove parole e la gioia abita di nuovo le vecchie città costrutte da demoni con tanta pazienza. Io vecchio satiro guardone, strano essere silvano che sorge dalla siepe, vi segue, vi scruta da un albero, vi spia con occhi di madrepora mentre vi bagnate nello stagno con le naiadi.
Nude carni nei domini del barbaro futuro si arrossano al tramonto e scompaiono: vostro è il nostro futuro. Le badanti sono bionde, negli occhi hanno il mare Baltico, hanno gli zigomi pungenti, sono alte come le valchirie, non temono il freddo, riscaldano vecchi cuori e circostanno alla breve accademia della morte (dei nostri infermi). Siamo storditi dal vento dell’Est, da quegli uccelli senza ritorno, ebbri di vento, che si chiamano: Irina, Alina, Svetlana, Katia, Nadia, Sonia. Lunedì 7 gennaio 2012 sarà il Natale russo ortodosso, quello delle Badanti dell’Est. Noi avremo la nostra Messa di Mezzanotte con il nostro parroco, loro cosa avranno? Da noi, al contrario di altre 8 città italiane, non esiste la messa del 6 Gennaio alla quale, loro arrivano dopo 40 giorni di “magro” e di preghiere. Peccato non averci pensato prima! Voltri web non può fare altro che segnalare questa incresciosa circostanza, augurando alle nostre Bielorusse, Ucraine, Russe, Rumene, un mare infinito di auguri a loro e ai loro cari vicini e lontani.

16 dicembre 2011 - Alla scuola dei Forti.

Quello che di solito viene definito una buona azione, è un puro malinteso; il disinteresse è spesso una finzione. Nella molteplicità di ciò che accade all’interno di un progetto si nasconde sempre una sorpresa negativa specie quando questo, non esce alla luce del giorno in modo che si possa o meno condividere.
E’ per questo motivo che noi di Voltriweb, insistiamo per una grande partecipazione di POPOLO ( sera del 21 dicembre 2011 alle ore 20 palazzo municipale in Piazza Gaggero) perché la posta in palio è di quelle importanti. La fretta di passare dalla carta (disegno) all’esecuzione pratica rapidamente (cosa fatta capo avrebbe) insospettisce non poco il Consiglio municipale del VII Ponente che questa volta ha indovinato la strategia giusta al momento giusto e cioè, convocando le Associazioni prima del Natale.
Ognuno cerca sempre il proprio tornaconto: le ferrovie, cercano tutti i cavilli per lo sfruttamento futuro delle aree, invadendo provvisoriamente spazi a noi dedicati oppure, lasciarle libere per averle a disposizione in futuro come merce di scambio con autorità portuale e municipalità. Noi perché da vent’anni seguiamo la logica: transito rapido gomma-ferro senza dover percorrere spazi a piedi. Noi perché non vogliamo essere mal giudicati dalle generazioni future che ci schederebbero con dei titoli infamanti, non certo nobilitanti.
Noi perché siamo stufi di tartuferei per mercanteggiare il poter respirare, il poter vedere, il poter percorrere.
Noi di Voltriweb che abbiamo la presunzione di essere all’avanguardia di ogni avvenimento, con la convinzione di aver adempiuto al dovere che ci siamo assunti dall’inizio invitiamo: vengano i zeffiri voltresi bussando alla Scuola dei Forti.

14 dicembre 2011 - La visita ferroviaria.

Il 21 dicembre 2011 sarà una data da ricordare sempreché, i funzionari addetti al progetto, si presentino con tanto di disegno perché non vogliamo che tutto vada in una bolla di sapone. Vogliamo uno schermo che proietti contro una parete un tracciato generale dell’area in questione (scalo ferroviario) perché, quel dettaglio su un formato A4 che ci hanno fornito, non ci soddisfa proprio.
Questa gente che trova sempre un piacere infinito a dire no per tutto ciò che è giusto, ci sta andando stretta. Noi vi chiediamo rettitudine, decoro, senso del dovere, dirittura (e ché? Non esistono più?) oggi soltanto astrattismi! E’ venuto il momento che sarebbe desiderabile creare stati in cui tutto il vantaggio stesse dalla parte degli onesti. Sarebbe desiderabile che venisse a parlare una specie d’uomo (o donna) rispettabile, quello ad angolo retto, un galantuomo che avesse l’amabilità alla discussione, senza volpi sotto l’ascella. Contrariamente, arrivasse il tipo superiore, beffardo, freddo ce ne avremmo a male. Nel caso poi, non improbabile che non si presentassero, dovremmo prendere delle decisioni strategiche.
Le associazioni chiamate in causa per una causa che a tutti i voltresi sembra giusta e CONVENIENTE, così com’è, affrancata dalla politica, può dare risultati insperati di coinvolgimento generale. Sono 20 anni che optiamo per questa soluzione, ora siamo nella fase di disprezzo del vostro NO. Vogliamo evitare il ridicolo di stazione Principe con la scalata al Metrò, vogliamo, specie se piove, scendere dalla gomma e salire dopo pochi metri sul ferro. Ci sembra di essere stati esaurienti, pertanto: abbiamo in uggia i ricatti, e il brivido della falsità coperta.

13 dicembre 2011 - Grana sullo Scalo Ferroviario.

Palazzo comunale di Voltri, Pomeriggio del 13 dicembre 2011, comunicazione urgente a tutte le associazioni di Voltri. Il Presidente Mauro Avvenente comunica la incomunicabilità fra il Municipio e quindi con i cittadini e le Ferrovie dello Stato. La posta in oggetto è lo Scalo Merci, futuro capolinea del Metrò compatibile con il posteggio autobus e cioè, come ripetiamo da 20 anni, detto in breve: “ SCENDI DAL PULMAN, FAI DIECI METRI E SALI SUL TRENO “, incontra difficoltà di realizzazione tipo “lupo e agnello” dove l’agnello è il Municipio, naturalmente.
Dice la ferrovia: “ dove avevate previsto il posteggio dei bus, avendo bisogno di spazio per il marciapiedi, non vi resta spazio per farlo. L’Assessore Pietro Milite chiede uno studio su una zona di fianco alla caserma, un’area triangolare di proprietà delle ferrovie, chi di dovere, misure alla mano, dimostra che questa area può ospitare i bus con libertà di manovre, bene, bene, diciamo tutti.
“Bene un bel niente“, dice la ferrovia “ Quello spazio lo vogliamo tenere a nostra disposizione per eventuali costruzioni future “.
Allora Avvenente non ci vede più, ci convoca urgentemente per le ore 17 e dopo una breve esposizione del problema, decide di convocare i progettisti responsabili delle ferrovie per avere finalmente, un disegno definitivo da proiettare su uno schermo, come fanno tutti anche in Uganda, e discuterne insieme ai rappresentanti della Regione e del POPOLO che si spera partecipi numeroso.
Appuntamento per il giorno 21 dicembre 2011 alle ore 20.

2 dicembre 2011 - In nome della concordia.

Se posso mi tengo fuori dalle dispute, specie quando non ne vedo la ragione. Togliendo dalla musica ciò che è drammatico: resterebbe sempre della buona musica. Spesso si costruiscono notevoli strutture con le carte da gioco e poi, basta che qualcuno apra una finestra e quel lieve soffio fa cadere tutta l’incastellatura.
Solo allora, prendi la giacca, rimetti nella scatola le carte e pensando all’inutile tempo perso a “incastellare” il tutto, esci all’aperto, ridimensionato e in armonia con tutti. Mettere in gioco l’essere e il divenire di Voltri attraverso malintesi, non poteva portare che alla svalutazione di tutti i valori fin qui raggiunti dopo sforzi inenarrabili. Tornata la concordia, le due forze tendenti nella stessa direzione, possono dare luogo a una risultante notevole: la collaborazione.
Ci si interroghi: vuoi andare avanti? Oppure vuoi andare per conto tuo? Una siffatta parola di pace giustamente sta in chiusura di questi scritti guerrieri con i quali abbiamo iniziato la campagna nostra contro l’inerzia da seggio elettorale.
Prima del nostro avvento il cittadino, inquadrato da anni, usciva dal seggio e si addormentava nella prima panchina che gli capitava per sognare il futuro che gli preparavano: zero! Oggi non è così. Il futuro ce lo facciamo da soli.
Oggi abbiamo un Sito e un Giornale; chi li guida entrambi sono, grazie a Dio, due persone, giovani, urticanti, cattive e ambiziose e, speriamo che persistano in quell’atteggiamento. I buoni hanno sempre rovinato il mondo, per quanti danni i due possano fare, i buoni ne farebbero di più. I buoni non sanno creare … aspettano, sono sempre in attesa che qualcuno vada fino in fondo, senza mandarli a fondo.
Chi ha orecchie sottili intenda e oggi intendo ringraziare quel Santo che ha aperto la finestra e ha distrutto il castellaccio.
Chiudo con un saluto e un grazie a Giuseppe Bandettini.

24 novembre 2011 - Un’idea tira l’altra.

Siamo in attesa di vedere i bus AMT con la scritta Dall’Orto e, sperando di non demordere dal nostro obiettivo, sollecitiamo e informiamo, non stanchiamoci di farlo. Un’altra idea percuote le nostre intelligenze mediocri ma volitive, un’altra idea che dovrebbe essere condivisa da tutta la nostra comunità.
Noi abbiamo avuto la fortuna che, nel lontano 1887 la illuminata Giunta municipale di allora composta dal Sindaco Nicola Mameli, dal barone Andrea Podestà, da Antonio Viacava, ponesse in bella vista nella casa in cui nacque il grande pittore Andrea Ansaldo, una targa commemorativa.
Oggi un altro pittore voltrese, Giulio Centanaro, propone di riprodurre nel muro sotto la targa un quadro famoso di Andrea. Abbiamo intervistato l’Assessore Pietro Milite che ha risposto in modo positivo, il condomino signor Mercenaro che abita in quella casa, dà parere positivo, il Ferramenta Luxardo è favorevole. Facciamo appello all’amministratore dell’antico palazzo di Via Camozzini che dia il consenso. Ottenute queste credenziali ci rivolgeremo alle istituzioni seguendo le prassi normali partendo dall’Assessore alla Cultura, Gozzi.
Centanaro dice che se si preferisse una soluzione del tipo pannello come quelli delle pubblicità, sarebbe anche in quella soluzione disponibile. Voltri web si fa portatore di questa nobile proposta.
Nella speranza che non succedano malintesi e false interpretazioni faziose, informiamo che Ansaldo visse a cavallo dei secoli XVI e XVII quando non vi erano né fascisti né comunisti.

12 novembre 2011 - Lettera al Presidente Avvenente

Girando per il quartiere Gatega si respira un'aria di malcontento e si sente un discriminazione di "figli e figliastri". Pertanto in Gategaschi vogliono far sentire la loro voce al Municipio
Egregio Presidente Mauro Avvenente, siamo in molti nel quartiere di San Ambrogio (Gatega) a fare un méa culpa sulla nostra non partecipazione alla cosa pubblica e, non possiamo anche questa volta gettare tutte le colpe su ciò che lei per tutti noi rappresenta.
Quando diciamo tutti, intendiamo anche noi gategaschi i quali, sentito dire che esiste una “grida” che suona come “Compensazione da disagio Gronda” che traduciamo in “Ti creo tanto disagio! Dimmi come posso farmi perdonare?” a questa domanda rispondiamo che ad ogni vigilia di elezioni ci hanno fatto apparire un miraggio plastico: una passeggiata a mare che arrivasse a congiungersi con la fascia di rispetto di Prà Marina e da questa, con il pezzo già esistente si potesse arrivare a Multedo.
Era questo il sogno di Delfino, Casalino, Moroni, Polo e altri che non ci sono più. La nostra richiesta, se vogliono perdonare anche noi è questa PASSEGGIATA a MARE. In attesa di conoscere anche noi, cittadini fidenti e talvolta distratti, le modalità per partecipare a questa compensazione, inviamo i più cordiali saluti.

8 novembre 2011 - A-mareggiando

Oggi 4 novembre 2011 ore 18, mi trovo sulla passeggiata minacciata dalla mareggiata. Nessuno esulta per la caduta di Berlusconi!
I due messi comunali che incontro sono imbestialiti contro chi li amministra, chi ci amministra, chi amministra dal Centro gli amministratori della periferia. L’argomento principale non è la passeggiata in se stessa, della quale abbiamo già denunciato invano tutti i difetti costruttivi, ma bensì, il vedere scemare la spiaggia davanti ad essa. Vedere risorgere dalla rena scavata dalle risacche, gli scogli dell’antico molo di San Erasmo. Notare lo scoprirsi netto, il mal sostenuto collettore del depuratore, quello che avevano già rotto costruendo la passeggiata e che oggi è soggetto a rompersi per flessione, nuovamente, sotto l’urto costante dei flutti. Rendersi consci di essere stati cattivi profeti in patria allorché, dicemmo che la nuova parete di scogli “fiancheggiante” il calpestio, non sarebbe servita perché, posando sulla soffice sabbia sarebbe sprofondata: così è stato e “valli a recuperare se ne sei capace!” gli scogli e i soldi sprecati.
E’ confortante dormire pensando che una mareggiata come quella “cattivona” arrivi ogni 70 anni! Non si deve volere da se stessi ciò che non si è capaci di fare. La sorte si accanisce contro chi delega, chi appalta, chi subappalta, chi lucra, chi specula, chi non ascolta anche le intelligenze più modeste. Oggi, ironia della sorte, si scava con buone intenzione e poca convinzione alla foce del Leira e, tutto quel ben di Dio di materiale evacuato viene portato via dai camion per non so dove, mentre invece, servirebbe per ripasciare la spiaggia di San Erasmo, una volta finita la mareggiata. Un mare di guai, una catena di errori senza fine che stanno cadendo, sui sordi dirigenti, sugli incolpevoli profeti inascoltati. Si va a fondo, se non si va fino in fondo. Aspettiamo soluzioni drastiche, non se ne può più!

4 novembre 2011 - Ritrattazione e retromarcia

Capita a molti di andare a dormire con brutti risentimenti e svegliarsi il mattino dopo con uno stato d’animo diverso.
Questo per dire che, giovedì 3 alle ore 15, io e Angelo Nesta, siamo entrati nel salone del Consiglio scettici e siamo usciti fiduciosi. In breve, è stato deciso da una commissione riunita che sia giusto che sugli autobus sia cambiato il digitale Camozzini con Dall’Orto; ciò non si metterà subito in pratica ma alla prima occasione per la quale saranno modificati gli orari in tabella alle varie fermate. Pacatamente Gozzi e la Boggio hanno spiegato le ragioni perché e come… e rapidamente si è arrivati alla conclusione di cui sopra.
L’Assessore Milite ha confermato la sua posizione negativa ma senza insistenza eccessiva. Altri erano molto preoccupati (senza togliere meriti al soggetto) per le spese che doveva incontrare la società dei bus. Tutti però, hanno confermato il merito che portò alla dedica della targa e questo, è stato un momento commovente e di concordia ritornante. A sentire Avvenente sono ben altri i problemi che assillano la situazione del nostro Consiglio e la sua futura continuità; volontariato va bene, ma fino ad un certo punto! Chi troppo e chi niente! Se poi, facciamo il paragone con che cosa guadagnano in Regione i loro colleghi, l’iperbole si inerpica e viene da chiedersi, come e quando si sono permessi questi privilegi? Chi li ha concessi? Chi li ha perorati? Cosa pensavano? Anche gli ideali degli animali di branco si frantumano di fronte a queste cose. Ma come? ripeto ancora una volta, a risparmiare si parte sempre dal basso? C’è tutto il presupposto che ha in sé una società aristocratica che vuole mantenere un elevato grado gerarchico, fingendosi populista, pur avendo l’istinto opposto: la volontà di dominio.


2 novembre 2011 - Oltre ogni limite

Come si può da una cosa della massima semplicità (mentre il nostro territorio sta languendo sotto un mare di problemi urbanistici che abbiamo elencato a più riprese: amianto, marciapiedi inesistenti, frane, passeggiata, foce dei torrenti, ringhiere rotte, viabilità da intasamento continuo) farlo diventare una questione di fazioni come se il soggetto fosse stato un politico avverso.
Il 3 novembre 2011 ore 15, rimarrà nella Storia come il “caso” Dall’Orto. Si perderanno inutilmente ore di discussione per ottemperare a prescrizioni già definite in trincea: alzata di mano e ciò che è santamente logico verrà calpestato dal numero, questo è ormai un classico.
E noi ingoieremo l’ennesimo “rospo”? certamente! Ci voleva poco, dopo che il Comune di Genova aveva detto si e la società dei bus, pure, a togliersi il “fastidio” e dedicarsi a cose utili. No, è stata scelta la via rischiosa di un ennesimo inasprimento. A meno che, viene il sospetto, non si voglia avere una platea come fu davanti alla Prefettura; solo per questo motivo potrei capire la manovra del Machiavelli temporeggiatore di casa nostra e le sue legittime ambizioni, il suo passaggio all’ala oriunda mettendo questa in difficoltà per poi, andare a ricuperare il pallone e sostituire l’ala con l’uomo in panchina.
Giovedì ci dovranno spiegare l’arcano: si vorrà buttare tutto in politica? Si vorrà ridurre il soggetto a un personaggio e non a un protagonista? Con quale vantaggio per la fazione? Si vorrà dire che in fondo, in fondo, la targa non la meritava? Vedremo, sentiremo.


22 ottobre 2011 - Spettacolo per i 150 anni dell'Unità d’Italia

Su gentile richiesta del noto attore amatoriale signor Nicolò Pellerano di Voltri, che tanto si è impegnato per promuovere iniziative nel nostro teatro del Ponente, ci pregiamo di presentare la richiesta di ART rivolta all’Assessore alla Cultura Provincia di Genova, Anna Dagnino, dalla quale, si attende una risposta. La nostra partecipazione a sostegno di Pellerano tende a fare in modo che non si renda sempre più profondo il solco di incomprensione e di incomunicabilità fra cittadino e amministratore.
A seguito dei precedenti colloqui intercorsi tra lei e il nostro direttore artistico Mimmo Minniti, le inviamo maggiori dettagli della nostra proposta teatrale relativa ai 150 anni dell’Unità d’Italia.
Si tratta di una rappresentazione in due parti: “Affresco e Ballo” ispirate da due letture diverse dell’Unità nazionale che si configura come alternarsi e un intersecarsi di azioni e recitazione di versi con un commento musicale tratto dai nostri autori ottocenteschi con particolari citazioni di Giuseppe Verdi.
Affresco è un’azione teatrale in vari quadri, un omaggio agli ideali del Risorgimento, rintracciabili nelle opere di Alessandro Manzoni, di Giacomo Leopardi e di Giuseppe Mazzini. Ridotti e adattati da Minniti.
Ballo è un’azione tetrale ispirata al Gattopardo di G.T. Lampedusa. In esso l’Unità d’Italia è vista attraverso un’ottica smaliziata, realistica, antiretorica. La pièce si concentra sul momento del ballo, visto come una metafora tra il passaggio fra il vecchio e il nuovo (cambiare per conservare) una visione pessimistica ma di sconcertante attualità. Protagonista è il Principe di Salina il quale, in un dialogo serrato con la figura della dama, appositamente introdotta, vive il momento con disincantato ma profondo senso politico degli avvenimenti. La riduzione e l’adattamento teatrale sono di Minniti.
Per questo spettacolo sopra descritto in sommi capi, tuttora in lavorazione, chiediamo il Patrocinio della Provincia e l’inserimento tra le iniziative della Provincia di genova in occasione della chiusura del 150° dell’Unità d’Italia. Attendiamo in tal senso un vostro cortese cenno di risposta. Rendiamo noto che lo spettacolo in questione si terrà alla Villa De Mari di Palmaro il 3 dicembre 2011. Aggiungiamo che, ART (Associazione per la Ricerca teatrale) ha inoltrato la richiesta il 27 settembre 2011.
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Commento: Al nostro Nicolò, sembra esagerato che occorra un mese per dare una risposta; ma qui se non sbaglio, si chiedono delle cose che la voltrese Anna Dagnino, non dispone o dovrà studiare una soluzione per esaudirle; tuttavia una risposta, anche se non impegnativa, è suo dovere darla. Pensare che Mauro Mantero ha aspettato 2 mesi per avere risposta da Avvenente sulla proposta Dall’Orto che, dopo averlo fatto diventare un CASO, ha delegato l’Assessore Milite anziché l’Assessore alla Cultura Gozzi.

14 ottobre 2011 - Salita Nicolò Biagi, che fare?

Tutto un tamponare qua e là senza alcuna soluzione e la barca affonda lo stesso. Da Gàtega affollata passiamo a Cerusa deserta. Cerusa è desolata e silenziosa, vi abitano gli inconsapevoli astorici, i non radicati i quali, non conoscendo il passato “rumoroso” palpitante di vita che qui si svolgeva, non avendo confronti a cui fare riferimento, non nutrono rimpianti.
Loro non leggono Dall’Orto né le Voltritudini.
Loro non sanno che 50 anni fa, quì esistevano 36 negozi in soli 3000 metri quadrati. Il rimpianto l’abbiamo noi anziani nel non leggere più la targa dedicata a Pio VII, liberato dalla cattività napoleonica, proveniente da Savona, in visita pastorale a Voltri il 4 maggio 1815. Questa targa, è posta nell’ormai intransitabile Salita Nicolò Biagi. La targa originariamente era murata nell’attuale Villa Aurelia, ACLI, ove il Santo Padre si soffermò e dove, come sarebbe logico dovrebbe RITORNARE in bella evidenza, leggibile dalla Via Camozzini. Ripeto all’unisono, svegliarsi o soccombere!!!
Questa targa fosse nella rivendicativa Prà, assetata di Storia com’è, farebbe ponti d’oro per esibirla al passante e la toglierebbe da mezzo ad una creuza dimenticata, piena di sterpi, di sterco, di siringhe, di bottiglie e lattine. Siamo in un periodo di decadenza tale che non si riesce nemmeno a salvare una targa come quella di Via Camozzini, dedicata al grande predicatore Paolo Segneri, posta sopra l’ingresso del tunnel Verrina! Io disprezzo questo pessimismo della sensibilità cattolica, questa rassegnazione: è addirittura un segno di profondo immiserimento del loro vivere nella costante impostura.
Che cosa mi procura più fastidio?
Vedere che nessuno ha più l’abitudine di pensare fino in fondo neanche nel proprio interesse di campanile. Vedere che venga declassato un uomo del valore dello scrittore Carlo Dall’Orto che ha salvato la nostra Storia. Vedere che una targa, quella di Paolo Segneri a Cerusa (bar Nino) non è più leggibile. Vedere in pericolo la targa di Traverso alla Pellaia per far posto alla nuova Stazione, è terribile. Vedere che a Palazzo nessuno difende le nostre tradizioni, questo è avvilente, è il monumento di una crisi.
Il barbaro fa di tutto per inserirsi ma non riesce per ignoranza delle nostre tradizioni. Se lo si guarda con maggiore attenzione si scopre anche uno spirito spietato: un errore dopo l’altro lo mette tranquillamente in ghiaccio. Tanto chi è che va a fare l’autopsia ad un errore?
Ritorniamo a Salita Biagi l’antichissima via che era frequentata da carovane di mercanti, viandanti e truppe militari che terminava all’incrocio con Porta Givi, la porta nord di Voltri; essa non si può lasciare in quello stato di degrado in cui si trova attualmente proprio quando, in Centro, giustamente, si cerca di salvaguardare le creuze con grandi investimenti. Allora giunti a questo punto, lo dicano chiaro: “non vi sopportiamo più, arrangève da suli”.
Da questo sito non faccio che chiedere, il mio occhio trabocca per la vergogna di chi deve sempre chiedere, ma non ne posso fare a meno. Qualche cosa di inappagato mi tormenta sempre e, sempre mi viene risposto NO!


12 ottobre 2011 - Quando non si vuole conoscere

Il Consiglio di Amministrazione del VII Ponente ha deliberato positivamente per dedicare il largo dove fanno capolinea i bus a Carlo Dall’Orto, scrittore. Per fare una cosa simile occorrono riunioni del Consiglio, motivare le proposte, votare per maggioranza alla presenza dei 3 Assessori Morlé, Marani, Milite, nonché il Presidente Avvenente.
Tutti informati sul caso.
All’inaugurazione del 4 aprile 2009 parlarono Avvenente, Marani, la Sindaco di Mele, Ferrando e io. Il parroco Zaccaria Canepa benediva la targa e i parenti e i cittadini presenti applaudivano al giusto riconoscimento, avvenuto purtroppo dopo molti anni dalla morte.
Le foto che esponiamo parlano chiaro.CLICCA QUI PER VEDERLE
Succede che oggi Milite, dopo 2 mesi di silenzio presidenziale, si deve occupare di decidere sul fatto del digitale dei bus e dice che non sa chi sia Dall’Orto, che ha chiesto a diverse persone e nessuno di esse lo conosceva ma, allora, dov’era quando il Consiglio ha deliberato sulla targa? Sono passati solo 2 anni!
Quindi dall’atteggiamento dell’Assessore all’Urbanistica, Avvenente e gli altri, avrebbero dedicato una targa a un signor Nessuno. E hanno fatto discorsi commemorativi a una persona che nessuno conosce.
Questa è tragicomica.
Togliamo la targa?
Mi sono fermato sul ponte a Leira, ho chiesto a venti cittadini se sapevano chi era Camozzini, nessuno ha saputo rispondere.
Togliamo la targa?
Per rinfrescare le idee, tracciamo ancora una volta una breve biografia.CLICCA QUI PER LEGGERLA
Non so cosa altro dire né cosa altro scrivere dato che i parenti, stanchi, stufi, nauseati da questo continuo ostracismo, rinnovellato da questo “Non so chi sia”, ingiustificato nei riguardi del loro caro, non si conformano con noi a chiedere né a dare altre informazioni.
Questo mi sembra sufficiente ma, non capisco cosa c’entra, dato che la targa esiste, il sito esiste, è un capolinea; cosa può ancora fare l’Assessore se non approvare e finirla li con l’andare a chiedere a chi non lo ha conosciuto, vada da chi lo ha conosciuto, se vuole lo accompagno così faccio da testimone.
Lo dico prima, Dall’Orto non ha mai preso un premio Nobel per la letteratura, sempre nel caso che si cercasse questo per cambiare un digitale su di un bus. Non ha il Dall’Orto la tempra di Ghandi, Guevara, Kenedy, Mandela, Pio XII, nel caso si pretendesse. Siamo realisti almeno per questa volta!


11 ottobre 2011 - Demolire o salvare il Lambré?

Si sta parlando e scrivendo sul togliere o meno quello che noi chiamiamo il Lambré, l’antico magazzino dove la merce scendeva dal treno e veniva custodita finché il destinatario non veniva a rilevarla, pagando il tempo di permanenza.
Il mensile il Voltrese fa appello a chi potrebbe aiutare a risolvere il problema dell’antichità del manufatto e ipotizza gli anni 20 e 30. Ma se prendiamo il mio libro, “Cent’anni di Mameli” appare una foto dove il Lambré è in primo piano e sullo sfondo appare il palazzo municipale in avanzata fase di costruzione, siamo quindi nel 1907, almeno 13 anni prima.
Non è tutto perché, esiste una foto del 1904 a pagina 77 del libro “Dove il Vento Regna” di Magnano e Boccone, dove appare sullo sfondo al centro ancora il nostro oggetto della ricerca, ma non basta. Esiste una foto del 1902 sul libro “Cantieri Navali Costaguta” di Magnano e Belloni, del varo dello yacht “Artica”, dove appare ancora il Lambré dello scalo ferroviario. A pagina 147 dello stesso libro, siamo nel 1899-1901, vediamo sui vagoni in partenza le famose lancie automobili costruite dai Costaguta e vediamo sempre il manufatto cercato.
Altra foto, “Voltri di 50 anni fa” di Carlo Dall’Orto (chi è? Un non voltrese mi ha detto che nessuno sa chi è! Questo è il colmo: il trionfo dell’ignoranza!) a pagina 21 di detto libro vediamo una foto del 1901 con sullo sfondo, appunto il Lambré. A pagina 25, pure. Già nel 1857 esisteva una linea Torino-Genova-Sampierdarena-Voltri con tanto di attrezzature per scarico merce e chi può negare che il Lambré fosse proprio stato costruito in quell’epoca? Qui si ferma la mia ricerca.
Il manufatto ha senz’altro una importanza storica, ora però il tragico è quello di demolirlo per permettere che il metrò possa arrivare più vicino possibile alla caserma dei carabinieri. Certamente, un non voltrese lo toglierebbe subito senza indugi ma, dato che i Bozzano, i Boccone, i Patrone, i Puppo, i Bottino, i Rebora, i Magnano, i Dall’Orto, i Mascardi, sono a Voltri come minimo da 1110 anni, spetterebbe a loro, a chi porta questi cognomi, di decidere se demolirlo o meno. Ma questo è solo romanticismo. Quando le ferrovie si decideranno a presentare un disegno definitivo riguardo le loro intenzioni per il nostro Scalo Ferroviario, si deciderà ragionando su cosa ci conviene fare per il bene dei cittadini voltresi.

8 settembre 2011 - Più chiarezza tecnica, grazie.

Sul Secolo XIX del 2 e del 6 settembre appaiono due articoli che descrivono a loro modo la nuova viabilità del nostro territorio. Ritorno a ripetere che per capire meglio questa rivoluzione viaria occorre avere un disegno definitivo di tutto il territorio interessato a ricevere tali modifiche.
Senza un disegno generale della zona “ambrogina” si capisce solo quello che vogliono loro.
Un semaforo alla Pam? Anche i colombi dei giardinetti lo auspicano da anni. Una rotatoria all’altezza di via Buffa, è molto vagamente descritta, dove?. Cambio di marcia V.Cervo e V. Stazione, questo si può immaginare. La strada del Vte, che già esiste, si ricollegherà con l’Aurelia con una variante all’altezza del rettilineo dell’ex Verrina; in che modo, se qui sorgerà la nuova stazione ferroviaria?
Sono molti gli interrogativi che suscitano curiosità e molti gli argomenti che si eludono intenzionalmente.
Sono punti “cocenti” come il retrocedere verso il mare delle strisce pedonali di fronte alla caserma dei carabinieri di almeno due metri. Il senso unico dai Sirenella al posteggio Pam, dal quale non si uscirebbe più nei due sensi, ma soltanto in uno, in Via Nicolò Da Voltri (Da Fernanda) e da qui, immettendosi in D. G. Verità, procedendo solo verso Genova. Da detto posteggio bisognerà ben uscire anche verso ponente, ma come? Buttando giù il mercato della frutta e il capanno con tetto di amianto? Magari!
Ma noi sappiamo quanto ci tengono a conservare i tetti di amianto gli amministratori, se così non fosse, avrebbero già risposto ai continui appelli che lanciammo in quella direzione. Si potrebbe vedere una buona volta il disegno di come sarà in futuro lo Scalo Ferroviario? Anche questo dovrebbe far parte dello studio globale. Vorremmo vedere la stazione nuova e la zona da dove partirà il Metrò.
Vogliamo vedere dove sarà ubicata la passeggiata promessa, quella di San Ambrogio.

27 agosto 2011 - Ricordo di Angelina

Anche se in ritardo, noi desideriamo rendere omaggio alla memoria di Angelina Peri (classe 1946) spentasi il giorno 1 agosto 2011 alle ore 11.
Una teoria continua di amici si recavano giornalmente all’ospedale con la speranza di avere notizie sul suo stato. Il feretro è stato esposto per il tempo canonico all’obitorio del S. Carlo di Voltri, visitato da amici e conoscenti . Al funerale ha partecipato una marea di gente, la chiesa era piena in tutta la sua area, malgrado il caldo umido di quel triste giorno.
Costretto a fare delle domande ai presenti onde riuscire a tirare giù un articolo, il sondaggio delle risposte mi ha dato il seguente risultato: Una vita esemplare che sta nell’amore per l’umanità; nella pienezza del cuore, che non esclude nemmeno il più umile degli esseri umani; al difendersi nell’assenza di ira, di disprezzo; nel non volere essere compensati; nel non vincolarsi a chicchessia; nel condurre una vita molto orgogliosa.
Ma dove meritò tutto questo cordoglio così sincero e generalizzato? Rispondo che Angela era impiegata presso la segreteria dell’ospedale San Carlo di Voltri alla Direzione Sanitaria , mansione che le consentiva di conoscere i labirinti della burocrazia e uscirne fuori con più facilità di altri; nel suo caso, portare tutto a un denominatore comune: filantropia, un vocabolo molto astratto che nessuno riesce mai a renderne il vero significato.
Risponde Angelo Priano nella sua spiegazione semplice e concreta: “ Se fai il tuo lavoro con diligenza, tutt’al più ti può encomiare il tuo superiore e tutto finisce così. Se vai oltre il tuo zelo professionale e ci metti il cuore, le cose si mettono diversamente. Insomma, intendimi bene, seduta alla scrivania, notando difficoltà in qualcuno del pubblico, non si voltava dall’altra parte, non era il solito automa che faceva il suo dovere e stop. Indirizzava, consigliava, abbreviava, sorrideva, trovava scorciatoie, confortava gli anziani. La grande folla al suo funerale è il meritato compenso di una vita spesa per gli altri “.
Perché ho voluto scrivere, suo malgrado, il pensiero di Priano? Il motivo è che lui le ha vissuto accanto più a lungo; infatti, quando Angela si ritirò in pensione, non potendo restare inattiva, entrò nella sua pasticceria. Non come commessa, ma inventandosi una mansione che lei notò che mancava e cioè le “relazioni pubbliche”, un feeling con la clientela che mai dismise, pure quando ormai venne a conoscenza della terribile verità che l’aspettava.
Quando era evidente che una data famiglia navigava in acque agitate, finanziariamente parlando, cercava di intercedere con il suo magnanimo principale per andarle incontro in qualche maniera, se invece si trattava di consigliare una strada per ottenere una visita medica e a chi rivolgersi per e perché, agiva in proprio, con i suoi soliti metodi, con le sue conoscenze.
Qualcuno cercava un appartamento? Lei e Angelo si davano da fare con tutta la loro catena di informazioni e non demordevano finché la loro missione non venisse portata a compimento. Un posto in un cronicario per una persona anziana? Ecco che lei si metteva a cercarlo.
Personalmente ricordo l’interesse che profuse per sistemare una targa per il medico Malaspina in Via Buffa; solo allora notai che spesso, quasi sempre, si onorano uomini politici con targhe o dediche e si trascurano dei meritevoli filantropi come questo medico e … questa piccola grande donna dal cuore immenso.

23 agosto 2011 - Spiaggia e birra ... a volontà

Torno a soffermarmi sui problemi della spiaggia libera di Voltri e in particolare del tratto che si estende davanti alla Pam.
In questa area purtroppo, si addensano tutte le diverse etnie che, spinte dalla crisi dei loro paesi, vengono a cercare miglior sorte nella nostra nazione.
Davanti alla Pam, la domenica, troviamo ucraini, russi, centro americani, albanesi e cani in quantità. Grande business per Pam che è li a disposizione per fornire ogni genere di cibarie e soprattutto, di bevande, birra in particolare. Ogni domenica si assiste a qualche scazzottata fra gruppi di etnie diverse e all’interno dei gruppi stessi.
Ormai la spiaggia è diventata di loro proprietà e il genovese, o viene respinto maliziosamente con minacce, oppure si allontana volontariamente per non essere colpito dalle pallonate degli improvvisati calciatori. I bambini lanciano pietre in mare e qualcuna va a segno in qualche testa. I cani la fanno ovunque. La sera, bivacco con barbeque, anche se si sa che i fuochi in spiaggia sono proibiti dalla capitaneria.
Il lunedì i “comandati” dal Comune raccolgono centinaia di bottiglie vuote e altro. Pam un utile dannoso? Certamente. Qualcuno suggerisce di farli passare, questi bagnanti, con le auto in una strettoia con sbarra e controllare il tasso alcoolico del conducente all’uscita, con le conseguenze che la legge prevede. Del resto perché dobbiamo permettere che si riversino sulla strada guidatori in stato di ebbrezza?
Qualcuno suggerisce che la Pam resti chiusa la domenica. Qualcuno suggerisce che il sabato e la domenica la Pam non possa vendere alcoolici. Fatto è che questa gente ha monopolizzato l’intera spiaggia.
E l’indigeno?
Quello è diventato straniero in patria. Inutile piangere sul latte versato, è ora di rimediare, bisogna trovare una soluzione, tutta la zona posteggio Pam, scalo ferroviario, strada per il porto, nuova passeggiata, sono da studiare in un piano generale e non “ad ognuno il suo”. Sulla spiaggia libera, che deve restare libera, occorrono i gabinetti, i bagnini, il mantenimento dell’ordine perché, mi dice un savio, Nostro osservatore: “ il peggio, qui a Calpurnia, è ancora da arrivare, se non si rimedia subito, saranno guai seri. Vedi auto dei carabinieri bruciate e risse diffuse “.

20 agosto 2011 - Semaforo cercasi

Il 19 agosto 2011, alle ore 11, circa, sulle zebre che portano alla Pam, il conducente di una utilitaria, ha investito un passante, fortunatamente senza ferirlo, soltanto una caduta e una contusione.
L’autista ha fermato l’auto poco più a levante e si è recato subito a controllare le condizioni del malcapitato. Tutto questo ho potuto constatarlo dai giardinetti di Piazza Lerda.
L’uno e l’altro sono persone degne del massimo rispetto. Il maresciallo Lui era subito sul posto per mettere ordine in quanto, molti che hanno assistito al fatto, inveivano verbalmente contro il conducente della vettura che ingannato dal riflesso del sole molto fastidioso nella zona a quell’ora, ha frenato in ritardo.
Trattasi dell’ennesimo incidente sulle strisce che avviene all’ingresso della Pam per mancanza di un SEMAFORO.
Eppure da anni si parla di un progetto che modificherebbe completamente il sistema della viabilità di Piazza Lerda e dintorni e detto auspicato semaforo farebbe parte di questo. Tutta l’area ha bisogno di uno studio generale dal quale si possa evincere che aspetto avrà in futuro tutta la zona, Scalo Ferroviario compreso.
Non si può continuare a percorrere 300 metri a levante (fino al campo sportivo) e ritornare indietro a ponente di altri 300 metri, per uscire dal posteggio della Pam e immettersi nell’Aurelia.

18 agosto 2011 - Sollecito per il capolinea 1

Egregio Presidente, Mauro Avvenente, del Municipio 7, le ricordiamo che dal 20 luglio 2011, da Tursi e dall'AMT le è stato comunicato che dipende solo da lei la decisione di partire con la variazione della dicitura digitale sulle targhe dei “bus”: togliere Via Camozzini e giustamente, scrivere Dall’Orto, Largo da dove veramente fanno capolinea i mezzi.
E’ solo da dare un OK senza nessun onere per il nostro Municipio, essendo tutto a carico della società AMT.
Questo ritardo è incomprensibile e lascia adito a tante presupposizioni del tutto negative. Ma a questo punto dovrà dare una motivazione plausibile ai cittadini di Voltri, in particolare a coloro che leggono i libri di Dall’Orto e a coloro che chiedono, di essi, le ristampe.
Dovrà dire, il Consiglio del NO, che la targa di Cerusa l’abbiamo trovata lì per caso o per errore mentre invece, abbiamo foto e documentazioni che dicono il contrario. Dovrà dire che il Largo ha si la targa Dall’Orto ma, si preferisce lasciare Camozzini e perché. Occorrerà guardarci bene negli occhi e dire apertamente perché questo autore deve continuare a subire l’ostracismo che lo ha privato in passato della dedica della biblioteca.
Lo si deve alle figlie e ai suoi parenti e soprattutto alla attesa della gente che lo ha conosciuto come persona DEGNA (se non lo fosse stata, non gli avreste dedicato la piazza). Se non fosse già passato un mese, direi che questo sollecito, per una cosa tanto OVVIA, sarebbe superfluo ma, i Pilato sono sempre di moda, la “cambiale” è stata girata a lei e. Soprattutto non venga considerata come una concessione o un premio, è solo una conseguenza palese di un fatto avvenuto.
Nessun ragionamento, nessun ripensamento, nessun indugio: dica si, è sufficiente. La saluto cordialmente.

17 agosto 2011 - Comportamenti in spiaggia ... e non solo...

A Ferragosto, finalmente, la Capitaneria, è arrivata in spiaggia e ha impedito di continuare una partita di calcio sulla battigia. Il maresciallo ha redarguito i giocatori i quali, hanno detto la loro protestando ma, per l’occasione hanno fatto altrettanto certe madri di famiglia che hanno affermato di essere stufe di prendere pallonate in faccia, loro e i loro bambini.
Naturalmente appena i militi se ne sono andati, i calciatori hanno ripreso a infastidire i bagnanti con i loro tiri in porta e in faccia alla gente.
Infatti il 16 sera alle 19, mentre parlavo con un amico, mi è arrivato una pallonata nella nuca. Spiaggia libera o spiaggia anarchica?
Alle ore 19 arrivano i pescatori di canna ad occupare la battigia e per i bagnanti è finita la festa. Ho fatto appello, in maggio 2011, con lettera alla società dei pescatori di San Ambrogio con un avviso di lasciare libertà di passaggio fra le varie casette, non solo ai soci ma a tutti i cittadini che vogliono accedere o uscire dalla spiaggia in qualsiasi ora del giorno, anche quando i soci sono alle prese con i loro barbecu. Non c’è stato niente da fare!
Il 14 agosto 2011, un Consigliere del direttivo della società, ha chiesto ad un socio di poter passare e questi in tutta risposta lo ha preso per la gola e ci sono voluti 10 (dieci) uomini per trattenerlo dal non commettere qualche cosa di più grave. “Roba da Far West” mi dice l’aggredito; il quale farà denuncia e ha convocato il Direttivo della Società per il 17 agosto, onde deliberare prima che intervengano le autorità a fare sgombrare chi ingombra gli spazi abusivamente. Per una mela marcia ne fanno le spese anche gli altri? Ripeto che in caso di forza maggiore (incendi o altro) occorrono le vie di fuga libere per tutti.
Sembra che la zona “ambrosiana” sia diventata piuttosto inquieta, sia per gli individui energumeni che la frequentano, sia per la presenza rom, sia per i delinquenti abituali i quali, nella notte fra il 15 e il 16 hanno appiccato il fuoco a 3 (tre) auto private dei Carabinieri, posteggiate al lato della porta d’ingresso della caserma; si tratta di una azione senza precedenti, nessuno ha mai osato tanto prima e pensare che tutti sono a conoscenza della presenza di telecamere sempre in presa i quell’area.
Molto presto i carabinieri riusciranno ad acciuffare i colpevoli e a quel punto si capirà di che radice sia questo increscioso atto.

14 agosto 2011 - Bagnini nella spiaggia libera.

Sera del 10 agosto 2011, alle ore 19,20, mare ondoso da ponente, una ragazzina sui dieci anni, spintasi al largo, appare in netta difficoltà. Il signor Umberto Mongiardini del Comitato per la difesa del Ponente e del litorale, si avvicina alla riva poi, si getta per salvarla, io lo seguo e insieme la portiamo in salvo.
Tutto si svolge in pochi secondi tanto che, nemmeno i due bagnini dei Bagni Sirenella, si accorgono del movimento e dell’animazione e vengono a chiederci cosa mai era successo.
La bambina, nel caso centro americana, dopo aver rigettato l’acqua che aveva ingoiato, si riprende e corre dai genitori i quali, ignari di ciò che era accaduto a trenta metri di distanza da loro, la rimproverano: “ Dove ti eri cacciata? “, in mare si era gettata ma loro non lo sapevano.
Morale della favola che a Voltri non è mai annegato nessuno in quanto esistono da sempre in spiaggia dei volontari attenti e esperti però, c’è sempre un però, non possiamo sempre avvalerci di questa gente e della fortuna, occorre mettere almeno un bagnino per ogni tratto di spiaggia libera vale a dire, uno in Gatega, uno in San Ambrogio e due in San Erasmo. Escludo Cerusa in quanto in quella zona esiste già una efficace e ben organizzata Società di Salvamento.
E’ impensabile che il bagnino dei Sirenella e quello del Circolo Nautico, possano controllare anche i tratti enormi di spiaggia libera che si estendono intorno a loro. Di solito si è verificato che a fine agosto la Liguria sia sferzata da grandi mareggiate sospinte dal vento Mistral e per queste occasioni, gli appassionati si divertono a sciare le onde, imitati da altri meno esperti e magari, con tutta probabilità, di altra etnia; è sempre in questo periodo che sorge la necessità di intervenire magari più di una volta al giorno.
Il 13 agosto abbiamo avuto nuovamente visite dalla Capitaneria che si è recata a controllare i due salvagente del Circolo Nautico posti ai confini della concessione circa 30 metri, ma non si è preoccupata di ciò che accade sulla spiaggia libera che ha una estensione più grande.
Ferragosto è arrivato e sulla spiaggia libera non esistono servizi igienici, non docce, non cessi, chi ha orecchie sottili raccolga questi appelli.

7 agosto 2011 - Gestione delle Ville.

Sembra ormai inutile lamentarsi per come il Comune di Genova, conserva attraverso una carente manutenzione, la Villa Galliera di Voltri, sempre più in caduta libera tanto che, diventata un campo di calcio, i giardinieri non se ne curano ormai più.
Spariti i grandi vasi di marmo, il Leone, il Putto, l’unica soluzione è che il cittadino se ne curi direttamente ma come? E’ possibile? A Pegli gli Amici delle Ville fanno pagare un biglietto per entrare nella Villa Pallavicini e propongono:
Primo. La gestione sia assunta dal nuovo Ente in totale autonomia con proprio personale. Il tutto nel rispetto del Comune-Padrone.
Secondo. L’Ente senza fini di lucro, chiede una sottoscrizione di una convenzione pluriennale con cui il Comune di Genova, si impegna a riconoscere per un certo numero di anni, un finanziamento adeguato per un certo tempo, sollevando il Comune stesso per gli anni a venire.
Terzo. Il Comune si faccia carico delle manutenzioni straordinarie degli immobili esistenti nel Parco nonché per i danni causati da eventi meteorologici.
Quarto. Il comune liberi gli immobili del Parco gravati da servitù e concessioni varie affinché questi entrino nella piena disponibilità.
Quinto. Venga definito un contributo al nuovo Ente sufficiente a coprire i costi iniziali di gestione.
L’Ente si è incontrato con il Comune il 30 giugno 2011 al Palazzo di Voltri dove il Comune ha comunicato l’intenzione di bandire una gara per l’affidamento della gestione del Parco pegliese. Con questa mossa l’Ente dei cittadini ha dovuto accettare una specie di scacco matto, contraddittorio rispetto alle attese. Rimangono, i pegliesi, in attesa comunque che si sviluppi qualche cosa che vada incontro a tutto il lavoro organizzativo fatto dall’Ente in oggetto, del quale, dimenticavo, ne è Presidente Antonio Marani ex Assessore alla Cultura del Municipio VII.
Gli Amici dei Musei e delle Ville di Pegli, con questa azione, risultata non del tutto a loro favore, sono riusciti a smuovere le acque. Dalle intenzioni emerge la volontà del Comune di non tirare fuori un soldo e di mettere tutte le spese sul privato che vincesse il bando. Giunti a questo punto la domanda legittima è : “ Il bando del Comune è cosa isolata alla Villa di Pegli, oppure è generalizzata e vale anche per il Parco di Voltri? “, Chiedo a Nacini.
A mio parere se i voltresi non si sono messi ancora in parallelo con i pegliesi, dovrebbero farlo al più presto perché la Villa abbisogna di interventi drastici, è inutile continuare con piccoli interventi tipo “tappulli”, un tocco qui, uno la e, quando l’uno è finito è da rifare l’altro, in un ciclo continuo che dura da 70 anni in una triste decadenza.
Occorre un bando ( Nacini mi ha confermato che c’è già) anche per la Galliera con la pregiudiziale, per chi lo vincesse, di riportarla com’era e di non trasformarla in un parco giochi o in qualche cosa di commerciale. Resta l’eterno dilemma: come controllare che tutto il Bando si svolga secondo le regole e in piena trasparenza? Come controllare chi controlla che tutto avvenga secondo le regole?
Un sistema che dura dai tempi di Catone il Censore e che nessuno è mai riuscito a romperne il mercanteggio. Robespierre faceva ghigliottinare chi gli si avvicinava all’orecchio per interferire in favore di uno o dell’altro costruttore, ma quello era unico nel suo genere e lo uccisero nel 1794.

2 agosto 2011 - Fontane mute e altro.

Le fontanelle del mio paesello sono mute-- non cantano più come una volta il ritornello-- da salita Poerio a Piazza Saredo tutto tace-- anche in Piazza Nicolò da Voltri, riposa in pace-- in Piazza Odicini …
Scusate se mi dilungo con questa “nenia” ma, in effetti la protesta sulle fontane mute sta prendendo una certa piega; la gente mi ferma per strada e chiede perché non scrivo qualche cosa per richiamare l’attenzione su quelle utili fontane verdi del liberty bello di una volta.
Capisco che anche la gente è cambiata, nessuno si cura di niente e i barbari hanno mani di pietra, lo sappiamo!!! Se la zona è deserta rompono. Ripariamole e mettiamo dei cartelli in lingua romena, ispanica, italica, albanese, invitando a rispettarle. Proviamo a farlo, caro Assessore.
Cambiamo argomento: farmacia muta tu, la domenica non apri più? Questa è veramente fuori del seminato, come si suol dire. Eppure è proprio così, la domenica se hai bisogno di un farmaco devi recarti a Prà, a Pegli, Arenzano, in quanto a Voltri, le farmacie di domenica le trovi chiuse e anche in questo caso la gente mi ferma per strada e sulla spiaggia per chiedermi se la mia “spada” si è spuntata o se qualcuno mi paga per tacere o se, ancora, sono candidato per le amministrative in procinto di passare al nemico!
Per sfatare tutto ciò aggiungo e ripeto che pretendo i “cessi” sulle spiagge libere di San Ambrogio e le docce davanti alla Pam e, la tanto promessa passeggiata di Levante, non si fa più? Le elezioni si avvicinano, è ora di riproporre progetti. Mentre impazza la battaglia per candidarsi a governare la città l’anno prossimo, non sarebbe meglio che gli attuali amministratori cominciassero a smetterla con politiche fatte a botte di varianti favorenti gli imprenditori con miraggi da operetta? Cerchiamo di riprendere un discorso di urbanistica, ambiente, mobilità che abbia come polo l’interesse pubblico presentando un progetto generale di tutta la zona di “San Ambrogio a Mare” comprensivo di metrò, passeggiata, viabilità e posteggi dei bus, sensi unici dietro la Pam.
In quanto alla Piscina Comunale (qualcuno l’ha erroneamente chiamata piscina Mameli) è inutile mettersi delle altre maschere, non può persistere in quelle condizioni di precarietà, bisogna demolirla, come ha scritto un giornale di recente. L’unico capro espiatorio è stato Puppo Metalli che ha pagato per tutti gli altri obbrobri che persistono imperterriti come l’albergo bruciato in Via San Ambrogio e la Coproma.
Tutti pronti: parcheggi fai da te e parcheggi fallo per me; si parte dalla piscina? Constatazione, non vi è dubbio che faremo la fine della Grecia. Sull’ Espresso un onorevole si indigna, è Carlo Monai (Italia dei Valori) che dichiara: “ Noi onorevoli nullafacenti “… senza vergogna! A 14.000 Euro/mese… oltre a questi soldi è previsto un ulteriore rimborso mensile per taxi e varie che va da 1007 a 1331 Euro al mese.
Dopo 10 anni che prendiamo pallonate in faccia sulla spiaggia, costretti a prendere il sole con “casco” e la “mascherina” da polvere di amianto o quasi, dopo aver sollecitato le autorità invano, domenica ultima di luglio, arrivano tre militari della capitaneria che fanno smettere, non già di giocare a calcio ma bensì, di giocare a Volley su un campo protetto con rete su tutti i lati.
Indignati i ragazzi dicono: “ Ma come, si premia chi non rispetta il prossimo e si castiga chi prende tutte le precauzioni per non disturbare? Calciatori e cani la fanno da padrone sulla spiaggia!!! “.

30 luglio 2011 - Un piacevole evento.

Roma, 2 giugno 2011, dal Sottosegretariato di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ci giunge gradito.
Caro Grande Ufficiale Nicola Dentamaro, Vice Segretario Nazionale ENS.
Le comunico che il Sig. Tomaso Pizzorno, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, con D.P.R. in data 2 giugno 2011, è stato insignito della distinzione onorifica di CAVALIERE dell’Ordine “ Al merito della Repubblica Italiana “.
Auguri a Lei e al nuovo Cavaliere, con un saluto cordiale.
Gianni Letta


Fa sempre piacere quando un nostro concittadino si mette in evidenza.
Maggiormente quando succede che, con l’innalzare se stesso, riesce a tenere alto il nome del suo paese natale, Voltri, nel caso.
Sovente le due cose si compendiano e trovano la condivisione di una parte di cittadini, non solo sportivi. Voltri Web si associa alle felicitazioni del ministro, augurando al nostro Tomaso (Cilaìn, classe 1937) un futuro prodigo di successi.
Come pallanuotista del grande Recco vinse diversi scudetti e una Coppa dei Campioni. In un secondo tempo fu arbitro molto stimato in campo nazionale. In seguito, come coach della nazionale dei sordo-muti mieteva innumerevoli successi a livello olimpico, mondiale, europeo: un folto medagliere.





22 luglio 2011 - Un tanto di precisione.

Mauro Mantero si è interessato di un fatto importante e cioè, quello di aggiornare, dopo due anni dall’inaugurazione, la dicitura sulle targhe dei bus che fanno capo linea al Largo Carlo Dall’Orto.
La Via Camozzini è una via lunga con diverse fermate, non è un terminal; cade a fagiolo perciò, porre la scritta Dall’Orto- Caricamento sul digitale.
Così facendo si completerebbe il lavoro svolto fin qui per rendere omaggio al padre della nostra Storia e si farebbe cosa buona e giusta per gli amici e parenti dello scrittore che fu pure, buon maestro elementare e buon educatore, che ha lasciato un ricordo indelebile nelle menti dei suoi ex scolari.
Ripetiamo, è sempre meglio ripeterlo, che Carlo ha salvato la Storia di Voltri, usi e costumi compresi, chiudendo come in uno scrigno le nostre radici, le nostre memorie. Lo dimostra il fatto che oggi, dopo tanti anni, la sua prosa regge al tempo ed è sempre più richiesta da chi per lavoro e circostanze varie ha dovuto lasciare il suolo natio.
Purtroppo i suoi libri sono quasi introvabili e sarebbe cosa giusta se il Municipio VII si facesse promotore di una ristampa. La sua collana formata da circa sette libri ha appassionato generazioni di nostri concittadini i quali, ben volentieri gli lasciavano interviste e lo arricchivano di aneddoti che lui non conosceva, quelli che venivano dal profondo del popolo, quelli che non volevano si perdessero.
Poi, per tutto ringraziamento non gli dedicammo la biblioteca comunale e ciò fu un deprecabile errore. Oggi si presenta l’occasione di rimediare, anche se in minima parte, a quella manchevolezza nei suoi riguardi.
Chiediamo alla signora Sindaco Marta Vincenzi e al Municipio VII nella persona del presidente Mauro Avvenente di fare questa richiesta alla spett. A.M.T.
Penso che non dovrebbero esserci intoppi di vario genere acciocché si realizzi ciò che è giusto.

Una nota del webmaster di voltriweb Mauro Mantero:"Come mi è stato scritto dal gabinetto del Sindaco, l'AMT non ha nessun problema a cambiare la dicitura sugli autobus, ma l'ultima decisione spetta al Municipio VII Ponente nella persona del suo Presidente. Pertanto speriamo che prenda a cuore questa piccola iniziativa e ponga fine a questo errore."

15 luglio 2011 - Non se ne può più.

Dal giornale Praino prendo quanto: “ Non se ne può veramente più di cementificazione, inquinamento, servitù, sofferenze e disagi, per decisioni prese da altri, altrove, per interessi che nulla hanno in comune con la popolazione locale, che è la legittima proprietaria del nostro territorio… “ firmato Guido Barbazza.
In queste frasi ci sta TUTTO. Analizzandole attentamente potremmo congelarle, queste righe, e farle diventare una specie di Comandamento. Dal Secolo XIX del 5 luglio: “ Una Casa Famiglia “ aprirà al Cep, ma che Cep!
È la casa del Berrettun in sito Cannaè nel “riano” dei Colletti di Voltri. Dedicata al neuropsichiatra Pietro Pintus, deciso dove e da chi? Facendo un referendum i voltresi l’avrebbero senz’altro dedicata al professore Antonio Centa, Pediatra, Nutrizionista, primario di Neonatologia al Galliera autore di libri tradotti in tutte le lingue, giapponese compreso, nato a Voltri nel 1934.
Questa dimenticanza non è l’unica, parleremo delle altre in fatto di targhe… che dramma, quanta bile ingoiata, quante maledizioni inviate. Dream Barbazza: “… Prà, Pegli, Voltri tornare ad essere paesi vivibili… bene amministrati da Praesi, Pegliesi, Voltresi ognuno per la propria delegazione “. Questo Barbazza non fa altro che dire quello che ripeto da anni sul Ponentino: Voltri Comune a sé. Voltri però è sordo a tutto questo, manca lo spirito. Lo Scetticismo invade la strana città, gli abitanti preferiscono essere a traino piuttosto di prendersi le responsabilità di un cambiamento.
Ancora Guido: “ Senza altri porti, senza altre discariche… “ Qui però, bando all’ipocrisia, guardiamoci in faccia-- Non si può accettare in un corteo contro il porto chi perora per il Porto D’Africa-- Non si può accettare chi perora di cementare questo e quell’altro sito e viene a recitare in piazza contro l’espandersi del cemento-- Non si può accettare chi viene, dopo un anno di container radioattivo, a dire che le colpe sono del Ministero degli Esteri e tutti ce la beviamo-- Non si può accettare che per una targa commemorativa sul nostro territorio, venga deciso tutto a distanza da chi neanche lontanamente conosce le nostre usanze, costumi, personaggi, valori, disvalori.
Tutto ciò deve finire una buona volta e per finire, occorre che Voltri diventi un Comune a sé. E’ inutile dire che molti sono concordi con me, che ho ragione su questo argomento, se nessuno si muove; penso che prima di noi si muoverà Prà i cui cittadini sono in rivolta da tempo, sono sempre sotto pressione per rivendicare, si sono allenati bene dopo le batoste ricevute, sono più svegli, più stufi, più infedeli … vinceranno.

11 luglio 2011 - le slot machine.

Voltri non vuole essere da meno in fatto di queste infernali macchine mangia palanche, ogni bar le ha, e così pure ogni tabaccaio; esistono anche sale giochi specializzate.
Ogni negozio di questo tipo oltre alle macchine ha il gratta e vinci e si vedono le donne impegnate a tentare la fortuna che al 95% non arriva. C’è chi ci si rovina finanziariamente e c’è chi si ammala di nervi.
Trattasi di business eccezionale anche perché fino ad oggi non hanno pagato nessuna tassa infatti, una verifica-accertamento della Guardia di Finanza è risultato che devono allo stato circa 98 miliardi di Euro dal 2004 ad oggi. Poiché tali società fatturano ogni anno quasi più della Fiat e possono quindi pagare grandi studi di avvocati, sono stati messi in grado di non pagare e non intendono farlo.
Il Secolo XIX ha speso inutilmente 32 articoli senza aver neanche scalfito l’imperturbabilità di questi ricconi. “Report” della Gabanelli (Rai3) ha dedicato al fatto tutta una trasmissione. Pensare che il governo vara una finanziaria di 58 miliardi di Euro e loro devono 98 allo Stato, viene da svenire.
Perché si tace?
Chi c’è dietro e dentro a queste società?
I sindacati non hanno nulla da dire? Chi si è svegliato è il M.I.L. Movimento Indipendentista Ligure con un comunicato stampa, firmato da Bampi, Matteucci, Gaggero, con una raccolta di firme e chiedono una forte partecipazione dei cittadini che non sono ancora stati contagiati dalla febbre del gioco. Il M.I.L. chiede un intervento urgente del Parlamento per un ricupero urgente di questa cifra enorme. Si può firmare anche via mail: mil@mil2002.org
Questo movimento da anni si batte per l’indipendenza della Liguria, qualcosa che va oltre la Lega. Un movimento apartitico il quale, una volta ottenuta questa indipendenza, indirà regolari elezioni e il partito che vincerà governerà.
Se un cittadino normale riceve un “accertamento-verifica” della Guardia di Finanza, trovato in fallo, deve pagare o essere pignorato. Non potendo permettersi “principi del foro”, normalmente paga, ottenendo al massimo una rateizzazione.
Faccio anch’io un appello ai voltresi per l’invio del mail all’indirizzo sopra indicato. Per chi invece è febbrilmente preso dalla febbre del gioco, certamente non ne può fare a meno: chi li ha se li gioca, chi non li ha non può giocare; non mi metto a fare il moralista, non voglio insegnare niente a nessuno; so soltanto che il governo ha varato una finanziaria di 52 miliardi mentre è in credito di 92 dalle slot-società. Il Ministro delle Finanze provveda altrimenti perde di credibilità.

7 luglio 2011 - Acque sporche.

Chi pensava che il 2011 fosse un anno di acque pulite deve ricredersi!
Il pomeriggio del 6 luglio2011, il tratto di mare che va dal rio San Giuliano alla foce del Leira per un totale di almeno 900 metri, era completamente occupato da detriti e sporcizia varia: pezzi di legno per edilizia, pannoloni (ini), rami di albero, preservativi, sacchetti di plastica, insomma tutto ciò che può galleggiare, c’era.
Pensiamo a tutto ciò che non può galleggiare e si depone sul fondale! Uno spettacolo allucinante! dato il caldo e la voglia repressa di bagnarsi e di nuotare, le maledizioni contro i colpevoli, si alzavano alte e sostenute: “ Vergogna, questa è roba che viene dal porto, le navi si lavano e lo scirocco porta sulla nostra spiaggia ogni genere dei loro rifiuti … maledetti! Vogliono convincerci che non vale la pena fare i bagni a Voltri e che è meglio ampliare il porto così fra venti anni potremo avere 200 posti di lavoro per i nostri pronipoti “. Mentre i “calmieristi”, i ben pensanti, i futuristi, i meglio una gallina domani, dicono: “ Si tratta di una giornata particolare, un episodio isolato, concorre anche il rio San Giuliano e il Leira, non tutto viene dal porto, domani sarà tutto diverso. Con il vento di tramontana, il mare tornerà ad essere blu, i bagnanti riprenderanno fiducia e si tufferanno, le imprecazioni di oggi saranno le risate di domani … vedrete che così sarà “.
Questi tipi “piatti” purtroppo li ho sentiti per settant’anni, sono i vigilantes a che tutto non cambi. Oggi 7 luglio 2011, ho l’impressione che qualche cosetta potrebbe cambiare in quanto che, il Consiglio Municipale VII Ponente al completo, maggioranza e minoranza si recherà, alle ore 17, in protesta presso la prefettura in Largo Lanfranco, per protestare per i 12 mesi della presenza di un container radioattivo nell’ambito del Porto di Voltri ma che, territorialmente interessa più Prà e Pegli che lo stesso Voltri.
Avvenente si è già espresso protestando verbalmente e in forma ufficiale, minacciando prese di posizione serie ma a nulla è valso tanto ardore. Dopo le solite promesse non mantenute si è arrivati a questo inusitato tentativo del Consiglio che, dal manifesto auspica una partecipazione forte della cittadinanza che non ci sarà perché, lo scetticismo, ormai, invade le strane città ibride (Prà, Voltri, Pegli) e il carisma di Avvenente, talora lo possedesse, non lo ha saputo trasmettere al popolo se non con un invito su un manifesto che nessuno legge.
Forse che i politici (della sinistra e della destra periferica) non hanno intensione di urtarsi con i colleghi del centro e per questo avrebbero catechizzato il presidente per un Fai da Tè?

7 luglio 2011 - Voltri una festa grande.

Come tutti gli anni c’è una grande attesa per la festa dell’Immacolata a Voltri. Una festa popolare e borghese ad un tempo.
Ognuno è chiamato a fare la sua parte, c’è chi addobba la chiesa di San Ambrogio che sembra un capolavoro del tardo barocco genovese, c’è chi si occupa dell’illuminazione, c’è chi si occupa di apporre bandierine. Si toglie dalla teca la statua e si espone alle offerte con tutti i suoi preziosi intorno al collo e con il diadema in testa. L’immagine che ne scaturisce è veramente suggestiva e ci si commuove fissandola negli occhi.
Ma io tolgo subito la poesia, le mie intenzioni sono storiche e non voglio cadere nella retorica di un “tutto è sempre andato per il verso giusto”, no! Ricordo il primo dopo guerra e durante la guerra fredda, quando il popolo odiava i preti e i preti non facevano niente per farsi amare dal popolo. Ricordo che nei primi Cinquanta non si trovava gente per portare in giro la casaccia e a volte la mettevano su un carro trainato da cavalli. In seguito la tensione politica si allentava un pochino ed ecco che riapparivano i portatori. Anche alcuni comunisti ortodossi di allora subivano il fascino della festa, il mio vicino Germano, ad esempio, soffriva moltissimo quando si avvicinava il giorno fatidico della festa, egli prometteva a se stesso che per quella volta non avrebbe diretto i portatori, ma la mattina cominciava il suo dramma: andare o no! Vedeva le espressioni dei compagni che lo deridevano in piazza-- Finisce che ci vai-- Chi, io?ma neanche per sogno!-- eppure tu vorresti già esserci-- Io questa sera la processione la vedo dalla finestra, ve lo garantisco.
Le ore si avvicinavano, il suono continuo assillante delle campane lo faceva impazzire, entrava all’osteria per prendere un bicchiere di forza, poi usciva corroborato. Le donne del quartiere lo incitavano:” E’ ora German, vai o farai tardi “ a quel sentire, partiva come un razzo. Trovava inesperti portatori che lo aspettavano per la in processione, lui apriva le braccia, metteva le mani fra le due stanghe e dava il via: un, due,un, due, un, due: la processione iniziava e faceva il giro del quartiere, con il sorriso di soddisfazione di Don Traversa, parroco della chiesa che aveva vinto anche politicamente. Le Pie donne seguivano subito dietro la Madonna. Erano tutte ricche bottegaie che il loro collo era messo alla prova dal peso dell’oro che gli avevano appeso. Ricordo Gemma, Maddalena, Mafalda, Boragi’a, Zena, Gnoa, Pionona, Marchini’a, fra le altre.
Pochi anni dopo i pescatori la portarono, la Madonna, a fare un giretto in mare poi, come oggi ritornò in processione. Seguirono altri periodi di scetticismo seguiti subito da periodi di entusiasmo popolare fino agli anni detti di Don Lino, anni, Duemila, in cui la chiesa si era riempita di fedeli e non fedeli. L’apice del consenso popolare questo parroco l’ebbe quando sceso dalla barca, pregò la Madonna di non permettere l’ampliamento del porto a ponente, accolto fra applausi infiniti. Don Lino fu mandato con ingratitudine da un’altra parte, non so nemmeno dove.
Recentemente è subentrato, proveniente dalle Ande argentine, il nuovo parroco Don Vite; accolto con rassegnazione cristiana (il cristianesimo è detto religione della compassione) ma come un “foresto”-- La compassione si contrappone agli effetti tonici, quelli che accrescono energia. Quando si compatisce si perde forza e … numero. Ma questo prete, appunto per essere tale, non si arrende. Vi è nei più disparati angoli della terra un continuo successo di casi isolati, attraverso i quali si manifesta, di fatto, un tipo “superiore”. Simili casi fortunati, uomini del Rinascimento, ambiziosi quanto basta, sono stati sempre possibili.
Fatto è che Vite in breve ha ribaltato la situazione di partenza e sta venendo incontro al popolo e io non vorrei esaltarlo troppo, altrimenti,m seguirà la sorte di chi lo ha preceduto in carica! Andiamo avanti così che va bene. Godiamoci la festa che sta per arrivare, il campanile vuole la sua parte, i cristezzanti sono pronti ad esibirsi nella loro gestualità di sempre, la madonna, in mezzo ai fiori, sarà alzata verso il cielo e riabbassata più volte. La preghiera di quest’anno sarà: “ Ave Maria, salva le nostre pensioni e così sia “.

4 luglio 2011 - Arte pop spontanea.

C’è qualcosa nel nostro Dna che ci porta alla creatività. Oggi la carcassa divelta di uno scooter sul marciapiede della Pam non crea più sbigottimento come 40 anni fa; il mondo cambia e quello che prima sorprendeva, oggi non fa meraviglia.
A me, personalmente, fa piacere credere che sia opera di un artista Pop, che abbia agito con la complicità del Municipio VII Ponente.
A Giuliogol hanno concesso il murales della passeggiata, all’anonimo autore il rottame sul marciapiede. Oggi, domenica 3 luglio, la “scultura” è stata decorata con nastrini bianchi e rossi.
Anche i rom sono dei creativi (l’arte è universale e si manifesta nelle più svariate forme). Sui giardinetti di San Ambrogio, ad esempio, essi si sbizzarriscono in una forma d’arte del tutto nuova.
Bevono lattine di birra e, anziché deporle negli appositi contenitori, le infilano nei rami dei cespiti di rose oppure, le gettano dove cresce un ciuffo d’erba formando una immagine nuova, che viene annaffiata con la loro urina, così da profumare l’aria per il fruitore dell’opera. Le due “cose”, scooter e lattine, sono una di fronte all’altra e i turisti possono visitarle senza doversi spostare troppo. Si tratta comunque di opere che non sono destinate a durare nel tempo (solo qualche anno) poi con l’assunzione di un giardiniere e di un operatore ecologico da parte del Comune, saranno tolte; per questo motivo, chi desidera vederle è meglio che si affretti a venire in questa specie di museo all’aperto; l’ingresso è libero.
La gestualità del getto-lattina può essere una rovesciata da pallanuotista, oppure, all’indietro come col bicchiere, alla “russa”. Le panchine metalliche di questi giardinetti hanno una loro particolarità, sono attaccaticce e si fatica ad alzarsi. Per il resto sono freschi e confortevoli questi giardinetti, colombi permettendo, s’intende. I colombi fanno la loro inconsapevole parte nella rappresentazione anche se non da protagonisti, ma sono indispensabili e se non appaiano, qualcuno porta loro del cibo ed eccoli, arrivano.
Quanto ci devono invidiare gli autisti che transitano da qui diretti in Riviera dove ogni paese ha un Comune a sé e non hanno di che bearsi di queste opere d’arte. In quei paesi del sole i Sindaci sono rispettati dall’ufficio tecnico, dai vigili, dai giardinieri, dagli operatori economici. Mantengono un rapporto diretto con i carabinieri, si fanno rispettare, difendono la spiaggia, hanno il controllo diretto di ciò che succede.

2 luglio 2011 - I tre dell’Orsa Maggiore.

Alludo a tre intramontabili skipper, Erasmo Carlini, sui Settanta e Eugenio Patrone, che credo abbia passato i Sessanta, il terzo è Agostino Massa, il più giovane.
Il primo ha “rischiato” di laurearsi per la ottava volta campione italiano della classe contender, contendendo fino all’ultimo il titolo a Emilio Betta che, essendo a pari classifica, la Giuria lo ha giudicato primo per la regola della parità e cioè, nell’ultima prova contava chi arrivava davanti al rivale.
La gara si è svolta a Follonica il 5 giugno conclusa in ben 4 giorni e 8 prove stressanti che, per gli Over 50 sembravano eccessive, ma tutto è rientrato al meglio essendo questi campioni fisicamente ancora validi. Il Circolo Nautico Ugo Costaguta di Voltri, oltre a questo successo di Carlini, deve anche registrare quello di Eugenio Patrone che, nelle regate costiere che precedono la partenza per la Giraglia, sulle 17 miglia, era su Manida come timoniere. le barche, B Orc classe, si sono dirette verso punta Rabiou e hanno proseguito verso la boa al largo della secca de la Moutte per poi raggiungere il banco di Verhuge e la punta Des Issambres, prima di fare ritorno a Saint Tropez con la vittoria di Manida di proprietà Alberto Patrone.
Con la stessa Manida, il 22 giugno 2011 Eugenio è partito per la Giraglia sul percorso: Saint Tropez, capo Giraglia in Corsica, Genova. Manida nella speciale classifica finale della Giraglia e della Costiera si è classificata 2°. Il terzo skipper , il Massa era su Melania di Riccardo Bergamasco con la quale si è classificato al 5° posto.
Il Presidente del Circolo Voltrese, Gigi Masio, è naturale, si dichiara soddisfatto di questi risultati ma precisa: “ Non crederti che dietro i tre skipper stagionati sopra descritti ci sia un vuoto generazionale, c’era ma l’abbiamo colmato e ti spiegherò in quale esaltante maniera, dopo le prossime regate tireremo le somme, solo allora ci rivedremo nel caso tu voglia fare un max articolo “. Giovanni Magnano, tanto per concludere la rassegna voltrese, faceva parte della Giuria della Giraglia, un onore che spetta solo a coloro che appartengono all’aristocrazia della vela. Magnano dice: “ L’anno prossimo la Giraglia compie 60 anni, un importante traguardo che lo Yacht Club Italiano di Genova intende celebrare degnamente; confermando il successo sempre crescente della manifestazione che rappresenta la vela ligure in tutto il mondo “.
Lo sport della Vela a Voltri, in tutti i tempi è sempre stato quello che più si è fatto onore: una diecina di campionati nazionali in diverse classi, un titolo europeo e uno mondiale nei Cut 16. Si tratta di uno sport d’elite per l’alto costo delle attrezzature che, però, Masio cerca di renderlo più popolare possibile e vedremo come.

30 giugno 2011 - Spiaggia fra sorprese e sconcerto.

Non si sa più in questa confusione estiva, quale sia il bene e quale sia il male. Non si deve volere da se stessi quello che non si è capaci di fare. Accontentare gli uomini e aprire ospitalmente il proprio cuore: è liberale ma non conveniente, si finisce spesso per fare figli e figliastri.
Oggi chi amministra è in preda al panico, uomini che sono destini, che, reggendo se stessi reggono i destini di chi li ha votati, questi reggitori di pesi eroici, mentalmente confusi da tutto ciò che sta franando sotto di loro, scendono a compromessi con chicchessia, con il risultato che, agevolando cento scontentano mille. Malauguratamente scrissi del bel lavoro fatto nei pressi del campo sportivo: scivolo a mare, marciapiede, scogliera di protezione.
Oggi però ho visto il rovescio della medaglia e cioè che 150 metri quadrati di area destinata da sempre a posteggio viene “incatenata” rossa e bianca come dire: “ Qui è nostro! “ con grande dissapore di chi vorrebbe posteggiarvi l’auto per fare un tuffo in mare. Ormai è un classico sentirsi dire: “ ho impiegato 50 minuti da Novi Ligure al casello di Palmaro e 30 minuti per venire in San Ambrogio, è inaudito! “.
Domenica 26 giugno 2011, spiaggia davanti alla Pam, “Pomeriggio di Valpurga”, Faust è un dilettante, suoni a pieno volume, viaggi di bottiglie di birra che, una volta vuotate del contenuto, vengono piantate sulla sabbia a fondo in alto come fossero birilli, nessuno va a metterli nei contenitori. I barbecu sono proibiti ma tollerati e mandano per l’aria fumo con odore acre di carne bruciata. Carta e buste di plastica sparse ovunque. Alle 19 comincia l’esodo, ognuno se ne va senza raccogliere, senza depositare in cassonetti anzi, per non usarli proprio, li rompono. Il mattino dopo il municipio paga qualcuno per raccogliere e… pulire, ripristinare.
Sono pazzo io o loro, ma insomma, chi è che fa affari stratosferici nel week end, la Pam o il Municipio? Anche l’inesausto problema dei “cessi”, restaurati e chiusi subito dopo, potrebbe risolversi egregiamente. Dico la mia: “ La Pam potrebbe costruire una foresteria e occuparsi della manutenzione dei gabinetti con il vantaggio di non avere code “latinos” alle casse e la libertà dei prezzi non più legati a gare di concorrenza. Ma durante i quattro mesi freddi, quando la spiaggia non è frequentata? Se ci sarà la necessità di chiudere, ma non credo, avrà comunque guadagnato abbastanza nell’estate così da sopperire. La Pam alleggerirebbe di “lavoro il suo cesso clienti” e avrebbe code più corte alle casse. Si attende una decisione della capitaneria per il triangolo di spiaggia sequestrato oltre il Cerusa, o la si vuole lasciare in quello stato pietoso? Speriamo di no! Alzando delle colonne potrebbero sostenere un piazzale per auto sullo stesso livello dell’Aurelia. In luglio grande manifestazione contro il Porto d’Africa, da parte dei Comitati del Ponente.
Il popolo della spiaggia è tutto compatto a impedirlo. Le grandi opere non le vuole più nessuno, salvo chi le costruisce e la politica bipartisan che le sponsorizza con il pubblico denaro. Ma il bello è che anche quando funzioneranno, non saranno senz’altro in grado di ripagarsi e diventeranno fonte di continua passività, trasformandosi per i cittadini in un cappio fiscale. Le crisi si possono superare basta leggere il libro di Mario Giordano “Le Sanguisughe” sul quale, mette in evidenza le realtà sulle pensioni e i vitalizzi di diverse personalità del mondo politico.
Il libro è alla nona edizione e va a ruba, potrebbe essere più utile ad una causa che “Le mie prigioni “ di Silvio Pellico.

26 giugno 2011 - Trionfo di Nettuno.

Un amico mi chiama sulla passeggiata per presentarmi un certo Giuliogol che si presenta così: “ Mi chiamo Giulio Centanaro sono un cittadino voltrese ed amo il posto in cui vivo. Sono operaio dipendente Fincantieri ,attualmente in cassa integrazione “.
Se dipendesse dall’aspetto, con la mia mania conservatrice, l’avrei messo in cassa già da molto ma, penso che dopo tutto si tratta di un artista e quindi si possono accettare quei cappelli lunghi e neri quel vestito nero da centro sociale, quel viso che sarebbe piaciuto al Garavaggio, ma anche al Guttuso del periodo che si fingeva di sinistra. Non mi meraviglierei se lui fosse di Lotta Continua, il tipo ci sta tutto in quel personaggio.
Il murales che ha fatto, nasce dal progetto “Marenostrum” da Giulio ideato oltreché per abbellire il sito in cui vive, la sua Voltri, per rimediare al gesto deturpante di uno che voleva far sapere a tutti quanto era riuscito a fare con la fidanzata, ha rovinato un muro della passeggiata a mare con le sue scritte demenziali. Il progetto che ha lanciato, prevede di creare una cultura del graffito legale per i giovani writers, che non hanno ancora assorbito la concezione che si possano fare graffiti senza incorrere in reato e per di più, essere pagati. Veniamo al dunque. Cosa ha fatto il Giuliogol? Egli ha dipinto il mitologico dio Nettuno sorgente dalle acque, su un muro di una cinquantina di metri quadri dove sembra proprio che il mare venga sul muro a fare la metafora di se stesso.
Il richiamo a Dalì mi sembra doveroso! Inutile perdere tempo e spazio a descrivere il murales: si va a vedere o si guardano le foto che valgono di più di un romanzo scritto. Il progetto è stato finanziato, in quanto a materiale pittorico, dal Municipio VII Ponente (promotrice assessore Rosa Morlé). Hanno collaborato al progetto in questione i writers: Luca Profumo, Alessandro Perasso e Core One. Una forma di serenità interamente umana, una bellezza rotonda, una salute giunonica. Questa resterà sempre popolare, tenuta dell’acrilico permettendo. Il murales cade a fagiolo per incrementare il successo della festa di San Giovanni Battista con i suoi giochi pirotecnici artificiali e i banchetti di tutte le fiere più, concerto. Giuliogol ha scaricato tutta la sua rabbia esistenziale su un muro che in fondo è lo stesso muro della vertenza in corso a Sestri e tutti prima di lui, ci siamo trovati in quelle condizioni: sappiamo come ci si sente, caro operaio-artista ma, da un male può nascere un bene; dalla tua opera eseguita in un posto così frequentato nasce una forte pubblicità che potrebbe portarti a lasciare il tuo lavoro per intraprendere una carriera più appagante.
Il Nettuno quindi, osservalo bene, se necessita, ritoccalo dove sei dubbioso, rivedi perché l’occasione irripetibile non si può presentare una seconda volta. Grazie a te il locale Fuori Rotta ha acquistato splendore e la passeggiata a mare pure, sei sulla buona strada, segui il sogno che ha condotto Andy Warhol al successo tramite la pubblicità.
Marenostrum fino a quando? Tu caro amico, hai dato il titolo astratto, ora bisogna renderlo pratico e difenderlo da tutti i mali insieme alla nostra irrinunciabile spiaggia: nessun Porto d’Africa, nessun container radioattivo, questa è la “grida” che può stimolare la tua creatività.



19 giugno 2011 - Non si può seguire tutto.

Molte decisioni ci sfuggono, sono troppi gli argomenti da affrontare, faccio appello alle altre fonti di informazione di intervenire sui problemi del nostro territorio. Un giornale al mese non è sufficiente!
Abbiamo il problema del container “nucleare” del quale il Municipio VII, ha dato degli ultimatum, ma va seguito.
Il problema della difesa della costa, ad esempio, ci passa inosservato. Vincenzi: “ La competenza è passata solo recentemente ai Comuni e perciò siamo in ritardo “. Dopo la mareggiata 2010, si era costituito un tavolo tecnico interistituzionale per vagliare le soluzioni possibili per difendere il litorale. I risultati di quel tavolo di lavoro non sono mai stati resi pubblici e non si sa se decisioni siano state prese. La Sindaco, però, mentre rimarca i ritardi del Levante nel rispondere al Puc, non lo fa per il Ponente VII, vuole dire che lo zelo di rispondere, Avvenente lo ha avuto perché la Vincenzi, afferma: “ Io avevo dato come termine ai municipi il 31 maggio per mandare le osservazioni al piano, ma dal Levante (Nervi) non mi è ancora arrivato niente - sottolinea - Larga parte delle osservazioni di altri municipi sono condivisibili e io il 30 giugno vorrei portare il Puc in giunta, con le integrazioni, le modifiche e le osservazioni che abbiamo accolto dopo questi mesi di confronto… “.
Dopo l’approvazione in giunta, il piano ritornerà in consiglio comunale di Genova, concludendosi con il voto in aula e, quindi l’adozione del Piano, entro l’anno. Salvo imprevisti in corso d’opera. Personalmente non sono al corrente delle decisioni di Voltri ma, se qualcuno le conosce, ci mandi un mail per pubblicarlo. I ritardi dipendono dal clima, una grande mareggiata potrebbe accelerare le decisioni. Dalle parole della Sindaco appare evidente che il nostro Municipio ha adempiuto al proprio dovere ma, noi non sappiamo che proposte tecniche abbia fatto!
Ricordiamo che l’estate è appena cominciata e già l’arenile si sta popolando come non mai, purtroppo i treni nei giorni festivi viaggiano in numero ridotto e i posteggi sono sempre insufficienti, i servizi igienici, pure.

22 giugno 2011 - Voltri, la festa degli Angeli ... e i rom.

Egregio onorevole Scidone, manifesto la mia disapprovazione per il fatto di averci chiamato delegazione di Voltri e ancora di più, per un borgo da rivalutare.
No, ha ragione lei, nessun degrado stiamo subendo. Non vogliamo niente assolutamente dall’Autorità Portuale, essa ha già tentato di darci troppo, prima con l’ampliamento del porto a Ponente (con la giunta circoscrizionale Maggi) poi, con il Porto d’Africa tramite Vincenzi e Merlo. Non vogliamo nessun sviluppo, non vi vogliamo, vogliamo essere un Comune autonomo e fare per conto nostro, nel bene e nel male, “che piaccia o meno” a quelli che, per loro interesse, non hanno più territorio da sfruttare e vedono solo Voltri come terra di conquista.
Ci vuole un bel ardire a parlare della passeggiata a mare con tale disinvoltura come fosse stata una cosa premiante. In quanto ai rom, essendo una etnia così tanto gradita e così lavoratrice perché non se la sono tenuta in Romania?
Crederò, a chi ci governa, non farò più ironia, mi inginocchierò davanti al palazzo del potere, soltanto quando vedrò la figlia di un onorevole, convolare a giuste nozze con un rom. Sa cosa le dico? Che il popolo voltrese, non ci stà e i sintomi li ho avvisati ieri sera 19 Giugno 2011 alla festa della chiesa degli Angeli, un quartiere di Voltri, molto tartassato da etnie diverse, italiani compresi.
Ebbene, tutto il quartiere è sceso in processione, credenti e atei, destra e sinistra, per dimostrare che esiste ancora l’amore per il suolo natio e che sono pronti a difenderlo. Avrebbe dovuto vedere i quarantenni, venuti per l’occasione dove erano nati, a portare la cassa di San Antonio, ad alzarla verso l’alto, esclamando: “ci siamo anche noi, nostro quartiere non ti abbandoneremo mai! ” e gli applausi, esplosero intensi e sostenuti. Festa religiosa, certo ma anche una “revanche”. Questa piazza che ha visto le esibizioni dei cristezzanti in tutta la loro magnificenza, il mattino dopo sarà di nuovo in balia della barbarie di gente che la sta distruggendo con la complicità ahimé! dei frati cappuccini che, a causa delle loro regole religiose, non possono astenersi dal farlo e il fatto crea attrito contro il padre guardiano. Una situazione molto difficile che non si può liquidare con battute retoriche sul galateo: bisogna sentirseli sul groppone i fardelli prima di giudicare.
Il frate dona loro una minestra, ma la birra? Dove prendono i soldi per ubriacarsi? E dove la espellono? Dal muretto della piazza, naturalmente e l’odore arriva oltre il secondo piano. Si fa anche troppo presto a dare del razzista per astenersi da una discussione; come una volta si dava una botta di comunista a qualcuno tanto per finirla lì, oppure del fascista, ma oggi la gente ha abbandonato quei mezzi e impara a ragionare di più. Oggi la gente legge “Sanguisughe”, le pensioni d’oro che ci prosciugano le tasche, di Mario Giordano e rabbrividisce, questo libro è una rivoluzione che fa pensare.

19 giugno 2011 - La mostra di Marani.

Il titolo è tutto meritato. Ai non addetti ai lavori e quindi al fruitore non è nemmeno lontanamente immaginabile il lavoro e la fatica mentale e non solo, profusa per allestire una esposizione come quella in corso.
Ben merita il Museo Navale di ospitarla e di rimbalzo, non c’era sede migliore, quindi tutti i meriti all’ex Assessore, Antonio Marani, che tutti ricordano per la sua perspicacia, tenacia, volontà: umano, troppo umano, un monumento di autodisciplina con la quale ha posto fine bruscamente a … ma non è la sede giusta questa!! Ritorniamo all’avvenimento odierno. Che significato ha fare una mostra del genere negli anni 2000 quando imperversano le avanguardie a Venezia, Berlino, Huston? Niente da sottrarre, spiego ai visitatori che sussurrano dietro la mia schiena: “ Primo, il valore storico, il pathos della Pegliesità.
Lo dire io c’ero, io ricordo, qui c’era, ora non c’è più, era meglio prima, si ma ora… ciò è premiante già li per sé “. Veniamo alla domanda principale, quella che salta evidente: “ Scusate, ma dove si trovavano questi pittori a dipingere, proprio fra Ottocento e Novecento, quando “esplodevano” le avanguardie come, macchiaioli, divisionisti, futuristi, metafisici, dadaisti? “. Si trovavano a casa loro, con pochi mezzi, per vivere stentatamente di pittura, cosa non facile a quei tempi quando due pasti al giorno non erano sempre possibile averli in tavola!! Un pittore di questa nostra tradizione ligure, che ha raggiunto una alta capacità accademica abbastanza faticosamente, arrivato che è a una certa meta, cerca di sfruttarla nel migliore dei modi. Un medico arrivato ad un certo grado professionale, cerca di sfruttarlo e difficilmente si lascia convincere a darsi alla Ricerca. Quindi mestiere e anche arte, ma soprattutto mestiere: mangiare soprattutto, Senza fare il bohemien a Paris.
Sicuramente, è vero che, quando Luxardo e Montanella raggiungevano il massimo loro, Matisse e Picasso erano già di fama mondiale, non c’è rapporto alcuno fra le due “squadre” di tipi di espressione. Non si deve volere da se stessi quello che non si è convinti di fare e non si hanno i mezzi per. Ora, mi chiedo ancora una volta, cosa bisognerebbe fare di questo tipo di pittura, questo tipo di arte, buttarla? Non di certo! Occorre darle il massimo valore possibile, occorre creare un termine per essa, congelare il suo genio, congelare la cosa in sé, dire che è necessaria come il pane. Si è artista al prezzo di percepire come contenuto ciò in cui si crede e quindi, poter andare per conto proprio. Montanella vede il movimento ondulatorio dei “priori” in processione, Luxardo la calma di una notte di luglio. Altro non pretendono, ma in entrambi i quadri raggiungono l’effetto cercato. Marani, grazie a Dio, non si è posto tanti problemi, ha rifiutato istintivamente il compito di giudicare e ha messo avanti l’obiettività di scelta, senza considerare neanche lontanamente di essere fuori tempo massimo, o fuori dell’epoca contemporanea: egli ha fatto storia locale, ha fatto centro.
Si è accontentato degli uomini e ha loro aperto il proprio cuore. La mostra poi, come tutte le altre, è andata avanti da sola e ha trovato: un significato nuovo, imprevisto, di conseguenza romantico, forse meglio dire amarcord. Con ciò ci si trova in un mondo diverso da quello previsto: perché ormai il contenuto diventa qualcosa di assolutamente formale, tattile. Ora che la possiede fra le mani, Antonio può scegliere fra ripeterla in altre zone come Prà e Voltri continuandola come pegliesità, oppure adattarla alle altre due zone con lo stesso intento con quadri diversi, ma Marani ricorda: “ La presentazione di un libro a Pegli, riempie il salone. La presentazione di “Pagine Voltresi” a Voltri, ha attirato OTTO persone “. Nu se dà u bescottu a l’ase dicono da noi, ed è giusto. Una targa per Dall’Orto sul ponte di Cerusa, ha attirato 20 persone “.

17 giugno 2011 - Restauro in San Ambrogio.

Oggi 17 giugno 2011, grande avvenimento nella nostra parrocchia Ambrosiana. Don Vite, al ricupero dei fedeli e dei non fedeli di Gàtega, sembra dire: questa fede non porta la “spada”, questa fede non va in collera, non rimprovera, non punisce, non appropria, non divide, non difende … accoglie.
Questa fede non si dimostra né attraverso miracoli, né attraverso promessa di ricompensa. San Paolo non ha fatto il miracolo del restauro delle tele, è la Banca che porta il suo nome che ha considerato, ben per noi, utile finanziare questa “campagna” di conservazione molto costosa.
Senz’altro questi pittori del Seicento per rappresentare questi lavori con tanta solennità, dovevano avere una fede molto profonda, molto aperta a tutte le innovazioni ma al tempo stesso, ligi nella loro tradizione cristiana. Il colore “rosso- Voltri” di fianco al bruno è l’effetto costante che ispira tutte le opere di questo genere che corrispondono ai nomi famosi di: Ansaldo, De Ferrari, Strozzi. Ore 10, arrivano funzionari delle Belle Arti, giornalisti, cameramen, fedeli; si respira un’aria di cose importanti.
Niente di segreto, il parroco è un tipo solare e coloro che lo circondano sono persone della massima serietà, tutto alla luce del sole e senza ostentazione si fa molto per i poveri di ogni etnia, malgrado la crisi si faccia manifesta con il calo delle offerte. “ Predilezione per gli umili e la piccola gente … il propagarsi della Caritas “, ascolto vicino a me mentre gli altri lavorano. E’ triste ora vedere la superficie sottostante ai quadri rimossi nuda in freddo cemento, ma questo disagio durerà pochi mesi, forse a gennaio li riavremo belli e più lucenti di prima. Resta in sospeso l’affresco esterno del maestro Isola, rappresentante San Ambrogio a cavallo fustigante gli Ariani, perché troppo costoso, ma il prelato ispano-abruzzese venuto dalle Ande, non si arrende, tenterà anche questa avventura.
Fa tristezza vedere l’affresco di Ambrogio, sparire senza poter intervenire, meno male che sono stati applicati in cornice gli aghi anti colombi, altrimenti sarebbe irrecuperabile. Resta una conseguenza della volontà di piacere e di nulla più? Sbagliato! Solo un mezzo in vista del fine, un aiuto, contro- riformante a suo tempo, che diventa di attualità, non vi sono segni quì di una razza sfinita: Noi assieme, Gli altri con Noi, perché la dottrina cristiana muta continuamente il suo centro di gravità e il tipo cristiano accetta il nuovo, noi conservatori delle “Voltrutudini”, credenti o meno, ci sentiamo addosso la responsabilità di “trattenere” il più a lungo possibile, pur sapendo che: “ Non si deve fare alcuna distinzione fra gli estranei e la gente del proprio paese, stranieri e connazionali. Non ci si deve irare con nessuno. Si deve fare la carità in segreto “. Aggiungo nel rispetto delle nostre radici voltresi.

16 giugno 2011 - Così può andare.

Il 15 giugno 2011 alle ore 9 circa, scendo il “granaio” e lo trovo fresco, pulito da poco, ancora bagnato, il “guano” dei colombi quasi scomparso, dico quasi perché è ormai penetrato nel corpo del mattone e al primo sole è ritornato biancastro ma, è già qualcosa.
Scendo in Via Chiaramone e vedo un camion che pulisce, disinfetta anche il Vico Parodi. Alle 12,55, salgo su un treno locale. Lo trovo inusitatamente pulito, le fasce dei sedili, nuove e pulite, il bagno in ordine e inodoro.
Passa il treno sul torrente Varenna, le ruspe stanno mettendo in ordine il greto. Stazione di Sampierdarena, pulita. Principe, salgo per il Metrò, pulito e scale mobili funzionanti. Sul trenino un addetto controlla subito i biglietti per fare il suo dovere: tutto in regola, tutti avevano pagato. Galleria Mazzini niente gomma da masticare, tutta in ordine. Treni in perfetto orario: “ Son desto o sto sognando, in quale paese mi hanno paracadutato?” . Non so cosa dire, non chiedo niente per paura di venire a sapere che non succederà più in futuro.
Non è mio compito elogiare; il mio compito è quello di denunciare per far sì che si rimedi, ma dobbiamo dare a Cesare, quando è il caso. Le mie critiche devono servire da corroborante a chi ci amministra.
Non sono mai sceso in politica perché infida e troppo voltagabbana, comunque fa sempre piacere quando queste cose succedono, anche se sono gocce nel deserto.

14 giugno 2011 - Una pulitina al mare.

Ammirevole è stato l’intervento del Consorzio Pegli Mare che la mattina del 12 giugno 2011, ha pulito circa 3000 metri quadri di fondale e di spiaggia, quella davanti al palazzo municipale di Voltri, tramite l’intervento dei Sub pegliesi, che ringraziamo, hanno tolto circa 5 quintali di detriti, li hanno accatastati e poi evacuati con camion.
Non poteva mancare il solito gazebo con focaccia e bevande varie, altro ringraziamento dovuto.
I Pescatori di San Ambrogio, mi dice Marcello Boccone, pure, si sono occupati di pulire il loro pezzo di spiaggia, va bene, ottimo ma, c’è sempre un ma in tutte le cose, dove si vanno a fare i propri bisogni? Dove metto la “differenziata”? Lungo la passeggiata, il problema è stato risolto senza volerlo: la si va a fare fra gli scogli di protezione, cani compreso, ecco che tutto è risolto. L’immondizia invece, si “nasconne” sotto il calpestio della passeggiata: serve per i topi. Non sapevamo a cosa servissero tutti quei massi, ora lo sappiamo. Speriamo che poi tutte queste “cose”, tramite una mareggiata o un acquazzone, non vadano ad inquinare le acque perché, un batterio ospite abituale dell’intestino animale e umano, Escherichia coli, può essere causa di infezioni gravi. Si tratta di un ceppo, dicono gli esperti, capace di provocare la sindrome emolitico - uremica che può essere mortale. Si manifesta con diarrea e disturbi della funzione renale.
La contaminazione fecale delle acque di balneazione, può venire pure dalle fogne ancora non collegate al collettore del depuratore come a Cerusa dall’Amaretto, ad esempio. Si consiglia a tutti di mangiare carni ben cotte e di rispettare le norme igieniche. Il batterio può prendere e colpire anche la mucosa del colon, fatto increscioso che sta disseminando il panico in tutto il nord Europa. Gli agenti della capitaneria di porto, hanno interdetto l’accesso al pezzo di spiaggia a ponente del torrente Cerusa.
Adesso che l’area è sotto sequestro si dovrà ovviare all’enorme quantità di immondizia che vi è sotterrata, e valutare gli interventi da fare, dato il rischio di inquinamento ambientale senz’altro esistente. In questo caso Pegli Mare non c’entra proprio, è della capitaneria il compito arduo che aspettiamo già da un mese. Fino agli anni Cinquanta, si scaricavano in quel punto, tramite vagonetti ribaltabili, i cosiddetti “latti”, ferrosi residui di colate dell’I.L.V.A. , Lastre di circa 3 t./ Cad. che non so se possono produrre batterio Killer ma, trattandosi di una discarica, senz’altro, scavando avremo delle sorprese non belle, come se non bastassero i fanghi cromatici sotterrati nella spiaggia di levante negli anni che si dovevano salvaguardare i posti di lavoro della Stoppani di Cogoleto.
Il quadro della situazione non è allettante, disseminare il litorale con cartelli “acque inquinate” è solo una soluzione di comodo per non fare nulla, la soluzione è renderle “non inquinate”. L’intervento dei sub di Pegli è solo l’inizio, ci hanno dato un esempio di civiltà, una goccia nel “lago della solitudine”, ora dovremmo fare da soli … sarebbe ora!

13 giugno 2011 - Regina Bottino, a Boragin’a.

Il signor Andrea De Filippi, personaggio molto in vista durante gli anni Cinquanta. Formatosi un Consiglio di Circoscrizione ante litteram, ne assunse la segreteria. Uomo di vasta cultura, durante i colloqui, non lesina a interporre frasi in latino per dare più enfasi al racconto.
In quegli anni Cinquanta, polarizzava l’attenzione degli intellettuali voltresi che ce la mettevano tutta per fare risorgere la delegazione dal torpore materialistico del dopo guerra. Si arrivò persino a formare una compagnia teatrale dilettantistica molto attiva e meritevole di avere un futuro migliore. Basta così, altrimenti, l’elegantone, il fine dicitore , l’erudito, si rabbuia e non di certo gradisce queste “ linguate”.
Con la mia passione per tutto ciò che è di storico in Voltri, gli chiedo-- Secondo te, qual è il personaggio di Gatega che ricordi meglio per la sua filantropia?-- Cosa c’è scritto su quella lastra di marmo?-- Via San Ambrogio-- Ebbene, se ci fosse giustizia in questo mondo, dovrebbe esserci scritto Via Regina Bottino, vulgo a Boraxin’a-- Perché mai?-- Perché faceva credito a tutti quando soldi non ce n’erano e la disoccupazione raggiungeva cifre astronomiche-- Penso di essere del tuo parere, ora che me lo hai ricordato.
Ero sugli otto anni quando entravo nel negozio della Borajin’a per la prima volta assieme a mia nonna Rebora Elvira per comprarmi dei gustosissimi canestrelli. Mentre nonna aspettava il suo turno io notavo questa bottegaia che poteva battere sui sessanta a quel tempo, con il vestito tutto nero sporco qua e là di farina, i capelli erano bianchi raccolti in “muccio” dietro la nuca, occhiali portava di grande spessore; mentre serviva la cliente di turno la quale aveva con lei un rapporto di rispetto e familiarità-- Quante ve devu, Regin’a? Sono ventidue lire, figetta-- Marchèmele, poi vei dajò. Regina apriva una rubrica, dove in ordine alfabetico apparivano i nomi dei debitori, arrivata a Carcano, questo era il nome della cliente, marcava la quota da pagare, poi al posto della carta assorbente metteva della farina di granturco (polenta), quindi tramite uno spaghetto appendeva la rubrica ad un chiodo, successivamente, durante il giorno, ripeteva quell’azione per un centinaio di volte. A fine mese c’era chi assolveva e chi no a seconda delle possibilità. Chi pagava, leggermente “maggiorato”, manteneva, grazie alla “cresta”, anche quelli che non pagavano e in quel modo, tutto un quartiere si reggeva in piedi in attesa di tempi migliori.
Quando questi tempi migliori arrivarono e la disoccupazione diminuì, per cui la gente poteva pagare subito alla consegna, allora Regina lasciò questo mondo, confortata da una fede incrollabile, convinta di essersi guadagnata il paradiso. A parte attraversare la via (4 metri) per entrare in chiesa,penso che non fosse mai uscita da Voltri, che dico? Dalla sua contrada, che dico? Dal suo negozio, ma ciò che ha fatto per il quartiere di San Ambrogio è gran cosa anche se oggi nessuno lo ricorda o fa finta di non ricordare per paura che qualcuno gli faccia pagare i “puffi” che aveva accumulato.
Il suo libretto rimase attaccato al chiodo, e “ chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato “. A volte, spesso direi, succede che chi merita veramente non viene riconosciuto ed è molto difficile stabilire valori, specie quando la città si modifica, i cervelli emigrano, la politica prende il sopravvento sulle cose e sugli uomini, l’uomo pubblico acquista più valore che l’uomo comune, anche se questi fa cose egregie.
Provate a suggerire un personaggio all’Amministrazione con lo scopo di commemorare o di sistemare una targa in ricordo di. Vi accorgerete quanto è difficile! Caro De Filippi penso che mai ci esaudiranno, simbolicamente potremmo supporla così, una targa: “ Quando mancava il pane, non speculava, lo forniva a credito, salvando il quartiere dalla fame, Regina Bottino, fornaia “.

7 giugno 2011 - Voltri, Kate e William.

Verrà il tempo che dovremo pagare di essere stati per 65 anni repubblicani? Verrà il tempo in cui si dovrà fare un altro referendum?
Penso proprio di no, però, verrà il tempo che saremo repubblicani fuori e monarchici dentro; a mio parere il secondo caso è già venuto a Voltri infatti, il 29 aprile 2011 la Piazza che nel 1797 divenne repubblicana e giacobina (Piazza della Libertà), oggi Giovanni Lerda, socialista, era vuota: tutti davanti alla TV per godersi lo spettacolo del matrimonio principesco inglese, fra William e Kate. Ora tutto è interamente falso, caotico, vago, esagerato; nessun dibattito fra destra e sinistra, anche i calciatori mancano, sono solo e toccano le undici, l’ora topica delle discussioni, la Piazza più malridotta d’Europa, tace; non si trova un cattocom neanche a pagarlo, sono l’ultimo dei repubblicani, non l’ultimo dei moicani, quindi esisto come realtà, tutti gli altri stanno sognando le operette: Vedova Allegra, Il Pipistrello, Il Conte di Lusemburgo.
Tutti quel giorno erano dimentichi dei fatti loro: Fincantieri, Sabrina Misseri, Carica del cellulare, Bollo, Patente, Assicurazione, Mutuo, Leasing, Canone, Disoccupazione, Amianto sul tetto che scotta, la strada interrotta per l’ambulanza al S. Carlo, la Coproma, ecc. I tempi cambiano, la sinistra repubblicana scrive un libro sulla monarchica duchessa di Galliera e organizza una mostra sui suoi mobili, si ripristina il suo teatro. Le donne vanno in visibilio per le danze di Emanuele Filiberto. In Sicilia il Comitato delle Due Sicilie opta per il ritorno dei Borboni sul trono, Napoli è la più monarchica città d’Italia.
Il Borbone re di Spagna è invitato per la festa del 2 giugno a Roma, Berlusconi gli tocca un gomito e scoppia il finimondo perché ha mancato di rispetto ad un monarca in carica. Juan Carlos d’Espagna e de Sicilia si sentirà lusingato e se i meridionali lo volessero accetterebbe anche il regno del meridione.
La Padania fino ad Ascoli Piceno avrebbe come re un Savoia, il Centro ritornerebbe papalino, il Sud Borbonico. Si cercherà ugualmente di tenere fermo l’ideale morale con la negazione della volontà, continueremo a votare per, pur detestandolo, continueremo a negare l’autorinnegamento stesso dei partiti che ci hanno appassionato fino a ieri e che oggi, non ci incantano più! Manterremo l’ideale del gregge e l’ideale dei signori pur sapendoli contro natura.
Oggi si va alle terme di Acquasanta, in 1500 facciamo fitness a Voltri, le piscine di Prà e di Voltri sono piene, i figli si laureano, le ragazze sperano di fare le veline e non sposerebbero mai un operaio o un semplice impiegato. C’è intorno una gran voglia di emergere individualmente: tennis, golf, canto, ballo; tutti i presupposti che ha in sé una società aristocratica: l’ideale pagano.

3 giugno 2011 - La Lega all'attacco.

Sul Secolo XIX del 25 maggio 2011, leggo: “andremo in tutti i quartieri di ponente a spiegare gli assurdi progetti di questa giunta“. Naturalmente dall’articolo estraggo solo quello che riguarda Voltri.
Cosa sta succedendo oltre il nuovo muro verde elevato nello scalo ferroviario, dove è stato appeso un cartello lavori con su scritto tutto, tranne ciò che realmente stanno facendo. Risponde Alessio Piana: “ A Voltri, sull’area dei binari dell’attuale scalo ferroviario, è stato previsto un consistente numero di abitazioni fronte mare.
E’ chiaro che quando si parla di blocco di nuove cementazioni, si dice il falso “. Quindi ci siamo! Dove da sempre si auspica il capolinea del Metrò di superficie, si metterà cemento. Il Metrò caro amico di Cerusa te lo vai a prendere a Palmaro, ti va? E la tanto promessa nuova Passeggiata a Mare di levante e cioè di San Ambrogio, dove la facciamo passare? Penso che fra tanto caos esistente nella zona, case dei pescatori comprese, resterà soltanto un sogno da tenere nel cassetto. Occorre fare un piano generale della zona, un disegno ben preciso che risponda alle esigenze di tutta la cittadinanza e non per pochi eletti.
Qui la metropolitana, qui le costruzioni, qui le attività ludiche, qui la PASSEGGIATA, qui i “cessi” (chiamiamoli all’antica così ci si capisce meglio).
Caro Alessio Piana vieni a vedere dove fanno i loro bisogni i bagnanti, i cani, i venditori frequentatori della spiaggia di San Ambrogio, ti renderai conto che mancano almeno 4 cessi e che mancano del tutto i bidoncini della differenziata.

31 maggio 2011 - Segnaletica e lavori.

Mi trovo sotto il porticato del Palazzo, di fronte al corpo dei Vigili, assieme all’avv. Davide Baiardo che chiede ad un vigile se, per caso, potesse dargli una informazione. Il vigile non risponde, entra nell’ufficio e gli chiude la porta in faccia.
Ve la lascio così, senza fare commenti. (*)
Le zebre per i pedoni di fronte alla caserma dei carabinieri sono diventate un posteggio per automobili mentre i passanti, che avrebbero diritto al transito, non sanno come ovviare. E’ troppo lunga andare al posteggio della Pam ubicato sulla spiaggia e allora ci si ferma dove non si dovrebbe.
Mi sembra impossibile che un centro commerciale debba essere un utile tanto dannoso, eppure lo è. Quando Pam è chiuso, in occasione del Primo Maggio, ad esempio, il traffico scorre via liscio come l’olio. In Via D.G. Verità, chi esce dal portone del palazzo, corre serio pericolo in quanto, i camioncini e le automobili hanno preso l’abitudine di salire sul marciapiede a velocità elevata e ivi posteggiare più o meno temporaneamente. Sullo stesso, una pizzeria mette due sedie bianche e più non si passa.
Quello che ha del tragicomico è un segnale triplo posto su un palo all’entrata della strada che va al porto. Il segnale tondo in alto indica divieto di transito, il segnale nel centro indica passaggio consentito solo ai carabinieri, il segnale tondo messo sotto, vieta la sosta a qualsiasi veicolo. Il risultato negativo, è che ogni segnale non viene rispettato in quanto: i veicoli vi transitano, i carabinieri non passano mai di lì, i veicoli vi posteggiano, eccome se vi posteggiano! Quanta ironia in pochi metri quadrati! A pochi metri da questo assurdo triplo segnale, un enorme cartello indica i lavori in corso, non già quelli in corso a Voltri dietro al green wall ma, quelli di Sampierdarena e di Cornigliano; insomma, non si sa cosa stiano facendo dietro a quel cartello e cioè, nello scalo ferroviario dove vorremmo il Metrò.
Alt, mi dice Maria Rosa Boggio, che volevano fare due palazzi ma il Consiglio ha bocciato il piano del Book. Le panchine appena riparate, sono nuovamente da riparare! I san pietrini appena riparati sono nuovamente da riparare. I colombi sporcano, non si vogliono, ma qualcuno porta loro da mangiare. I cani alla spiaggia sono senza guinzaglio. L’amianto lo si fa monitorare a pagamento per conservarlo. Alcuni non lo fanno nemmeno e lo tolgono “fai da te”, dove lo depongono? Oh! Se il mare potesse parlare! Mettiamo in chiaro che questo non è il copione di un film di Cric e Croc , ma soltanto una patetica imitazione. Insomma un festival dell’assurdo!!!
(*) = un commento lo faccio io (webmaster del sito voltriweb) se Boccone me lo permette: provate ad andare nella sezione "mugugni" del forum di Voltri collegato al sito e potete vedere quante "stranezze" (chiamiamole così) segnalano i voltresi riferite ai Vigili Urbani ......

19 maggio 2011 - Bonifica a Cerusa.

Chi arrivava martedì 17 maggio 2011 alla foce del torrente Cerusa avrebbe visto una scena da cinema raccapricciante, un uomo che convive con i topi, un uomo che passa il tempo della sua esistenza sulla spiaggia a ponente del torrente Cerusa in compagnia di un gruppo di topi che lo circondano, porge loro bocconcini prelibati, loro ascoltano cosa dice, lo comprendono, gli salgono sul corpo quando si sdraia per dormire.
Oggi però, le autorità, dopo varie sollecitazioni, si sono mosse. Hanno scacciato “l’uomo che parlava ai topi” poi, hanno circondato con nastro rosso e giallo l’intera zona. Si dice che abbia tirato delle pietre alle autorità ma, non ho visto farlo, le pietre lì non mancano certo!
Ho dovuto però, una volta sopra il “Bullu du can”, annusare un lezzo insopportabile che veniva su dalle vestimenta stese. I topi quando sono a loro agio moltiplicano gli ormoni e le nascite, in fatto di numeri sono incontrollabili. Questo feeling è giusto sia interrotto! Il proprietario dell’area è la capitaneria del porto che, con il pretesto di pulire la zona, toglie qualsiasi ingombro che incontra, quello compreso. Non tutto il male vien per nuocere!
Non ci fosse stato quell’uomo, divenuto padrone delle potenze naturali, padrone della sua stessa selvatichezza e della sua singolare sfrenatezza, quell’angolo di paradiso non sarebbe stato mai neanche lontanamente considerato. La piazzola Bullu du Can è nuovamente messa a soqquadro per fare passare il tubo del depuratore il quale, non potendo seguire il muro curvato, deve passare sotterraneo alla piazzola. Segno che si progetta a paratie stagne, uno fa la strada, l’altro la rompe.
E’ appunto questo tubo che dovrebbe raccogliere le fogne dell’Amaretto attraverso un impianto costoso a carico degli abitanti della zona.

15 maggio 2011 - Promenade de San Ambrogio.

Come già accennato, era stata promessa una passeggiata anche in Sant’Ambrogio e non hanno mantenuto la promessa.
Ci avevano annunciato una riordinazione della viabilità di tutto il quartiere: senso unico davanti alla Pam lato mare, cambiamento del senso unico di Via Le Merle, retrocessione di due metri delle zebre davanti ai carabinieri per agevolare l’entrata al porto, dedica a un personaggio storico della strada del porto in modo che non la chiamino più impropriamente Piazza Lerda.
Purtroppo di tutto ciò non risulta che abbiano fatto alcunché. Ritornando alla passeggiata che per forza di cose dovrebbe passare sulla spiaggia, togliendo tutte quelle casette azzurre una diversa dall’altra (per dar loro un assetto ordinato come in S. Erasmo) non sarebbe proprio male, infatti, il primo lotto era previsto in questa zona. Altri disegni non si sono visti e persistono enigmi come il passaggio dai Sirenella e il proseguimento verso il porto per congiungersi in futuro con Prà Marina, necessariamente.
Anche qui era prevista la formula “legno” ma penso che dai risultati dell’attuale, vada ponderata nuovamente. Si aspetta almeno un disegno del percorso che dovrebbe rispettare (con modifiche) tutto ciò che incontra sul suo cammino senza subordinarla troppo a clientelismi vari: “ Gira di qui abbassa di là, qui ci sono io, chiamo il politico e vedrai che c…vi fa, chiamo il mio amico militare superiore, non vorrete per caso perdere i voti? “. Cose di questo genere sono all’ordine del giorno, i partiti non sono “botteghe”, ricordiamocelo.
Altra zona nevralgica è quella dal Circolo della vela e dintorni. Questa volta non si deve sbagliare il progetto. Alle prossime elezioni, il salone delle anime purganti, dovrebbe presentare qualche cosa di serio e mantenerlo. Faccio presente che questa è una città che pretende i suoi diritti e non è un terzo di un settimo di una cosa inutile. La “grida” è: “ Vogliamo la promenade in S. Ambrogio “, chiuso.

11 maggio 2011 - Spiaggia libera, ... ma libera.

Sta per iniziare la stagione balneare anche da noi, a Voltri. Zio Erasmo e Sirenella stanno lavorando febbrilmente per essere pronti ad ospitare i clienti e sono già saturi di prenotazioni, bene.
Passiamo alla spiaggia libera che è l’ultima del Ponente. Siete pronti a prendervi una pallonata in faccia? Bene, benissimo anzi, se il pallone si scoppiasse dovreste pagarlo.
San Erasmo-passeggiata: ordine, docce a iosa, posteggi quanti ne vuoi, disciplina, pulizia, piena libertà di accesso alla battigia, bar con cesso dentro e di lato, imbarcazioni ben allineate, salvamento ben organizzato, facilità di accesso ambulanze di rianimazione, contenitori diversificati.
Tutte le società sportive si sono sistemate dignitosamente, ognuna con propri servizi igienici. Passiamo in Sant’Ambrogio: ribaltate tutto di 180° quanto sopra detto. Qui i soci chiudono e di notte altri aprono. Ci si affanna a chiudere con lucchetti e cancelli ma, la notte del 9 maggio 2011, a sei (6) capanni vengono divelte le serrature delle porte, rovinati e resi irrecuperabili i lucchetti, deformati i battenti delle porte. Il “pedalò” dei Sirenella messo in navigazione senza nocchiero. Nel caso, si tratta di vandali di casa nostra in quanto, i marocchini vengono solo a fare i loro bisogni e se si redarguiscono, la risposta è: “ Sulle nostre spiagge, in Marocco, esistono i cessi, qui no, secondo voi dove dovrei farla? E poi, se la lasciate fare ai cani, perché non a noi umani? “. I carabinieri, che sono sempre meno di numero, hanno paura di picchiare e di essere picchiati, in entrambi i casi, i militi, ci rimettono sempre e il ragazzo violento viene subito liberato dalla Questura.
La spiaggia di fronte alla Pam attende con ansia l’arrivo di russi ed ecuadoregni perché ripetano lo spettacolo indecoroso dello scorso anno. Qui, però, almeno una doccia ci vorrebbe se nonché quelli se la porterebbero a casa come trofeo. Il Sirenella, Mario Fiorini, per ovviare agli abusivi ha escogitato il bracciale: l’acqua della doccia scende soltanto in presenza di quello, così anche i clienti paganti possono usufruirne, prima non potevano, dovevano aspettare che gli intrusi finissero.

10 maggio 2011 - Manca l'iniziativa.

La Pam ha una uscita sulla spiaggia, di fronte ad essa, esiste un gabinetto ristrutturato e mai aperto al pubblico. Chi ha deciso di tenerlo chiuso ha fatto molto bene.
Per far si che si possa usare quella latrina occorrerebbe un piantone armato alto 2 metri, impegnato 24 ore su 24 per difenderlo dai vandali.
Se, leggermente staccato di qualche metro sorgesse un bar farebbe affari d’oro, il Comune, pure, con il vantaggio che il barista si occuperebbe anche della manutenzione del gabinetto. “ Tu viaggi nell’utopia e ci sguazzi “, mi risponde un amico riferendosi ai giovani disoccupati del nostro territorio, nel senso che nessuno di loro è disposto a sacrificarsi a fare dei lavori faticosi e mi fa notare che anche sulla passeggiata, mancano ancora 2 bar come quello attuale che tra l’altro, non è contrario a scaricarsi un po’ di lavoro ma, anche in questo caso, non troveremmo nessuno che si prenda l’onere, anche con l’aiuto del Comune che vedrebbe di buon occhio questo tipo di soluzioni, specie per i gabinetti.
Diremo di più, il barista dovrebbe anche occuparsi di una piccola aiuola con albero ombroso al centro. C’è un gran bisogno di alberi ombrosi a foglia larga sulla passeggiata; quei pochi sembrano degli spazzolini che non ombreggiano neanche se stessi e sotto le pensiline ci si abbronza a strisce.
Esiste un grande vuoto generazionale, non mi interessa da cosa viene questa abulia contratta da i giovani, ma dico che a 20 anni si andava soldato, oggi non più, e questo è un utile dannoso; meno di quello che i ventenni oggi giocano a pallone sulla spiaggia per ammazzare il tempo e vivono sulla schiena dei genitori. Prendo l’occasione per sollecitare il Comune a prendere sul serio questi suggerimenti e i giovani disoccupati a farci sopra un pensierino.

9 maggio 2011 - residui e giudizi.

Del marciapiede nuovo di Via Rubens che da Cerusa va a congiungersi all’altro pezzo detto di Renzo Piano, si aspetta con ansia la definitiva inaugurazione ma, a chi verrà dedicato?
Dovrebbe rimanere senza nome nel senso della toponomastica ma una dedica a qualche personaggio la meriterebbe, oppure chiamarlo romanticamente, con qualcosa che non saprei al momento. Forse qualcuno ha già deciso, senza interpellarci.
Spero che per l’occasione, vengano tolti definitivamente quei tubi Dalmine ossidati che sono serviti e ora non servono più. Essi rendono un senso di continua provvisorietà. A più riprese abbiamo comunicato che i montanti profilo a C del “guardrail” sono rivolti al senso di avanzamento come due taglienti pericolosi per chi cadesse da un motociclo. Occorre girarli prima che. Chi arriva dalla passeggiata a mare, avverte subito la differenza dell’aria che qui è quasi resa irrespirabile dal continuo passaggio di auto.
Volendo bene a noi stessi ed essere amati dagli amministratori, bisognerebbe proteggerla dal lato strada con una parete trasparente alta almeno 3 metri, altrimenti il gas si depone nei polmoni della gente e dei podisti in particolare. Lo scriviamo pur sapendo di non essere presi sul serio.

8 maggio 2011 - Aumenti affitti comunali.

Il Comune di Genova aumenterà gli affitti alle società sportive elevandoli a valori commerciali anziché simbolici. Entro giugno2011, le società sportive voltresi, dovranno presentare un progetto innovativo in base all’entità del quale, il Comune stabilirà, in proporzione ignota per ora, la “longevità” di permanenza della società.
Non presentato il progetto, la Concessione sarà messa all’asta Molte associazioni non protestano perché si aspettano di essere loro le predilette, in base a che? Ai servizi che forniscono alle varie istituzioni e alla loro filantropia ma può essere un’illusione alimentata da fonti politiche locali.
Il Tènnis Club ha già accettato le condizioni e presenterà un progetto, già costoso li per se stesso. Certe altre, indebitate fino all’osso, già in ingarbugliate situazioni se non arriva uno sponsor milionario, non possono indebitarsi ulteriormente. Una soluzione, quella del Comune che era nell’aria da tempo. Come si poteva non usufruire di queste entrate quando non si trovano i soldi per pagare i dipendenti?
Alcuni voltresi ben informati ipotizzano che una società francese ha un progetto per Prà Marina, quello di assorbire in esso tutte quelle società che sarebbero estromesse. Altre voci molto attendibili parlano di evacuazione generale per sistemare lungo la passeggiata un grande centro commerciale di ben nota appartenenza, onde spostare il baricentro commerciale a Ponente in quanto, troppo condensato in San Ambrogio. Una situazione incresciosa che se, questa volta il Comune facesse sul serio, senza le solite proroghe e condoni, che società a parte, sconvolgerebbe l’assetto voltrese scuotendolo da cima a fondo.
Si immagina la posizione privilegiata di un comm. di fianco alla promenade? Una rivoluzione che oscurerebbe di gran lunga il danno causato a queste società che comunque sarà loro offerta qualche chance.

18 aprile 2011 - Passeggiata da rifare.

Alessio Piana, senza mezzi termini, dice che la passeggiata è tutta da rifare, egli respinge le giustificazioni del Municipio il quale, manifesta di non sentirsi complice di un progetto sbagliato.
Ma io personalmente ricordo bene che, quando eravamo ancora in tempo per ragionare sul progetto e sulla cattiva esecuzione, per fermare tutto e studiare una nuova soluzione, Alessio, arrivò come un fulmine a Palazzo, con tutte le foto e gli schizzi di tutto ciò che lui e altri voltresi ritenevano sbagliato ma, chi lo prese in parola? Chi fra i progettisti e i costruttori si degnarono di prendere sul serio quei consigli.
Fu guardato dalle autorità ai lavori con occhi che dicevano chiaramente: “ Ma chi te lo fa fare?”. Poi tutti scendemmo alla spiaggia a toccare con mano tutte le mancanze sugli appoggi, il fuori squadra, le viti corte, i dislivelli, l’incompatibilità cemento-legno-ferro, le dilatazioni diverse, l’impossibilità di registrare le viti di livellamento perché erano opportunamente già affogate nel cemento. Aiutati anche da una parte interessata che faceva da claque.
Oggi Piana rinfaccia tutto questo passato storico negativo, quindi responsabilità di Tursi ma lavoro di copertura da parte del Municipio. Se la passeggiata si dovrà rifare: niente zig zag finali, niente deviazioni dai caseggiati ma bensì, tutta diritta fino al congiungimento con il marciapiedi del Mulino di Crevari. Complicità c’è stata e non solo da parte amministrativa ma anche da parte di alcuni autodefinitisi tecnici improvvisati. Venimmo in seguito a sapere che il progetto del 2002 prevedeva un’altezza minima dal livello del mare di 3,75 Mt. Che, se così fosse stato, la mareggiata non l’avrebbe nemmeno sfiorata e non ci sarebbe stato bisogno di baluardi temporanei, come quell’obbrobrio di scogli uno diverso dall’altro che ci hanno propinato, prima come definitivo poi, quando tutti hanno cominciato a mugugnare, come provvisorio. Piana presenta una interrogazione per poter verificare il progetto nella sua globalità.
Capire almeno chi ha deciso per il “pennello” e su che basi scientifiche è progettato e soprattutto la spesa e chi paga. “ la passeggiata-denuncia Piana—è costata il doppio del preventivato e continuando di questo passo lo stillicidio tapullante frà aumentare i costi all’infinito. Speriamo che questo Ecce Homo riesca a fare rinsavire chi ormai, preso dai continui fallimenti, non riesce più a concentrarsi. Anche Walter Ferrando cerca di chiarire: “ bisogna rimediare.
E’ ormai evidente che è stata male progettata ed è impossibile salvarla a meno di intervenire drasticamente “.
Concludo che va rifatta di sana pianta.

17 aprile 2011 - Raduno apartitico.

Sabato 16 aprile 2011 sul ponte di Leira a Voltri si è tenuta una conferenza di un movimento che si chiama apartitico avente come spettatori prevalentemente uomini politici pronti a capirne le intenzioni per annientarlo sul nascere. Diciamo che su 300 persone presenti, almeno 200 erano impegnati in politica o nel sociale, gli altri erano soltanto curiosi.
Chi doveva esserci non c’era, ecco tutto. Dagli oratori che si sono alternati su una pericolante pedana, Don Gallo compreso, non si è capito una cosa molto importante e cioè: quale futuro avrà questo movimento o meglio cosa si è preparato oggi per il suo futuro, in rapporto alle resistenze che una forza trova per dominarlo.
Si sono fatte delle critiche ma, non si sono suggerite soluzioni. Si era auspicato meno gomma e più ferrovia: neanche vi si è accennato ma si è detto che il “bruco” è una chimera. Si è accennato alla disoccupazione giovanile e non si è detto come occuparla. Gente di Multedo, Pegli, Prà, Cep numerosa. Mancava quasi completamente Voltri, cioè Voltri c’era ma, non c’era la sua gente. Gli indigeni hanno preferito stare seduti in Piazza Lerda, in Piazza Odicini e lungo la passeggiata.
L’indifferenza voltrese ha detto una oratrice, è quella che fa maggior danno. Gli uomini spirituali, presupponendo che siano i più coraggiosi, Gallo compreso, vivono anche le tragedie di gran lunga più dolorose: ma per questo onorano la vita, poiché essa oppone loro la più grande avversione. Un uomo come Gallo non si può rapportare minimamente con il “paesano” nostro, provinciale rannicchiato, schermato da un “non me ne intendo; preferisco fotografare il fenicottero del greto del Leira, quella è una novità, non questo papa-gallo che non sarà mai papa”. Tante di queste battute uscivano a legioni mentre lui parlava. Di buono cosa? L’indifferenza per: le cariche, le presidenze, le gerarchie, le precedenze, le candidature alle poltrone.
Si assiste oggi in politica a: “ La perdita delle primarie con rivalsa, la volontà di restare attaccato al carro della convenienza pateticamente assumendo un’aria di indispensabilità, mentre ormai nessuno ne sente più la necessità: ha fatto il suo tempo; poteva finire in bellezza la rappresentazione e far cadere il sipario fra gli applausi stanchi, al contrario…”. Questo è il terzo raduno di questo movimento a cui assisto; ognuno rimandato alla prossima volta per chiarire meglio le intenzioni future.
Oggi non si è fatto nessun passo avanti. Ci siamo goduti Andrea Gallo, carismatico e barocco ma, di sostanza ancora zero. Bisogna ponderare se l’esistere ha valore di base per continuare! Fra le battute del signor Caviglia, brilla la seguente per sarcasmo: “ Nu ghe n’è mancu un pe palazzu “, per dire che ce ne sarebbero di più, di persone, se ne fossero presenti almeno una per ogni palazzo, buona, vero? Questo di tanta gloria oggi ci resta, il sarcasmo, questo a Voltri non mancherà mai, potremmo anche esportarlo.
Viaggiava anche questa per la Marta, sentitela: “ Fallu pure u portu d’Africa ma vegnighe a stà dentru “. Basta così.

15 aprile 2011 - Errare è umano.

Nel mio articolo dal titolo il Pianeta Amiantide, ho commesso errore: ho scritto una cosa non giusta e la ritratto ufficialmente. Il palazzo di Via Laigueglia: civici 5 e 7 è annualmente monitorato da amianto e garantito per anni 20 da una ditta specializzata alla bonifica. Ho avuto informazione dalla signorina Puppo che vi abita e questa ritrattazione le era dovuta e la ringrazio. Mi sono premurato di farlo subito dopo il chiarimento ricevuto.

12 aprile 2011 - Bolle il Ponente.

12 aprile 2011, i comitati del Ponente in Piazza del Municipio stanno distribuendo volantini sui quali si invitano i cittadini della “tripletta” municipale a partecipare in massa alla manifestazione e a portare una proposta per la riqualificazione del nostro territorio.
Ciò avverrà il 16 aprile 2011. Per la vivibilità a Ponente: basta Tir, usate la ferrovia. Con il raccordo ferroviario si elimina un milione di Tir/anno dalle strade. Niente Porto d’Africa. Via il Petrolchimico. Basta cemento sulle nostre spiagge. Il territorio lo difendiamo noi. Speriamo!
Arriverà anche Don Gallo! Questa non ci voleva!
Il foglietto però non parla di scrollarci di dosso la classe dirigente politica che addormenta, con la sua incapacità e incompetenza, con la sua faziosità settaria, con la sua intimidazione, ogni divenire, ogni entusiasmo di partenza. Non si potrà mai perdonare, al salone delle anime stanche, di voler distruggere proprio gli spiriti più forti e più nobili della nostra Storia a favore di mediocrità che niente hanno fatto per il Ponente.
Il Ponente non avrà mai pace, fino a quando non sarà distrutto in blocco proprio questo palinsesto, tutto il residuo assurdo di una utopia che appartiene al Novecento. Siamo sempre stati guidati da virtuosi animali medi e da uomini da gregge con il solo scopo del loro ego. Sabato pomeriggio chi ha remore partitiche se ne stia a casa perché, per l’occasione occorre “capa fresca”, per approfittare delle loro ore difficili e dei loro spossamenti, per stravolgere la loro orgogliosa sicurezza e tramutarla in inquietudine e angoscia, anche se, sicuramente, il palinsesto non si presenterà per non prendersi sulle spalle tutto il regret della popolazione, tutta la responsabilità di questa debacle politica sempre più probabile.
La parabola decadente è in caduta libera, saranno chieste delle dimissioni? Sabato lo sapremo.

8 aprile 2011 - Ultimi fatti di spiaggia.

La Società dei Pescatori Dilettanti di San Ambrogio lamenta che, da tempo le serrature delle casette vengono forzate, derubate, danneggiate con spesa di ripristino non indifferente.
Attualmente a tutto ciò si aggiunge la razzia di tutto ciò che di ligneo viene trovato come le pedane per docce , pedane per cabine elettriche, tavoli da cucina, cancellate, per essere bruciate ogni notte per il riscaldarsi di ubriaconi raminghi che si riuniscono sulla spiaggia intorno ad un grande falò, il tutto a poche diecine di metri dalla caserma dei carabinieri.
Oltretutto i falò sono proibiti. Questa società chiede soltanto qualche visita notturna dell’arma, in modo da scoraggiare questa gente ai quali ha sempre concesso asilo. Una società, questa, che si è sempre prodigata per la difesa dei valori voltresi, in tutti i modi, non ultimo le targhe bronzee dei quadri delle due chiese, le targhe per meritevoli storici nostrani, le varie mostre in difesa delle tradizioni, la pulizia della spiaggia.
Spero che questo messaggio del quale mi faccio latore, possa raggiungere il nostri tutori dell’ordine i quali non sono mai stati sordi a tali richiami.

7 aprile 2011 - Il pianeta Amiantide.

Filosofia di questo pianeta: un vaso di fiori messo sul davanzale di Piazza Lerda non è pericoloso finché spinto dal vento non cade sulla testa a qualcuno.
Un san-pietrino non è pericoloso finché spinto da una sgommata non colpisce qualcuno mandandolo all’ospedale. Così il nucleare e altre cose come l’amianto “Finché non si rompe, oppure che faccia la stalattite quando piove, non è pericoloso” questo lo dicono tutti quelli che incontro, tecnici, laureati, diplomati e così via.
Come legge la piscina, il bar di N.Da Voltri, il palazzo di Via Laigueglia, dovrebbero pagare il monitoraggio per contaminazione annuale, come del resto fa il condominio 2 di Via Giacomo Profumo che versa 128 Euro all’anno per avere in giardino una parete di eternit. Cifra che appare nell’amministrazione. Secondo le regole i soprannominati devono essere monitorati da qualcuno, ma questo qualcuno, dato il pessimo stato di rovina che si trovano dette tettoie, non monitora abbastanza, insomma, lascia alquanto a desiderare nei suoi controlli.
Viene il sospetto che i controlli non avvengano affatto e quindi si va contro le regole. Un dirigente sportivo mi fa notare che Custode e famiglia dormono sotto nuda tettoia di amianto, che due casse d’acqua sono in amianto e me le fa vedere.
Per assurdo tragicomico: un tizio ha preso la pensione da amianto e sta giocando a carte sotto una tettoia di amianto. Quella del bar è questione privata, quella della piscina è comunale, l’altro è ex comunale venduto agli inquilini, le vasche di San Ambrogio sono Arte. “ fino a che non si sbriciola non è pericoloso ma, se, quando si sbriciola non intervieni, quali guai mi fai passare? O lo togli o lo isoli, in entrambi i casi è costoso.
Costo per costo meglio toglierlo. Anche se non si sbriciola, i gabbiani lo beccano e il vento di Voltri fa liberare particelle che vanno su frutta e verdura e vanno su in cucina nelle casseruole. Oggi sono 3000 i morti di amianto annui, diminuiscono quelli da lavoro ma aumentano quelli urbani, causati dai tetti e dalle vasche. Preferisci risparmiare fino alla morte? Toglilo!!! ” (approfondire anche argomento su Internet).

31 marzo 2011 - Indignazione.

Si capisce che non bisogna odiare neanche il male, che si deve vivere sempre nei sentimenti positivi, che si deve assumere nelle parole e negli scritti la massima moderazione ma, questa prospettiva è possibile solo quando chi amministra non apre la via a stati che producono dolore, inquietudine, disillusione.
In questo caso non bisogna accettare il dolore! Quando il potere si incolla una maschera risorgimentale, 150 anni di unità, e fa gli elogi ai caduti per l’indipendenza e prende come punto di riferimento il Risorgimento come fonte di ogni bene, ci si può anche allineare, ma allineandomi devo avere delle pretese di coerenza.
Vergogna!!!
Non c’è stato un cane, dico un cane, del potere “tripletta” che sia salito su una scala a mettere una coccarda tricolore, dove? Sulla lapide che ricorda il martirio del garibaldino Pietro Traverso alla “Pellaia”.
Sulla lapide del capitano Giuseppe Firpo in Piazza Lerda. Sulla Lapide che ricorda il garibaldino Giacomo Profumo in Via San Ambrogio. Sulla lapide che ricorda il combattente morto in Crimea, Stefano Patrone a Cerusa. Sulla tomba del garibaldino Francesco Costaguta al cimitero del Leira. Sulla tomba del garibaldino Rafelli al cimitero del Leira.

28 marzo 2011 - Un apolide in Patria.

Sta succedendo a me una cosa terribile, quella che, dopo 1210 anni, mi sento straniero in patria; Infatti, tanti sono i secoli che i Boccone di mia parte abitano a Voltri, ...
in compagnia de: i Bozzano, i Biellato, i Recagno, gli Arado, i Magnano, i Maruffo, i Capello, i Dongo, Bellando ecc.
Vorrei che mi dicessero coloro che amministrano le cose nostre, quasi sempre gente non voltresi, come dovrei nomarmi: forse Settiminio, Ponentinio, Terzinio? A me capita di entrare in un paese, cittadina, città e vedere scritto, ad esempio: “ Novi Ligure città del Vino e della Focaccia “.
Per il vino niente da dire ma, per la focaccia potrei fare delle obiezioni, non credo proprio che sia migliore di quella nostrana. Ma i novesi fanno bene a vantarsi, hanno tutte le ragioni per farlo.
Ora proviamo noi a mettere un cartello: “ Ge-Voltri…della farinata, della focaccia, dei bianchetti “, cosa devo mettere al posto dei puntini? Insomma come vengo classificato: territorio, sito, sobborgo, quartiere, località? A me, di tutte queste denominazioni non ne va bene una e insisto che voglio avere una identità. Insisto che voglio incrementare il turismo. Insisto che non voglio il Porto d’Africa, insiste che non voglio niente di nucleare, container compreso.m ma come potrei lanciare qualcosa di attraente in questo modo: “ Ge-Voltri, Municipio VII Ponente, Focaccia e Farinata “

24 marzo 2011 - Sampietrini pericolosi in Piazza Lerda.

Non può sfuggire a nessuno il turpe abbandono in cui viene lasciata Piazza Lerda nel suo complesso: panchine rotte, giardinetti pieni di “rumenta” e frequentati dai rom oltre ché, da “leggere” nostrane.
I bambini di questa gente orinano nell’aiuola mentre qualcuno sta leggendo il giornale seduto su una panchina per cui, è costretto ad alzarsi e sparire.
Credevo però che l’unico pericolo per chi stanziava in piazza a fare due chiacchiere, fosse costituito dalle pallonate che i calciatori tirano appositamente in faccia ai passanti ma, da alcuni giorni ho dovuto, mio malgrado costatare che ne esiste uno più insidioso e qual è? E’ il sampietrino, quel cubo di pietra che pressato l’uno all’altro costituisce il pavimento della piazza.
In che modo è pericoloso? E’ pericoloso dove non dovrebbe esserci e precisamente ai confini con la strada D.G. Verità, in quella piccola area destinata allo scarico di merci. Quando i camion ripartono sgommando ne sollevano uno e lo scaraventano lontano 8 metri con una forza.
Uno è entrato nel negozio dei giornali (23 marzo alle ore 13), l’altro è passato a mezzo metro dalla gamba di una ragazza (24 marzo ore 17). A questi due episodi ho assistito personalmente e posso assicurare che sono rimasto allibito dalla velocità e dal botto secco all’impatto con il muro del palazzo.
Ora e per sempre dico basta con i “tappulli”, interventi drastici, immediati, prima che qualcuno ci rimetti una tibia o una caviglia. Sostituirli con uno strato di asfalto, meno bello esteticamente ma più sicuro. L’S.O.S. l’ho lanciato, spero che molti lo leggano e fra costoro, qualcuno delle autorità.


21 marzo 2011 - Buga, il fornaio.

Prima che la memoria del fornaio detto “Buga” sparisca completamente dal pianeta, vorrei stenderne un ritratto molto aderente.
Nel 1929 la famiglia Cavalli Javé, si sposta in Via Cialdini e affitta il forno a Buga. Si tratta del negozio dove ora esiste un pollivendolo, all’inizio di Via San Ambrogio lato destro. Egli era senz’altro genovese ma non voltrese, forse originario della Valle Polcevera anche se la parlata era gategasca. Abbastanza alto di statura era leggermente claudicante per una ferita di guerra. Aveva grembiule sempre macchiato di olio su una pancia leggermente prominente, era solito sostare davanti al negozio con sigaro in bocca e mani sui fianchi, fissando tutti con atto di sfida come se a lui tutti dovessero qualche cosa, non ultimo sentirsi in colpa di non entrare nel suo negozio e preferire i concorrenti.
Se entrava un ragazzo un tantino tosto che: “ Mi manda mia nonna, vuole una striscia di focaccia bella secca…”, risposta:” Dì a tua nonna che la focaccia la scelgo io, se la vuole, altrimenti…”. Altre volte ti guardava di sbieco mentre infornava la focaccia e ti apostrofava così: “ Cosa hai da guardare, sei sempre stato un morto di fame e ora hai un sacco di pretese? “. Negli anni Trenta era tifoso del Campione di ciclismo Leardo Guerra.
Dato che tutti tenevano per Binda lui doveva fare il contrario, Nel giorno della Milano Sanremo, metteva un cartello con su scritto oggi abbiamo il Pan di Guerra, una sua specialità di forma stranissima che sapeva di burro e rosmarino, doveva essere molto gradito perché ne vendeva moltissimo. Sempre in quel periodo il suo carattere gli portò dei guai. Passando un noto squadrista in divisa, sapendolo tifoso di Binda, lo apostrofò così:” Non darti tante arie che Guerra si avvicina a Sanremo e ti farà tremare le ginocchia “ col doppio senso che la guerra dalla Francia si avvicina. Il giorno dopo dovette presentarsi alla Casa del Fascio davanti al federale. – Quindi voi supponete, voi sapete, voi siete in contatto con servizi francesi di difesa— Non mai, io parlavo di Guerra il ciclista— Non fate dello spirito, Sechi porta la medicina— Ma io sto bene non ho bisogno, vado bene di corpo—Non è vero, tu la fai rossa, sei da purgare, bevi questo ricino e va al cesso.
Nel 1954 trovandomi all’ospedale per le tonsille, Buga era poco distante da me di letto e raramente rivolgeva la parola agli altri ricoverati i quali, malgrado ciò, lo tenevano in considerazione e gli offrivano biscotti e altre cose ma lui sempre rifiutava. Ce l’aveva con i comunisti che avevano venduto farina alla Borsa Nera. Ce l’aveva con i preti e massime con gli infermieri che non facevano il loro dovere.
Quando mi dimisero, con mio padre lo salutammo: “ Se vedemmo in scia Ciazza du scà “.
Non lo vedemmo più!


20 marzo 2011 - Ecce Homo?

Potrebbe essere il Consigliere comunale Alessio Piana voltrese puro sangue da diverse generazioni. Suo padre da ragazzino abitava in Piazza Lerda, ben lo ricordo che da grande faceva il Vigile Urbano. Una sera di anni fa mi fu presentato da Angelo Priano (dell’omonima pasticceria) allorché lui giovanissimo si presentava candidato per la Lega Nord.
L’impressione che ne ho avuta è quella di un collegiale diventato grande all’improvviso e che, per intercessione di Angelo, volesse qualche consiglio da un attempato Free Lance (almeno, così mi qualificano). Istintivamente, dato che nei discorsi mi sembrava sinistrorso gli consigliai di buttarsi nel Pds, perché era più facile inserirsi nella lotta per un posto al sole, dato che l’elettorato voltrese, da un secolo vota secondo questa tendenza. Lui mi rispose che era sicuro che sia Crevari che la Val Cerusa lo avrebbero votato e così è stato; oggi Alessio è a Tursi e si fa sentire.
Voltri ha un suo rappresentante, intendo dire qualcuno che si interessa di Voltri, perché non considero voltrese chi dice:” Ormai fa tutto parte di Genova e così anche Voltri “ . Piana al contrario si è interessato di fognature per Fabbriche, di una frana in Serrea, delle fogne di Cerusa, di una strada da fare nel cuore di Fabbriche mentre oggi, sfatando l’opinione che la Lega è statica sul nostro territorio, si impegna a parlare della (lasciatemi dire) “ spasseggiata” e chiede a che serve quella striscia di scogli messa di fianco ad essa con la massima scapigliatura, senza nessun cartello esplicativo, senza sapere chi mette i soldi, senza sapere chi ha deciso, senza chiedere a chi non sa, dato che in Municipio a Voltri, dicono di essere all’oscuro di ciò che avviene sotto le loro finestre.
Sotto le loro finestre v’è amianto e pure in questo caso nessuno si affaccia a guardare, nessuno risponde agli appelli. Alessio è contro il Porto d’Africa, è contro, spero, il Nucleare. Alessio è molto preoccupato per Fabbriche, per l’abbandono in cui è stata lasciata a marcire tutta la sua valle e la difende coi denti.


17 marzo 2011 - Lega, non ti capisco.

Un partito che a Voltri si becca il 10%, circa dei votanti, potrebbe avere sul territorio qualcuno come il Consigliere comunale Alessio Piana, ad esempio, che ci spieghi con i mezzi che ha a sua disposizione (conferenze, giornali locali, assemblee, siti web) il futuro geografico e amministrativo della Liguria e in particolare di Voltri nell’ambito di un imminente da loro sempre auspicato Federalismo?
Immagino che la Regione Liguria resti autonoma e non conglobata al Piemonte, come ho sentito sussurrare da molti. Dato ciò per scontato, saranno riconfermate le 4 provincie? Penso di si, quasi certamente.
Il Comune e i municipi, in particolare la tripletta municipale dove noi voltresi siamo in minoranza come numero di rappresentanti (quasi inesistenti) saranno riconfermati? Una corrente di pensiero, dovrebbe avere già pianificate queste cose. Sembra, quasi certamente che, dato che il baricentro si trova in Padania, voi leghisti liguri siate in difficoltà periferica, sudditi di un potere centrale! In questo caso avreste le mani impigliate nei reticoli dell’impossibilità a procedere autonomamente.
Se le tasse dei voltresi non andranno più a Roma, andranno comunque a Genova? Quale sarebbe la convenienza pratica, tattile, palpabile per Voltri, in un Federalismo regionale da voi auspicato ma governato quasi certamente dalla sinistra?
Ditemelooo! Prendete la sfera di cristallo e, ditemelooo!
E’ più che doveroso rispondere, fateci capire che esistete anche da noi oltre a Piana, convinceteci sulle convenienze, siamo stufi di ideologie altrimenti, “le chiacchiere si scontreranno con la realtà” e il vostro sarà soltanto il sogno prima della grande notte, prima del silenzio definitivo.


10 marzo 2011 - Ri-passeggiata.

Giovedi 10 ore 12 arriva Tg3 sulla passeggiata, il Comitato è presente con Carlo Calcagno e Umberto Mongiardini. Una diecina di persone, i soliti che hanno a cuore più il territorio dove vivono, che ascoltare eternamente chimere politiche. Questi 4 gatti gesticolano, recitano una parte realistica, parlano ad alta voce criticando negativamente il lavoro che si sta svolgendo: “ la massicciata davanti alla passeggiata “.
Ma in che consiste? Consiste in una linea di scogli, costosissimi, almeno si suppone dato che non esiste cartello di costo e intenzioni varie, scopi, responsabilità, ecc., che limitano la spiaggia e soprattutto, imprigionano il calpestio di legno in tale guisa che, quando ci fossero da fare delle riparazioni, e ci sarebbero da fare necessariamente, non si potrebbe accedervi liberamente . Si fa presente che ogni scoglio agisce sulla soffice sabbia con una pressione specifica di valore elevato e, in caso certo, di contatto con l’acqua, si prevede che affondi nel “ molle “ sottostante. Si ha l’impressione che non si vogliano studiare soluzioni drastiche, decisive. Si va secondo tentativo.Tutti abbiamo lavorato e sappiamo il sollievo di sentirsi dire: “ Vai tranquillo, tanto è provvisorio poi, lo faremo definitivamente “.
Le intenzioni non le conosciamo, gli interlocutori municipali si tengono a distanza, i Consiglieri di opposizione sono tutti di Pegli e non si fanno coinvolgere, non hanno interesse. Le nostre virtù sono condizionate, sono provocate dalla nostra debolezza di non esistere come Comune a sé. L’ inconsapevole effetto della decadenza si è impadronito sinanche di ogni forza organizzatrice dei Comitati che non riescono più a trascinare la massa.
Insomma, la vita coloniale fa comodo, Merlo, Vincenzi, Burlando, sono i colonizzatori e non sono tenuti a dare spiegazioni ai sudditi: prendi e taci, accettala anche sgangherata, la linea di massi è fatta perché non si sgangheri ulteriormente, quando arrivi sulle bugne fai finta di niente, mugugna un tantino e basta, tienitela così.



Nota del webmaster Mauro: Normalmente non mi intrometto in questa pagina che lascio alla piena gestione del bravo Andrea Boccone, ma questa volta un piccolo appunto lo voglio fare anche io.
In queste note di Andrea si leggono spesso sempre gli stessi nomi dei voltresi che cercano di fare qualcosa per Voltri (Mongiardino, i Comitati, ecc....), mi domando perchè non utilizzino questi strumenti - sito di Voltri e forum di Voltri - che metto a disposizione gratuitamente? Altre delegazioni farebbero i salti mortali per averli a disposizione e i voltresi organizzati in associazioni e comitati non li usano.
I comitati del Ponente mi hanno chiesto di riservare loro una pagina del sito ed è più di un anno che è desolatamente ferma.
C'è il forum di Voltri che è molto utilizzato da privati cittadini per sottoporre i problemi voltresi e le associazioni e i comitati non lo usano.
Non ho parole ....... grazie Andrea per avermi lasciato lo spazio per questo sfogo.
Mauro Mantero

9 marzo 2011 - Movimento Ponente Unito.

Esiste, sembra impossibile, un gruppo nichilista che ne ha le scatole piene dei partiti politici, un movimento ponentino apartitico numeroso che si pone al di sopra dei comitati in quanto essi ritenuti compromessi con i partiti politici del Ponente VII.
Si sono riuniti, il 4 marzo 2011 alla biblioteca comunale di Voltri e hanno esposto le loro tesi alquanto confusamente per cui, mi viene male spiegarle al lettore. Infatti erano presenti due signore del gruppo Comitato Bisagno che fornivano la ricetta per vincere come è capitato a loro su diverse questioni affrontate contro la Vincenzi. Gli ingredienti sono: antipartitismo, coesione di tutti i quartieri e di tutte le parrocchie nonché tutti i bottegai, opporsi numerosi con le idee chiare di non mollare ad oltranza, nessun campanilismo fra Marassi, Borgoratti, Molasana, Staglieno.
Le due esperte hanno poi sconsigliato di votare per la classe dirigente in corso o addirittura di non votare. Il nuovo movimento che spontaneamente si è venuto a formare, dovrebbe saldare insieme gente di Multedo, Pegli, Prà, Palmaro, Voltri, Vesima, Cep, per opporsi contro le decisioni delle autorità allorquando, tali progetti, non sono graditi al popolo, come ad esempio, il Porto d’Africa. Oppure il fare fronte comune contro l’amianto esistente sul territorio. Oppure, ancora, per il container radiativo.
Questi tre argomenti sono stati condivisi da tutti perché di estrema importanza per tutti ma, la magagna esce fuori quando? Quando si espongono fatti che hanno importanza soltanto settoriale. Come sensibilizzare, ad esempio, un “membro” di Multedo che occorre sbloccare una pratica di una lapide che giace da anni in un cassetto perché i politici l’hanno fermata senza dare spiegazioni ufficiali ma, da bracconieri da sottobosco esterni al Palazzo? E allo stesso, come muovere un membro di Pegli per fare riparare le panchine di una piazza di Voltri (rotte da anni) e viceversa?
Se saranno in grado di rispondere a questi quesiti, lo sapremo alla prossima riunione indetta in quel di Pegli il 18 marzo 2011. La sala era piena e non mancavano i giovani esclusi dalla eventuale scalata politica, dato che il Movimento non parla affatto di gerarchie, tanto che chi scrive si è trovato seduto al tavolo degli oratori, suo malgrado.
Mancavano quasi completamente i cittadini di Voltri, trattenuti dalla loro costante inerzia menefreghista di fronte a tutto ciò che esula dalla fede politica e da tutto ciò che sarebbe di convenienza per se stessi e per il loro territorio. Abbiamo quello che ci meritiamo e che abbiamo seminato: NIENTE! Se non ci fossero i precedenti della Val Bisagno, direi (riguardo al Movimento) di trovarmi su un altro pianeta, dove gli abitanti sono pieni di buoni propositi ma, quando devono metterli in pratica sulla terra tutto diventa impossibile. E’ anche una questione etnica di radici.
Ricordo a tutti che nel 1746, il Capitaneato del Bisagno ha dato il maggior contributo di sangue alla guerra contro l’invasore austro piemontese, perciò non mi meraviglia che abbiano battuto la Vincenzi in diverse battaglie amministrative. Su questo campo, quello “battagliero” e compatto dei ponentini, nutro parecchi dubbi.
Ponente Unito.
L’incostanza, la transumanza , le municipalità, l’ambiguità, minano la volontà di partenza di ogni iniziativa, sono il livellamento elevato a morale

6 marzo 2011 - La transumanza sai la porta il vento.

La transumanza politica, quel passare da una corrente di partito all’altro, è certamente un effetto della decadenza ma’ può essere foriera di qualche utilità, diciamo che si tratta di un utile dannoso che in parte va a scapito della credibilità degli ormai poco onorevoli “ pastori “.
Vediamo la nostra Sindaco nei panni di una pastorella che senza aspettare il settembre della campagna elettorale 2012, dopo il rifiuto del presidente Bernini, transuma dai campi del Pdl ai banchi della Giunta di Tursi il presidente municipale, Ottonello Pasquale. La transumatrice Sindaco e l’Assessore si troveranno così a brucare la stessa erba, mentre sino a una settimana fa, se la disputavano su campi diversi e antagonisti, segnati dal confine non solo di campagna elettorale ma soprattutto da quelli della coerenza e della lealtà.
Questo stato di cose che avviene anche a Montecitorio rende sempre meno credibile l’operato di chi abbiamo votato e, fatto positivo, disorienta e inquieta la popolazione che sempre più si convince che il votare è inutile. Sia ben inteso, per i meno informati, che non si tratta di Ottonello (Pionono) nostro voltrese ch’è rimasto, lui, fedele a chi lo ha votato, ci tiene a farlo presente! Per tutta questa nausea del vivere male che, il 4 di marzo 2011, presso la biblioteca comunale di Voltri, un gruppo ben nutrito di “nichilisti” si è riunito nell’intento di formare un movimento apolitico, apartitico per deliberare sulle questioni scottanti in difesa del Ponente. Hanno parlato di amianto, di Porto d’Africa, di Gronda ma, la foga degli interventi minati da alcuni non ancora sopiti campanilismi ha creato un po di confusione ma, il 18 a Pegli si riuniranno con idee più chiare.
“Chi ha paura del Voltrese cattivo ?” è il titolo di un articolo del direttore del nostro mensile che, dopo la “sterzata”, ha smesso di fare “linguetta” e sta ricevendo velate minacce: “ Lei non sa chi sono io “.
Lazzari e scagnozzi sono ritornati e si sono messi all’opera a loro più congeniale: la minaccia e lo spionaggio. Gli apartitici si stanno scuotendo: Il nuovo movimento non vuole altri municipi perché, dicono, che l’unione fa la forza. Vedremo che sviluppi prende la cosa, le intenzioni sono buone, i dubbi di riuscita sono molti.

10 febbraio 2011 - Comica a Palazzo, recita il microfono...

Mercoledì 9 febbraio ore 9 arriva Sessarego e compagni per spiegare le ragioni delle modifiche A.M.T. dei percorsi e intensità dei bus.
Ne abbiamo già parlato l’1 fino a Sestri poi, si cambia per giungere a Caricamento. L’argomento importantissimo quello grafico non si è potuto capire in quanto non funzionavano i microfoni sui tavoli o meglio, funzionavano a fase alternata: uno si due no.
Il signor A.M.T. parlava 5 secondi e si fermava fino a quando Avvenente non dava con le dita un colpetto al suo di microfono, a furia di colpetti spero che abbiano poi terminato il discorso in quanto, io e altri abbiamo abbandonato. Questa dei microfoni è una tragica barzelletta; sono passati 10 anni da quando, iratissimo Avvenente chiese in pubblico ai discendenti di Meucci, Marconi, Righi, di riparare a quella patetica sistemazione.
Un oratore parla, non si sente. “ Prendi prova con il mio” si sente dire, mentre i fili si aggrovigliano. “ Spostati non arriva il filo, vieni qui, prendi il mio posto “ mentre il filo si tira e passa sotto gli altri. “ riprendo, dicevamo, insomma cosa dicevamo? “. Il mattino seguente ci si rende conto del groviglio, del caos, delle curve, degli archi penzolanti.
Cari lettori, se volete ridere assistete a una riunione, io ho riso meno per i 3 uomini in barca di Jerome Klapka Jerome, però mancava il cane sotto il tavolo.
Provvederanno i “manutentori” municipali? E’ valido anche un bastardino, non sforzatevi.

9 febbraio 2011 - Sostenibilità.

Il Sindaco Marta Vincenzi a Malaga ha parlato con gli europei di progetto sostenibile per l’apple Voltri.
Sostenibile o compatibile? Si chiedono i raziocinanti voltresi, coloro che almeno superficialmente seguono il futuribile che Merlo Margini e compagnia ci propongono continuamente.
Un progetto di ché e dove se ormai tutto il territorio della piccola mela periferica è occupato da cemento? Futuribile a quando? Abbiamo già il futuro saturo di progetti che, se affrontati contemporaneamente, non troveranno spazio e tempo per realizzarli vedi Gronda, Verrina, Stazione, Porto. Ci picchieremo dentro l’un l’altro come in una babele. Progetti dei quali abbiamo esposto le impossibilità tecniche e non abbiamo mai avuto risposte adeguate e convincenti.
Se il nuovo progetto dovrà tenere conto dei progetti di cui sopra, entrare a piantare fragole in un campo già occupato dai cavoli, rose in mezzo alle ortiche, non sarà un progetto ma il solito “impiastro”.
Un progetto deve essere generale, deve disporre di un campo coltivabile pulito, deve essere completo, tanto di disegni, tanto di camion, tanto di treno, tanto di materiale, tanto di tempo di consegna, tanto di costo, tanto di imprevisto. Lo presentino un tale elaborato progetto potremo cominciare a prenderli sul serio.

6 febbraio 2011 - Servizi e comfort.

Quanto siamo umani! Accontentarsi degli uomini e aprire ospitalmente il proprio cuore, essere disponibili: questo è umano. Ci si interroghi prima di prendere decisioni: “ Ho pensato a tutte le possibilità di riuscita? Mi sono messo nei panni di chi fruisce del mio servizio? “.
Caro ottantenne di Fabbriche se vuoi rinnovare la patente per la durata di 2 anni, devi programmarti un viaggio fino a Quarto al Mare. Dovrai svegliarti alle 5,30 fare colazione, aspettare il bus, arrivare a Voltri Station, aspettare il treno per Recco, arrivato quivi cercare l’ufficio, il seguito burocratico è talmente complicato che non riesco a spiegarlo. Se non ti ricoverano prima il ritorno a Fabbriche sarà nel pomeriggio avanzato. Se prendi il pulman devi partire la sera prima specie ora che per premiarci, il numero 1 ferma a Sestri, e per prenderci in giro ancora di più hanno portato il costo ad 1,5 Euro ma, in compenso però, hanno ridotto il numero delle corse.
Come ho già detto il voltrese è cinico, sta fermo, aspetta sempre che qualcuno si muova prima di lui, se nessuno si muove, vuole dire che meritiamo tutta la …che ci buttano addosso. La pusillanimità è talmente diffusa che si aspetta che si muova il Comitato (certo, cosa c’è a fare?) come se questo fosse un’organizzazione imponente da delegargli tutti i problemi: ma siamo matti? Continua l’attraversamento Pam senza semaforo e continuano gli incidenti. Continuano i fari del campo a rompere la retina. Continuano a mancare le luci della passeggiata. Continua l’amianto sulla piscina comunale, sulla tettoia presso il mercato orto fruttifero, in Via Laigueglia.
Persistono casse d’acqua all’amianto in Via S. Ambrogio (albergo bruciato). Continuiamo a legare con spago le spalliere delle panchine in Piazza Lerda. Continuano a c…sui vestiti i colombi in Vico del Granaio. Continuano a giocare a calcio in Piazza Lerda. Il Votrese, giornale finalmente incisivo, denuncia quel muro in lamiera che il guardo esclude nello scalo ferroviario e lo definisce inutile, eccessivo, ingombrante, anti estetico, inquietante, “ Fa schifo ” mi dice un tale che abita nel palazzo di fronte. Le autorità ce la mettono tutta per fare il contrario di ciò che si chiede loro; se così non fosse ci governeremmo da soli e loro sarebbero disoccupati. Per questo motivo vi invito mercoledì 9 febbraio in Municipio alle ore 20 per suggerire al Consiglio cose anti logiche per avere risposte logiche come: “ Quel muro non è abbastanza alto aggiungiamone ancora un metro, il metrò mettetelo più distante possibile dal centro, non ripristinate le luci sulla passeggiata, non riparate le panchine.


26 gennaio 2011 - Nuova difesa a mare.

Buttato giù il capannone, si sta lavorando alacremente a togliere il residuo e a spianare per fare ché?
Si auspica il posteggio per i bagnanti e i residenti ma, corre voce che vi traccino una “gincana” per una scuola guida. Non siamo d’accordo in molti per quest’ultima soluzione! Avremo le solite sorprese?
Occorre dare aggio ai turisti pendolari e al popolo, quelli che non possono permettersi Sardegna e isole varie. Questa spiaggia libera si presta moltissimo al turismo di massa.
Mentre scrivo, 25 gennaio 2011, qualcuno con semovente sposta degli scogli e divide la spiaggia in due aree separate, rovinandola e rendendola inospitale. Si chiedono informazioni in Municipio e nessuno sa niente, arriva l’Assessore del Sociale Rosa Morlé, anche lei è all’oscuro, ritorna in ufficio per informarsi telefonicamente con la capitaneria.
Voltresi svegliamoci, non possiamo continuare con questo sistema logoro e impotente; ancora una volta e per sempre, occorre “Autonomia”, non può un Assessore essere all’oscuro di ciò che avviene sotto i suoi occhi. Occorrono dei responsabili diretti, così è troppo comodo amministrare. In questo modo la colpa è sempre degli altri e noi ci troviamo con un tutto fatto. Ma come è possibile, del resto, anche volendo, controllare 3 cittadine separate, ognuna con problemi diversi e non condivisibili? Umberto Mongiardini dice: “ La cosa che ci sorprende , è che la Vincenzi aveva promesso la scogliera sofolta e invece…eccoci qua, spiazzati e attoniti, a constatare che ogni giorno da noi le negatività non mancano, gli errori, nemmeno “.

25 gennaio 2011 - Via Cialdini da Voltri.

E’ senz’altro un gioco di parole questo titolo dell’articolo.
Un amico calabrese mi dice di avere ripugnanza ad abitare in una via dedicata ad un massacratore del suo popolo, quello calabrese.
Storicamente detesto il generale più di lui per tanti motivi. Tecnicamente perché con un esercito enorme si è fatto sconfiggere da una cavalleria austriaca di tanto valore ma di numero dieci volte inferiore alla sua, quella del principe Alberto d’ Asburgo e questo accadde nel 1866 a Custoza. Prima di ciò aveva sconfitto i francesi a Castelfidardo nel 1860. In scala valori monarchici veniva secondo dopo il re Vittorio Emanuele II. Questo era il personaggio.
Veniamo ai fatti del 1863 di Calabria dove gli sbandati dell’esercito del borbone scacciati da Roma dove si erano rifugiati assieme al loro re Francesco, non trovarono altro lavoro che quello di darsi alla macchia e colpire le nuove istituzioni italiane. Il popolo diede loro una mano. Dopo alcuni mesi si sarebbe formato nuovamente il Regno delle Due Sicilie (magari! mi dice un amico). Che fare? Garibaldi rifiutò di ritornare nel Sud per una causa tanto impopolare. E’ come quando un gruppo di amici allevano un maiale, ci si affezionano e, quando e’ il momento di sgozzarlo nessuno vuole farlo. Anche i boia hanno un’anima ma è il loro mestiere, quindi il Re decise per Cialdini.
Arrivato sul posto si è trovato dinanzi ad una rivoluzione e l’ha sedata nel sangue. Le chiese calabresi hanno le cripte piene delle ossa di quelli che oggi sono chiamati i partigiani del Sud e fra essi donne e bambini innocenti. Ritornato al Nord Cialdini fu insignito dal re di molte onorificenze.
Molte vie d’Italia portano il suo nome, quasi tutta Italia non le vuole più, il suo ricordo è una offesa per la repubblica. Questo laqué dei Savoia non merita rispetto ma fa parte della Storia, togliendo lui bisognerebbe togliere La Marmora e il Vittorio Emanuele stesso, il peggiore di tutti, poi passare agli altri. La grida è: “Calabresi di Voltri unitevi, fate una petizione, presentatela al Municipio VII.; Avvenente la terrà nel cassetto fino a che non la renderete una cosa seria poi, la passerà alla Vincenzi, da qui a Burlando, da qui alla toponomastica. Arrivata qui non c’è santo di smuoverla”.

20 gennaio 2011 - Domenica in passeggiata.

Domenica 16 gennaio 2011, il primo giorno di sole finalmente è arrivato.
Ore 16 mi siedo in passeggiata nella prima panchina all’entrata. Mi sono preso la libertà di osservare l’emozione di chi entra e vede il sole che si arrossa prima di tramontare oltre i Capi della Riviera: scorgo la gente sorpresa, commossa da quella vista improvvisa, abbagliante. “Chi si immaginava che a Voltri…”
Cittadini che arrivano da Masone, da Rivarolo, Borzoli, Sestri, trovano ampio posteggio ed è subito mare. Noi tocchiamo con mano tutte le nostre calamità ignorando sempre il modo di ristorarle; fatto è che ci sono tutti i presupposti per un boom che ci trova impreparati, bisogna sfruttarlo in qualche modo: occorrono altri 3 bar lungo la passeggiata, alberi frondosi sul percorso, moli di protezione dal mare.
Possibilità, abbiamo, di raddoppiare il posteggio auto ora che abbiamo abbattuto il capannone, prerogativa principale per attirare turismo di massa pendolare su una spiaggia enorme, unica, capace del fabbisogno di tutto il Ponente. Occorre passeggiata anche a Levante, in San Ambrogio. Il voltrese è cosciente del fatto che la spiaggia sta crescendo a Ponente e sta per raccordarsi con il mulino di Crevari? Non è segno questo che la natura sta dalla nostra parte?
Sapevate che 7000 persone possono contare ognuno su 10 metri quadrati di spiaggia? Non male, vero? come ospitalità non c’è male. Occorrono più posteggi e l’avremo da ché il capannone cadde. Occorre difese a mare e le avremo. Occorre un treno ogni 5 minuti e l’avremo, ma bisogna fare presto.
Porto d’Africa, non ci servi. 675 posti fra venti anni, non ci servono. I posti di lavoro usciranno spontanei, basta che arrivino le idee, figlie della necessità. Non ci interessa essere i migliori è la condizione, le situazioni, il destino che ci renderà tali se sapremo prendere al volo l’occasione irripetibile.

15 gennaio 2011 - Un altro muro.

Sono cominciati i lavori per lo Scalo Ferroviario. Non ho ancora visto alcun disegno del come, quello che vedono i miei occhi, quella parete color verdone che il guardo esclude, non mi piace; avrei preferito qualcosa che lasciasse passare la luce, se poi penso che fra pochi giorni o notti, arriveranno i monelli pittori che sotto gli occhi della caserma si permetteranno ogni sfogo artistico impunemente, mi inquieto veramente.
Mi chiedo, ancora una volta: ”E’ del tutto da abbandonare l’idea di avere il capo linea del Métrò in Piazza Lerda?”, penso proprio di si. Ma come era possibile che fossimo esauditi? Chi se ne frega oggi e sempre dei bisogni dei cittadini?

6 gennaio 2011 - Fine di Baldo.

Ubaldo Conforti si è spento il 5 gennaio 2011 all’età di 84 anni. Nel rispetto delle sue volontà, il funerale si svolgerà in forma civile. Baldo come tutti lo chiamavamo era loquace, simpatico, amante del teatro, storico, ex pallanuotista... ma anche ex partigiano? Si certamente, mi ricordo di averlo visto girare armato il 25 aprile 1945 lui diciottenne e io di anni 7. Insomma una bella figura storica.
I Conforti, usando un gozzo a motore dei Priano “Ciubulli” furono fra i protagonisti dell’Operazione Otto con la quale, raggiunta dopo varie peripezie di rotte marine, evitando la vigilanza tedesca, la Corsica, si stabilì un primo ponte fra gli inglesi e i partigiani genovesi. Con quella operazione, la Resistenza genovese divenne credibile e degna di essere rifornita di armi e viveri.
Alla famiglia vada tutto il cordoglio nel Sito Voltri Web.

30 dicembre 2010 - Natale 1899.

La sera della vigilia di Natale, le operaie del lanificio Gaggero dai Beruin, lavoravano fino alle ore 19.
Smesso il lavoro, dedicavano un’altra ora per mettersi in ordine, indossare il vestito della festa, agghindarsi con i gioielli della nonna, organizzare il corteo.
Sul ponte a Leira, nel frattempo i giovanotti le stanno aspettando con ansia. Parte il corteo dai Beruin; quando giunge a 30 metri dal ponte, le ragazze intonano “tu scendi dalle stelle”, i giovanotti si accalcano per incontrare sguardi di intesa, il corteo curva a sinistra, si dirige verso la chiesa per la messa di mezza notte.
Batte l’una, la messa è finita, ogni ragazza esce al braccio dei genitori, i giovanotti che avevano ricevuto sguardi ritornano per la conferma. Qualcuno in settimana, indosserà il doppio petto e si recherà a chiedere la mano della ragazza che lo aveva scelto con una rapida occhiata.


30 dicembre 2010 - Stalin di neve.

Bertin Canepa, eroe partigiano, guarda cadere la neve dai vetri del Bar;
si rivolge a noi giovanissimi:” Ragazzi, se continua così, si potrebbe fare Stalin alto due metri, che ne dite? “. Dopo un’ora uscimmo con le pale e in breve alzammo un cubo di 1,5 metri di lato cosicché, quando giunse il compagno Bertin con scala e spatola, il piedistallo era già pronto.
Da una sfera di neve, rapidamente, l’improvvisato scultore si avvicinò molto al soggetto ma, a caratterizzarlo intervenne il pittore Cecco Profumo. Arriva Don Gnecco e:” Chi sarebbe costui? “ Il partigiano Bina risponde:” aspetta un secondo “, prende un cartello, lo risvolta e appare scritto Vissarianovich Stalin. “ Ecco chi è, pretino “ e lui di rimando:” Occhio che fa rima con cretino “.
Il giorno dopo, il sole sciolse la scultura poco a poco. Alcuni mesi dopo Stalin morì veramente!!! E noi cademmo nella costernazione. Un anno dopo Krusciev ne demolì anche il mito al congresso di Mosca. Tutti sbandammo, qualcuno pianse, Bina, Bertin e altri strapparono la tessera.
I vecchi socialisti con la pipa nei denti ci derisero:” Se nevicasse, potreste fare il bis, belinuin “.

29 dicembre 2010 - Fari, ha ragione il Voltrese.

Ho letto l’ultimo numero del Voltrese riguardo i fari del campo sportivo e mi associo alla lamentela di molti cittadini che si trovano riflesse nella Tv le loro violente luci azzurrognole. Insomma sono contento per gli amici sportivi per il nuovo impianto ma, non riesco a sopportare quelle persistenti presenze, specie quando sono a tavola per la cena. E’ gioco forza chiudere le persiane e non mi sembra giusto, dopo tanti anni che abito in Via Alassio! Le novità e modernità ben vengano ma questa, non ci voleva proprio.
29 dicembre 2010 - Il Voltrese e la Vincenzi.

Talvolta il valore di un giornale è dato da ciò che con esso si ottiene, non in ciò che si paga in energie per farlo uscire mensilmente. E’ inutile darsi un gran da fare, è il risultato che conta. La volontà di essere se stessi, di risaltare, di tenere le distanze crea la “personalità” del giornalista, anche se lavora in gruppo. Il fatto della Vincenzi è accaduto non incidentalmente ma, perché presentato con un certo sussiego, forse con una mal celata subordinazione politica. Con il senno di poi, era meglio ostentare senza porgere, ma è “acqua passata”.
Questo giornale sta diventando necessario e per tante ragioni dovrebbe uscire almeno due volte al mese per fare da tramite fra il cittadino e il Consiglio di Amministrazione: il cittadino nostrano da anni vota e non si interessa poi di che cosa stanno facendo coloro a cui ha dato il voto, ha votato e il suo voto dove è andato? Dove? Se in Consiglio non esistiamo punto?
Questo è un tasto che il Voltrese sta battendo. Bene, benissimo. Auguri di un buon 2011.
18 dicembre 2010 - Perché a Voltri non si previene?

Se fossi a capo decisionale di Arte, butterei giù ciò che resta del rudere di quel rudere d’albergo residuo esistente in Via San Ambrogio.
La mia paura è che siano i ponteggi di sostegno più pericolosi della struttura che dovrebbero proteggere! Per non parlar dei topi.
Se allo stesso, fossi in Authority, smonterei il capannone marcio sulla passeggiata. Questo come prevenzione.
Se fossi all’Urbanistica sistemerei un semaforo dalla Pam, prima che...incrocio le dita.
Se ci fosse stata prevenzione, l’appartamento del mio “vicino”, così scapigliato, oggi in vacanza neuro, non sarebbe andato in fiamme.
Se ci fosse stata prevenzione in Via Ventimiglia, mia cugina Franca non sarebbe stata investita e farebbe il Natale con i suoi.
Se ci fosse stata prevenzione non ci sarebbero più tetti e tettoie di amianto.
Se ci fosse stata prevenzione, la passeggiata non sarebbe “sgangherata” come è attualmente.
Se si ascoltassero i cittadini la “Metrò” farebbe capolinea in Piazza Lerda vicino alla caserma. Ebbene, io scommetto con chiunque che la sistemeranno nel punto più scomodo possibile e diranno che la soluzione è scaturita da un dibattito pubblico.
Il dibattito pubblico del Centro verso noi, è una formula trabocchetto non basata sul si o sul no, ma sul come vorresti che fosse, dando per scontato che si farà comunque. Faccio un esempio. -Tu cittadino preferisci una bella torre alta e snella oppure un casermone basso dello stesso volume? - Ne uno nell’altro- e no, così non puoi rispondere- Vuoi l’avanzamento del porto così, oppure così ?- non voglio nessun avanzamento- e no, così non vale. -Se fai il bravo ti do il Porto d’Africa- Tienitelo, uno già esiste a Sampierdarena- Così non vale, hai letto Luigi Mori sull’ Avvisatore Marittimo-. Ti do il porto dei pescatori- Anche questo? Ti prego non darmi più niente! Grazie- Ti faccio un “carotage” sul tuo terreno, serve per la Gronda – Quanto mi dai?- Niente- Allora non lo fare-. Insomma quanto a lungo dovrà durare questa sottomissione vassallesca?


13 dicembre 2010 - Comune di Mele sei bello.

Recentemente mi sono recato a Mele a pranzare da “u Gigiun”, previo una passeggiata prima di entrare nella trattoria.
Durante le giornate ottobrine di tramontana fredda, Mele appare splendente, specialmente a mezzo il giorno, quando nessuno incontri per strada. Un paesaggio metafisico ci viene incontro: tutto tace, le persiane sono chiuse, le strade sono pulite, le auto diligentemente posteggiate, le facciate delle case, della scuola, del Municipio, sembrano ridipinte di fresco.
Ci si chiede se questo Comune a Sé, possieda in cassa tanti soldi da permettersi diecine di operatori ecologici, la risposta è:”ne abbiamo uno soltanto”. Persino il cimitero è da fare invidia per ordine e pulizia, insomma siamo su un altro pianeta. Quelle due mole da cartiera che costituiscono un monumento al lavoro “paperaio”, erano da me in precedenza, proposte per Voltri, una in Via San Ambrogio nell’angolo delle chiesa, una in Piazza Lerda che doveva fare anche da rottura ai giocatori di pallone in piazza. La proposta fu bocciata dalla presidente del Comitato Gàttega a cui gli amministratori diedero ragione e con loro le mamme dei calciatori; infatti oggi la piazza è un campo di calcio e la signora non abita più a Voltri. Va bene?
Benedetto Bottino, detto Pionono, che era proprietario delle due mole, mi disse:” se non sei capace di importi, se danno più credito a quella signora che a te, io le porto a Mele entrambe, mi avete stufato… “, in men che non si dica, a Mele le hanno onorate con una aiuola, così è stato e oggi costituiscono un polo di attrazione per il paese. Complimenti al “Pionono” industriale cartario attaccato alle tradizioni del nostro territorio.


5 dicembre 2010 - Precisazione.

Ho preso il sito del giornale “Il Voltrese”, ho visto un articolo tratto da “Il Giornale” dal titolo “Voltresi grandi bevitori di vino, una scoperta del tempo dei Dogi” datato martedì 8 gennaio 2008.
Mi sento nel diritto di informare i miei lettori che io sono l’autore dell’articolo in oggetto, anche se è firmato: Redazione.
Ringrazio comunque chi lo ha messo sul sito come ringrazio pure della pubblicità data al libro “Artisti Voltresi “ del quale sono coautore.

4 dicembre 2010 - Balilla elastico.

Da quel lontano dicembre 1746, il Balilla fu dimenticato per 100 anni finché, Mazzini, nel 1846, per i suoi interessi repubblicani, lo fece rivivere in Oregina con le manifestazioni unitarie a favore della Giovane Italia.
L’apostolo nascose che i nemici non erano solo gli austriaci ma pure i piemontesi. Tre anni dopo, 1849, i piemontesi ci bombardarono, ci stuprarono, ci violentarono e cercarono il Balilla, la statua, per distruggerla. Nel 1924 i fascisti lo presero come punto di riferimento per la gioventù fascista, i Balilla, come vennero battezzati. Nel 1945 quelli che veramente gli somigliavano nello spirito, i partigiani, lo rinnegarono perché troppo usato dal regime.
Oggi, anni 2000, viene riesumato e preso a simbolo dalla Lega Nord per la Padania., dai genovesi Bruzzone, Rixi, Piana. E’ difficile dare un giudizio disinteressato e obiettivo se non prima isolando e pulendo il soggetto dalla politica. Fatta questa purga, il Balilla resta il simbolo della indipendenza di Genova. Analizziamo, giunti fino a questo punto, chi ha diritto a usarlo a suo proprio conto: non la sinistra ch’è unitaria e non la destra nelle sue diverse tinte, anch’essa unitaria. Resta il movimento Indipendentista Ligure, sostenuto dal suo giornale che si chiama “Che l’Inse?”, appunto.
Ritornando alla Storia c’è veramente da vergognarsi di aver svalorizzato una rivolta popolare di questa intensità. “Il fatto è grande e senza esempio”, scrisse a Roma, l’ambasciatore del duca di Modena. A Parigi Voltaire, manifestò solidarietà contro quel sussulto che non aveva eguali nella Storia. La Rivoluzione Americana e quella Francese, precisiamolo, vennero dopo quella detta del Balilla di Portoria.


20 novembre 2010 - Buru addio.

Pippo Mantero, Buru il pescatore, è morto in questi giorni (18 novembre 2010) all’età di 88 anni.
Figura di spicco della Sinistra voltrese, nell’ambito della quale ha sempre voluto esprimere il suo parere in piena indipendenza, prese notorietà nei primi Cinquanta, partecipando come attore nel film Actung Banditi di Lizzani, nella parte di un partigiano in colloquio con Gina Lollobrigida, proprio lui che non era a Genova nel periodo della Resistenza.
Infatti, durante il periodo 1943-45, egli si trovava prigioniero a Berlino in qualità di lavoratore straniero.
Suonava l’allarme e via tutti nei rifugi, tranne quelli come lui che venivano respinti a calci e lasciati sui marciapiedi in balia delle bombe alleate.
Nella primavera 1945, messo su un vagone merci assieme ad altri, fra i quali un altro voltrese, sopranome Mare, viene scaricato a Stettino sul fiume Oder e qui abbandonato.
“ Pesavo 41 chili e vagavo su quelle rive piene di mine in attesa della morte, quando al di là del ponte vidi dei carri armati con bandiere rosse. Ci organizzammo e, con una bandiera bianca improvvisata, abbracciati, aiutandoci l’un l’altro per stare in piedi, andammo incontro ai sovietici. Eravamo salvi. Ospedale, mensa, attesa che ripristinassero la linea ferroviaria, arrivai a Voltri, finalmente a cose fatte nel luglio del 1945, la Resistenza me l’hanno raccontata coloro che l’avevano fatta ”.
In questi ultimi anni, partecipava ai dibattiti per il Porto, in difesa del suo territorio e della sua spiaggia. Andava incontro alle autorità esordendo così:” Sono uno dei pochi, ancora vivi, che sono nati a Voltri Città, prima due anni che la conglobassero nella Grande Genova…è stato un errore…ora vorreste portarci via la spiaggia? non ci riuscirete mai…”. Questo è il testamento che ci ha lasciato.

15 novembre 2010 - Un nuovo direttore al Voltrese.

Dopo aver letto i primi numeri del Voltrese, non l’ho trovato confacente ai miei gusti, non sto ad elencare i perché del diminutivo geografico di “lecchese” che si era guadagnato. Di chi la colpa?
L’ultimo numero quello di novembre, al contrario, è ribaltato di 180 gradi e mi è piaciuto: ha sangue e spero che continui sulla strada tracciata da Andrea Carotenuto con il suo mirabile articolo di presentazione.
In particolare ho gradito le righe sulla “Breve storia della N. Mameli “. Coerente ed allineata alla realtà, conforme al mio libro “Cent’anni di Mameli”. Non è facile trovare l’obiettività nell’epoca in cui viviamo, piena di falsità e di faziosità, pronte ad intervenire deformando e riducendo valori che per Voltri sono irrinunciabili quanto necessari.
A volte si getta fango su personalità che meriterebbero cippi e marmorei giganti, preferendo ad essi delle autentiche nullità. Ominidi trescanti, grossi zeri, non mancano sul nostro territorio, basta ferire e far male a chi di ragguardevole trovano sul lugubre sentiero che hanno tracciato.
Denuncie a tutto spiano, sembra la mia pagina del Ponentino: sono venuti nel mio carruggiu? bene, bene, bravi. Gronda, Stazione, Villa, Porto, Alberghi, Capannoni, sono gli argomenti di attualità sui quali bisogna battere tutti insieme quale che sia la nostra appartenenza politica. L’orto va salvaguardato.
Diamo il benvenuto al nuovo direttore che ha notato carenza di Consiglieri di Voltri in Municipio, bravo, sono anni che lo scrivo, sono anni che non sento qualcuno aprire bocca in nostra difesa.
La Boggio è una voce nella tempesta, se l’estrema sinistra non le getta una corda oppure, perché no? La Lega, lei affoga e perdiamo anche l’unica pedina che abbiamo.


10 novembre 2010 - Wanted, Yachting Museum.

“Occorre demolire il capannone dei rottami e al suo posto erigere il museo dello Yachting”, questo ho sentito dire alla mostra delle attrezzature navali, tenuta alla Società di Salvamento di Cerusa.
“Tu, secondo quanto scrivi vorresti spostare il baricentro attivo di Voltri verso Cerusa: ecco qualcosa che potrebbe concorrere alla realizzazione del tuo scopo”.
I have a dream, ho questo dream da molto tempo solo che, dove ciò era naturale che fosse, cioè, nel Cantiere Costaguta, esiste una fortezza inespugnabile, la Pam, che se lo è preso con uno stratagemma politico clientelare di Palazzo. Quindi Cerusa, quindi, vicino alla passeggiata, quindi in fronte al mare, senza muraglioni portuali.
Questo non è solo il mio sogno ma lo condividono gente di mare esperta, lo devono condividere, parlo di: Erasmo Carlini, Gianni Magnano, Gigi Masio, Benedetto Ferrando, Umberto Mongiardini, Gaetano Giorgetti, Gigetto Peri, Mario Giolfo, Giobatta Ferrando, Nicolò Limonta, Agostino Boldrini, Angelo Priano e molti altri, competenti ed appassionati di vela e di costruzioni navali.
Il periodo che potrebbero abbracciare gli storici della materia è quello che va dal 1850 ai giorni nostri, insomma, agire seguendo il contenuto del libro itinerante, “ Dove il Vento Regna “ del Circolo Nautico Ugo Costaguta. Qualcuno dei soliti fatalisti e gli egemoni del pregiudizio, la troveranno iperbolica come una boutade giornalistica. A costoro dico che noi non siamo antropologicamente inferiori a chi ha fondato in Riviera i musei dell’olio, a chi a Prà tenta il museo del basilico, a chi a Masone ha realizzato il museo degli attrezzi rurali e industriali.
Fra tante sedi di Pescatori esistenti lungo la passeggiata, non vedo perché non dovrebbe ben figurare un Tempio della nostra grande tradizione dei “Mainé de Utri “. Ne riparleremo a lungo, fino a che non si formerà un Comitato di Credenti che cominceranno a perorare questa causa. “ Je n’ai pas ancore connu le plaisir d’un plan réalisé a Voltri ”, lo conoscerai cara Duchessa, lo conoscerai.


2 novembre 2010 - Come uscire dal dedalo?

“ Più quanto sono solo e abbandonato, più penso a me stesso e me la cavo”. Potrebbe essere messo nello stemma di una Voltri “fai da te”.
Ogni volta che facciamo da soli, mostre, feste religiose, sagre rionali, settembrate, castagnate, processioni, regate, spesso centriamo il bersaglio, quindi qualche qualità individuale ci è rimasta. Realtà individualiste come Otri Beach Erasmus, Sirenella, Pizza in Gàtega, Bar Passeggiata, Circolo Velico, Voltrese Calcio, Olimpia Voley, Bocciofila, hanno compiuto eroismi indicibili di sopravvivenza ma si sono rialzati e continuano, malgrado tutto, le loro attività con successo, senza sussidi.
Semplici constatazioni? Questo dovrebbe essere esteso anche ai partiti. Immaginiamo che, un Centro col naso all’insù come Pegli, un giorno votasse per la maggioranza Pdl e Lega, pensate che i pegliesi rimarrebbero ancora a lungo nella “tripletta?”, ho i miei dubbi che accetterebbero una riduzione di tutti au même dénominateur de la gauche. La realtà odierna è per il Levante dove, Albaro, di Destra, è a disagio. Il fatto di “estendere” è già fallito in partenza quando si sperava che, da Pegli si andasse in Biblioteca e a Teatro del Ponente a Voltri, impiegando, con mezzo proprio, ben 70 minuti (andata e ritorno) della loro vita. Spendendo con mezzo pubblico 4.800 Lire.
Oggi Pegli chiede e avrà una grande biblioteca e spero che la dedichino alla persona giusta e che questa sia di Pegli, cosa quasi impossibile con l’attuale Amministrazione. Insistendo contro la Grande Genova, di riflesso si può interpretare che per transitorietà ce l’avessi con la Sinistra, non è così, perché sarei subito smentito dal fatto che due comuni come Arenzano e Cogoleto con maggioranza di sinistra, amministrativamente sono condotti egregiamente. Ebbene solo un folle potrebbe considerare i due sindaci dei comuni di cui sopra, più intelligenti, più colti, più validi di Avvenente. Né mi illudo che meglio potrebbe fare l’emergente Lega Nord una volta che avesse vinto le amministrative. Dato per scontata l’autonomia, chiedo come fece il Duce:” Popolo voltrese ne sarai degno?”, si, se saremo costretti a svegliarci dal torpore di un lungo letargo.
Obbedienza piena e piena spersonalizzazione sarebbe l’ideale per continuare ad essere considerati di serie “B”ma non lo siamo. Sul Polcevera hanno detto no alla gronda, sul Leira abbiamo detto no al porto, qualcosa si sta muovendo: orgoglio, amor proprio?




Ciassa du sca - disegno di Andrea Boccone

30 ottobre 2010 - L’Assessore se ne va.

Il 28 ottobre 2010 alle ore 21 circa, l’Assessore alla Cultura del Municipio VII Ponente ha presentato ufficialmente le sue dimissioni, Antonio Dott. Marani, questo è il suo nome, non era salito in carica con regolari elezioni ma voluto per fare salire il livello culturale del Consiglio stesso.
Lo sostituisce il neo laureato Consigliere Paolo Gozzi del P.D. ex Margherita (se non vado errando) al quale Voltri Web, auspica di non farcelo rimpiangere. Il Consiglio era presente nel numero di 18 persone e 6 persone rappresentavano il pubblico. Lo spettacolo è mancato! Chi si aspettava che Marani parlasse e motivasse con regret le dimissioni è rimasto deluso. Marani non ama la rissa, il suo senso del rispetto profondo, della subordinazione, del saper tacere, gli e lo impediscono. Si è limitato ad esclamare una frase di Petrolini:” Sono contento di lasciare, ma mi dispiace “ e qui, sinteticamente ha fatto intendere che ci sarebbe rimasto se...

...Se non avessero frenato certe sue intuizioni? Se avessero portato in porto certe sue proposte frenate ingiustamente dopo aver già superato la linea del traguardo? Se, se…questi navigli dopo aver navigato in flotta sul fiume, arrivati al delta non stessero per prendere ognuno il proprio antico ramo per raggiungere il mare?
Oppure, quanto più ha dato ragione e si è fatto uguale, tanto più è andato a finire sotto il dominio dei mediocri, infine dei più numerosi! Tante e tante allusioni mi dava da intendere sotto quella maschera mimica così trasparente da lasciare immaginare tutto! Segni di decadenza dell’autonomia e della volontà di auto responsabilizzarsi, impossibilità di condurre la virtù al dominio.
Alla fine della scialba serata, abbracci e baci di addio per poi, rivedersi il giorno dopo a Pegli. Antonio non parte in esilio, tutto al più farà una capatina a Carloforte, dove, grazie a lui, hanno riallacciato rapporti inscindibili con la madre patria. Trovato lo smalto, se ha una penna, scriva; se ha lingua, parli. Se vuole ingoiare il rospo, taccia.



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